sabato 3 agosto 2013

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

CERCATE LE COSE DI LASSU'!!!
Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Continua ancora in questa domenica il cammino verso Gerusalemme. E' un cammino di iniziazione alla sequela di Gesù. 
Il Vangelo odierno raccoglie un messaggio esplicito, per la società e in particolare per ciascuno di noi.
In questo periodo tutti desideriamo le vacanze (c'è chi può farle) e scappiamo dalla nostra routine per cercare un po' di riposo, un po' di refrigerio. Per noi che evadiamo, le parole del Santo Vangelo arrivano propizio: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E poi continua: “arricchitevi davanti a Dio!”. 
Sono parole che dimentichiamo, l'evangelista Luca osserva e mette in rilievo questo particolare, delle regole per il discepolo che vuole vivere la quotidianità.
Per farcelo capire, questa domenica presenta la parabola del ricco scemo, di colui che non ha la sapienza del vivere, che continua a ripetere che il vantaggio sta nella ricchezza, negli agi.
Con questa parabola, Luca descrive una questione seria nella vita cristiana, un problema che deve essere affrontato decisamente: il denaro.
Sappiamo benissimo, senza fare retorica, che al giorno d'oggi, siamo soffocati dall'avere il denaro per.... (non facciamo commenti in merito).
Quello di cui Gesù parla è che la nostra vita, il nostro futuro non può dipendere dai beni materiali. La ricchezza promette ma non mantiene e di conseguenza non colma il cuore e tantomeno il futuro.
Quante volte nelle nostre liturgie abbiamo cantato che la nostra vita è come il fiore del campo, che la nostra vita è solo nelle mani di Dio.
Nel Libro del Deuteronomio  l'Autore Sacro ci ricorda che non di solo pane vive l'uomo, ma se l'uomo la pensa diversamente, morirà di solo pane, di solo benessere, di solo cose materiali.
Dinanzi a questa realtà Gesù dice: hai una intelligenza usala, non fare lo scemo, non essere privo della vita!
Quante volte pur avendo il denaro ci sentiamo come se ci mancasse qualcosa?
Nel brano che viene evidenziato per noi, l'uomo ricco è solo: lui e il denaro. La vita è assente. Non ci sono relazioni umane, non ci sono relazioni d'amore, come se gli altri contassero poco nella vita.
Se ci fermassimo un momento per capire - e questo periodo è il momento propizio - ci accorgeremo che gli altri contano poco, sono molto inferiori a quello che abbiamo e continuiamo ad essere quel cùpido che osserva gelosamente la soddisfazione effimera delle proprie viscere tarlate dall'egoismo.
Ora, Gesù fa un’affermazione: la vita di un uomo non è rappresentata dai suoi beni. L’abbondanza spesso ci fa considerare gli uomini e la dignità degli uomini come la dignità di coloro che sono perché hanno. Per Gesù non è così ed invita ad andare oltre le preoccupazioni materiali quotidiane, a non vivere pensando esclusivamente a soddisfare il bisogno di cibo, vestiti e carriera. 
In questo periodo è il momento propizio per "andare da Gesù, orizzonte dell'esistenza".
Noto molti turisti che nel tempo delle vacanze visitano chiese e cappelle, ma non si fermano da Gesù. Per tanti di loro quell'entrare potrebbe essere momento di adorazione e di lode (poi anche la visita ai monumenti o bellezze in esse contenute).
Nel Vangelo Gesù parla di un cibo che non perisce, che è importante per cercare e accogliere. Pane vivo che da senso alla nostra vita.
Purtroppo tutto va in vacanza... dimenticando che la vita spirituale continua e ci lasciamo avvolgere da quella cupidigia che san Paolo chiama idolatria (cfr. Col 3,5), perché l'appagamento che il cuore dovrebbe ricevere l'ottiene non da Dio, ma da qualcos'altro.
Che lo Spirito Santo ci illumini e orienti sempre la nostra vita verso Dio.
La Vergine Maria ci sostenga nel nostro cammino di fede. Amen.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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