martedì 23 febbraio 2016

Mercoledì della II settimana di Quaresima

Lo condanneranno a morte
Dal Vangelo secondo Matteo
 
In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
 
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
 
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore

Parlare di croce ai nostri giorni fa pensare alle varie disgrazie, in particolare di salute, che accadono. 
La pagina evangelica odierna si presenta triste. Gesù parla del suo destino di morte che lo attende ma è disposto ad andare fino in fondo per poter rivelare a tutti il volto del Padre.
In questo triste scenario, qualcuno parla di divisione di "proprietà" come quando si lascia testamento.
Gesù per fortuna è al disopra dei nostri sottili ragionamenti cercando di far capire che urge sempre più una conversione. Non occorre una poltrona o l'altra, non servono le diverse opinioni, discordie, gelosie... è tutto tempo perso, anzi fa più male alla persona che a tutto il resto.
Gesù mette al centro di questi vani discorsi la croce. Il cristiano è l'uomo della croce. Il cristiano è il discepolo di Gesù che lo segue fino al dono totale di se.
Forse non tutti siamo chiamati a morire martiri. Ma esiste un'altro martirio, quello delle piccole cose che aiutano a vivere la logica del dono.
La logica della croce è l'amore senza misura. "Il vero potere è il servizio. Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore" (Papa Francesco).
Chiediamo al Signore di vivere secondo il suo amore.

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