venerdì 16 novembre 2007

NEL CUORE DI DIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Nel Vangelo Gesù sottolinea la necessità di pregare sempre, senza stancarsi (vedi Vangelo di Lc 18,1-8). Ma perchè pregare? E per ottenere che cosa?
Di conseguenza, Gesù indica una donna che, con tenacia, chiede "giustizia". Cosa significa per l'uomo biblico "fare giustizia"? La cultura e la tradizione dell'Occidente hanno mutuato dal diritto romano antico una definizione chiara della giustizia: "dare unicuique suum". Giustizia è dare a ciascuno il suo.
Secondo la Bibbia, invece, giustizia è dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno per vivere con dignità, da uomo, da fratello, da figlio di Dio. Ben diverso da quel "dare a ciascuno il suo" che per qualcuno può essere molto, ma per qualcun altro può essere poco o nulla.
Qual è allora il messaggio che possiamo "prendere" per noi? Spesso il nostro agire è abbarbicato nelle ragioni del diritto, o del "perché è così". La nostra testardaggine spesso ci fa dimenticare che se Dio è garante di una tale giustizia, noi non possiamo nasconderci dietro a un diritto o farlo parlare o peggio, voltare le spalle a chi è nel bisogno. Non possiamo cioè quantificare il diritto dell'altro su ciò che gli spetta: "il suo", ma su ciò di cui ha effettivamente bisogno. E' il suo bisogno infatti che grida al Signore, non ciò che gli spetta.
Non perdiamo allora il nostro tempo in piccolezze, in meschinerie, in grettezze, ma gettiamo il nostro pensiero nel passo di Dio, per avere un cuore come il cuore di Dio e le nostre opere saranno come le opere di Dio.
Allora, quest'oggi preghiamo per la nostra conversione, specialmente quando il nostro agire è falso. Preghiamo perché il Signore ci conceda un cuore grande capace di amare come Lui ama.

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