IL CARMELO SICILIANO NELLA STORIA

Il XIII secolo vede la diffusione degli eremiti del Monte Carmelo in Europa e in particolare in terra di Sicilia, con una sua prima diffusione per le coste ioniche e tirreniche. Tra i primi conventi ricordiamo Messina, Palermo e Trapani.
In Sicilia poco alla volta si è costituita la Provincia Siciliana. Prima in Europa ed "una delle più insigni che l'Ordine Carmelitano ha avuto in Italia" che ha generato altre Provincie religiose anche fuori dall'Italia.
Purtroppo, molto presto, il Carmelo è segnato da una crisi di identità divisa fra quelli che ritenevano giusto adottare lo stile di vita dei frati mendicanti di cui l'Europa era piena, e quelli, i più idealisti, rappresentati dal generale dell'ordine Nicola Gallico, che non volevano abbandonare lo stile della primitiva esperienza del Carmelo. Fu in questo periodo che si sviluppò l'ispirazione eliana dell'Ordine e la devozione alla Madonna: i carmelitani ben presto furono conosciuti in Europa come fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Elia e Maria saranno per sempre modelli ispirativi dei carmelitani. Innocenzo IV fu il papa che, alle origini dell'Ordine, favorì più di ogni altro gli insediamenti e la crescita dei carmelitani in Europa. 
In Sicilia, nella fascia Tirrenica e Ionica, nel 1500 sorgono le Universitas per studi di Filosofia e Teologia, scuole di Pittura di musica e corsi professionali con laboratori per l'artigianato. 
Di seguito segnaliamo i vari conventi che hanno fatto la storia del Carmelo in Sicilia.


ACIREALE (CT) Ad Acireale, salendo per il Corso Vittorio Emanuele si incontra la Chiesa del Carmine con l’annesso ex-convento dei Carmelitani.
Il Convento del Carmine fu fondato prima del 1584 (probabilmente nel 1502), anno in cui si da' per certo la costruzione della chiesa, come risulta dall’iscrizione sepolcrale di Petra Castagna, nipote di Papa Urbano VII, morta l’1 Settembre 1554 ed ivi sepolta. La Comunità dei religiosi ebbe a vivere nel suddetto convento dal 1585 e come Priore elessero il P. Maestro Michele di Catania.
Nel 1599 il Papa Clemente VIII ordinò, con bolla datata 25 luglio 1599, la soppressione dei conventi nei quali convivevano meno di 12 religiosi, il cenobio del Carmine fu chiuso e poi ripristinato nel 1621, quando Fr. Alfio Licandro con i Carmelitani del convento di Catania intrapresero, nel convento Acireale, per mandato del Pontefice Gregorio XV, la riforma dell’Ordine. Per questo fatto venne attribuito al Priore del convento acese il diritto del primo voto nelle adunanze dei Capitoli provinciali.
Nel periodo a cavallo tra il 1502 (anno di fondazione) e il 1599 (anno di chiusura), risultano alcune notizie storiche della città raccolte da Lionardo Vigo dove si evince che il convento fu murato nel 1585.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse in gran parte la chiesa e il convento. Esse furono riedificate in forme più ampie nel secolo XVIII. Il prospetto della chiesa fu completato nel 1797.
Il terremoto del 20 febbraio 1818 arrecò altri danni che vennero riparati a cura del benemerito Provinciale P. Giuseppe Melita.
I quadri della chiesa furono dipinti da Alessandro Vasta (* Roma il 17 agosto 1720 - + Acireale il 19 marzo 1793). Chi entra in chiesa potrà ammirare, nel primo altare a sinistra, uno dei migliori quadri in pittura che esistono in città. Rappresenta la Purificazione della Beata Vergine, opera assai pregiata della scuola di Leonardo da Vinci.
In questo santuario si custodisce la primitiva statua di S.Venera patrona della città, eseguita in Palermo nel 1648 a cura del P. Serafino di Aci, religioso carmelitano.
Soppresso il 7 luglio 1866 il Convento requisito è ridotto in stato di abbandono, dispersi molti bene, la chiesa esistente è oggi parrocchia.
L’ex convento del Carmine fu distretto militare poi scuola.

AGIRA (EN) I Carmelitani costruirono il loro convento in questa antica colonia greca agli inizi del sec. XVII. I Frati del Carmelo andarono via con la soppressione del 7 luglio 1866. Il convento oggi non esiste più. Accanto vi era ubicata la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine officiata dal clero diocesano fino al 1943, allorché colpita dai bombardamenti e rasa quasi al suolo. Nel 1946 per interessamento del Parroco don Ferdinando Cortuese iniziarono i lavori di restauro ma non furono completati.
Il culto alla Madonna del Carmelo fu portato nella chiesa parrocchiale.

AGRIGENTO - Il convento del Carmine sorse nel 1265 nel "Ragbato" sotto il governo di Carlo d'Angiò: “i carmelitani trasferitesi dall’Asia minore in Sicilia sotto la scorta di Sant’Angelo, ebbero il loro primo luogo nell’isola nella città di Agrigento, dove nel sobborgo occidentale venne costruito per loro un degno convento… Fabbricato a spese dei Chiaramonte” così scrive Alessandro Giuliana Alaimo, che doveva essere molto grande perché ogni tre anni celebravano il Capitolo Provinciale.
Il chiostro del convento fu riempito di affreschi che riproducevano le fasi storiche dell'Ordine Carmelitano.
La chiesa era dedicata all'Annunziata. L'altare maggiore, ornato da un baldacchino di marmo di quattro colonne, vi si venerava una copia dell'Annunziata di Trapani.
Fino al 1452 il convento agrigentino era dichiarato casa di Studi per i chierici carmelitani e nel 1478 venne costituito centro di Studi per Lettere e Filosofia.
A tre miglia dalla città, nel 1565 il P. Mariano Arnolfo costruì un altro convento come "gangia", presso la chiesa di S. Maria della Catena, che nel 1628 fu lasciato.
Il convento del Carmine fu espropriato il 7 luglio 1866. I Carmelitani rimasti in private abitazioni continuarono ad officiare la chiesa sino alla loro morte (la legge Rattazzi proibiva che i soppressi ordini avessero novizi e postulanti per impedirne ogni forma di sopravvivenza).
Oggi il maestoso convento è semidistrutto, la chiesa fu abbandonata e successivamente passò al clero secolare.

foto: https://www.agrigentoierieoggi.it/il-convento-del-carmine-ad-agrigento/ di Elio Di Bella


AIDONE (EN) - Nel 1533 il carmelitano p.Angelo da Piazza Armerina apriva un convento nei pressi d'una chiesa dedicata a S. Pietro. Di questo convento nel comune di Aidone si ha traccia nei capitoli Provinciali del 1545. Purtroppo per un esiguo numero di religiosi, subì la legge di soppressione del 1652 emanata da Innocenzo X per quei conventi che avessero meno di 12 frati. Poi il convento fu convertito in orfanotrofio o scuola femminile che durò fino al 1890, successivamente Scuola Media "F. Cordova".
Il convento oggi è sede della Biblioteca Comunale dedicata al Ministro del Regno delle Due Sicilie Gaetano Scovazzo (Aidone 1782-Palermo 1868).

foto dal sito web https://www.vivienna.it/2013/09/22/in-visita-ad-aidone-gli-itinerari-2/

ALCAMO (TP) La presenza dei Carmelitani in questa antica città, presso il Monte Bonifato, risale intorno al 1315. Il P. Giovan Battista Lezana la pone nei primi decenni del 1500. Mentre dagli Atti dei Capitoli Provinciali celebrati ad Alcamo si evince la presenza carmelitana nel 1430.
Tra le antiche Confraternite Alcamesi una aveva il titolo di Maria Santissima Annunziata. Questa ebbe modo di costruire, tra il 1332 e il 1379, la chiesa e per il flusso dei fedeli decisero di darla ai PP. Carmelitani, i quali costruirono accanto il loro convento. Da ciò possiamo fare un calcolo approssimativo che il 1430 è l'anno più probabile.
Molteplici sono stati gli ampliamenti, i rimaneggiamenti e le modifiche che questa chiesa ha subito nel corso del tempo, soprattutto nel XVI secolo e nel XVII secolo.
In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1866, i carmelitani furono cacciati dal convento, che fu trasformato in caserma, mentre la chiesa venne lasciata in abbandono. I frati tentarono di riaverla, ma le pratiche andarono per le lunghe e quando il governo si decise a restituirla il tetto ormai era crollato e la chiesa era ridotta in ruderi già a partire dalla fine del XIX secolo.
Nel 1950 la confraternita di Maria Santissima Annunziata passò alla chiesa di Sant'Oliva e nel 1954 riassunse il titolo di confraternita nel 1954, estinguendosi poco dopo.
La chiesa, normalmente chiusa al pubblico, viene spesso utilizzata per ospitare eventi culturali, in particolare mostre e concerti musicali.

ALESSANDRIA DELLA ROCCA (AG) La Chiesa con il convento annesso dei PP. Carmelitani sotto il titolo di Maria Annunziata, nota come Chiesa del Carmine, è del 6 ottobre 1589 per volere del Barone Pietro Barresi. Tale convento risultò angusto per i frati e nel 1646 lo ingrandirono. Il convento dopo la legge Rattazzi rimase in vita sino al 1896.
Nel 1648 p.Andrea Burlò dide inizio alla costruzione d'una nuova chiesa completata successivamente da p.Alberto Mongione. La chiesa espressione genuina del barocco siciliano è “teatralmente isolata e dominante dall’alto di ampie gradinate”. All’interno, l’altare maggiore è sovrastato da un pregevole dipinto, si dice, di Guido Reni, raffigurante l’Annunciazione. Nelle due cappelle laterali si trovano degli stucchi portati a finitezza sorprendente della scuola dei Serpotta.
Oggi il plesso appartiene al comune, la splendida chiesa è chiusa al culto ed in stato di totale abbandono.

foto: http://livingagrigento.it

ASSORO (EN) La tradizione ricorda che la fondazione carmelitana ebbe agli inizi del XV secolo, allorché veniva loro affidata la chiesa di san Petronilla che poi finì per chiamarsi chiesa del Carmine. Di questo convento si trovò un documento del 1421 del nobile Vitale Valguarnera.
Dopo la legge Rattazzi i Carmelitani restarono ad Assoro sino al 1870. Successivamente tutto passò al comune che trasformò convento, chiesa (oggi cappella cimiteriale) e proprietà in Cimitero del paese. Il quadro della Madonna del Carmine fu collocato nella Chiesa madre. Si registra una grande devozione allo Scapolare.

AUGUSTA (SR)  Il Convento dei Carmelitani, fu fatto edificare nel 1565 dal frate carmelitano Fra Vincenzo Mancarella, proveniente dalla vicina città di Lentini. Nel contesto del nuovo convento carmelitano, costruito con il prospetto principale rivolto a levante, sul bellissimo Golfo Xifonio, venne inglobata l’adiacente e preesistente chiesetta intitolata a Sant’Agata, avente il prospetto rivolto a ponente e che, per l’occasione, fu dedicata al culto della Beata Vergine Maria del Carmelo.
Nel 1693 la chiesa e il convento subirono gravi danni a causa del tremendo terremoto. La loro ricostruzione apportò ammodernamenti ed ingrandimenti. Per l'ampio spazio, il convento fu sede del Noviziato dei giovani carmelitani e sede Capitolare come risulta dai documenti datati 16 maggio 1669.
Il Convento apparteneva alla Provincia Sant'Alberto e subì le sorti di tutti i conventi soppressi dall'iniqua legge del 1866. Divenne sede della Guardia Nazionale e nel 1867 e carcere mandamentale per reati minori. Nel 1943 il convento fu semidistrutto dai bombardamenti a causa della II guerra mondiale. Fu ricostruito come Caserma dei Carabinieri e a tutt'oggi è sede dell'Arma intitolata al ricordo di Vincenzo Alì.
L'interno della Chiesa è ad unica navata circondata da dieci cappelle. Nel 1990 un altro terremoto fa chiudere la chiesa per restauri e il 14 maggio 2008 fu riaperta al culto.
Oggi la chiesa è una rettoria dove vige una grande devozione alla Madonna del Carmine.

BURGIO (AG) Nel 1538 il carmelitano p.Pasquale da Mazzarino fondò il convento presso la chiesa di S. Sebastiano con l'autorizzazione del vescovo don Pietro d'Aragona e la munificenza di don Alonzo de Cardona, signore del luogo.
La relativa chiesa contava otto cappelle con la maggiore, perché il posto di una di esse fu adibito ad uscita laterale. In questa chiesa vi era una forte devozione all'Ecce Homo.
Il convento fu soppresso dalla legge emanata da Innocenzo V nel 1652 per minor numero di frati.
La chiesa oggi è parrocchiale ed è dedicata alla Madonna del Carmine.

BUSCEMI (SR) I Carmelitani fondarono il loro convento nel 1598. La comunità sopravvisse alla legge di Innocenzo X (1652) ma non alla legge massonica del 7 luglio 1866.
Cacciati i frati dal convento e spogliati dei loro beni, uno di essi, il p. Luciano La Manna, carmelitano, continuò la direzione e ufficiatura della chiesa carmelitana sino alla morte.
Dopo la morte di p. Luciano l'ufficiatura della chiesa passò al clero diocesano. Dopo il Concordato una parte del convento venne data alle suore domenicane che ancora vi abitano; dispersi quasi tutti gli arredi tra cui il simulacro della Madonna del Carmine.

immagine: http://www.costierabarocca.it/images/curiositaqua_ita_i000063.jpg

CALAMONACI (AG) Verso il 1587 in questo piccolo paese della provincia di Agrigento la Provincia Sant'Angelo dei Carmelitani fondò un convento. Anche questo subì la soppressione per il numero esiguo di frati, nonostante le proteste dei cittadini che avevano coltivato una forte e grande devozione alla Madonna del Carmine.
Del convento e della chiesa non rimane memoria alcuna.

CALATABIANO (CT) La storia di Calatabiano è strettamente collegata a quella del suo castello, che si erge su un'altura a 160 metri d'altitudine, all'imboccatura meridionale della Valle dell'Alcantara. Su quest'altura tra sentieri tortuosi, nel 1518, fu fondato un convento carmelitano che rimase in vita fino al 1652 in virtù del decreto pontificio per ridotto numero dei frati. Del plesso monastico non si sa più nulla.
La chiesa sembra che sia sorta nel 1510, come attesterebbe la campana che oggi è custodita presso il campanile della Chiesa Madre.  Pur non escludendosi che abbia preso il posto di un precedente luogo di culto (il Nicotra nella sua opera "Il Carmelo siciliano nella storia", p. 40 cita la chiesa di Santa Caterina martire mentre la concessione fu nel 1583).
La chiesa ebbe i suoi restauri. Oggi rimangono le mura perimetrali con prospetto a capanna e piccola abside sporgente. All'interno, sulla parete nord della navata, si trova un piccolo altare con timpano triangolare e lesene ornate da capitelli ionici, a destra di esso è collocata la porta di accesso ai locali della sagrestia.
La devozione alla Madonna del Carmelo fu trasferita in paese custodendo il simulacro della beata Vergine  nella chiesa di San Giuseppe, in piazza Francesco Crispi, nel quartiere “Chianapamma”, dove il rione vive ancora la sua settimana carmelitana.

foto: http://camminosanfilippo.com

CALATAFIMI (TP) Sorta  in epoca normanna, fu successivamente annessa al convento dei Carmelitani, fondato nel  1430. Mantiene sulle  strutture superstiti della tribuna  quadrata, una cupola emisferica, di tarda tradizione bizantina, poggiante su nicchie angolari.  Conserva inoltre un portale  timpanato  e delle finestrelle a bugne. Nella chiesa si trovava una tavola tardo-bizantina  raffigurante una Madonna col Bambino, ora nella sacrestia della chiesa Madre.
Dopo la legge di soppressione il comune vendette chiesa e convento a privati che ancora detengono il plesso ridotto a un misero rudere, disperse moltissime opere d'arte custodite nella chiesa.

CALTABELLOTTA (AG) In questo comune, i Carmelitani fondarono un convento il 7 agosto del 1438 tramite il Vicario Provinciale del tempo, p. Pietro Ciraulo, presso la chiesa della Compagnia di San Benedetto. In seguito cedettero alla medesima Compagnia il convento ricevendone ricompensa di cento scudi e case attigue alla chiesa della Madonna delle Grazie, ove edificarono un nuovo convento sotto lo stesso titolo nel 1461.
La Chiesa del Carmine, restaurata nel 1954, sorge in Piazza Umberto I ed è di ottima architettura. Sobria risulta essere la sua facciata, mentre il suo interno, un’unica navata, aperta a destra e a sinistra con sei cappelle, presenta sull'altare del presbiterio, una custodia in marmo fatta da Fazio Gagini, dove è collocata la Madonna delle Grazie scolpita dal padre Antonello. Dal 1575 vi furono custodite le reliquie di S. Alberto e S. Rosalia, ma oggi non abbiamo notizia alcuna.
Il convento fu soppresso nel 1866 dal Governo Italiano.

CANICATTI' (AG) I Carmelitani fondarono il loro convento con annessa chiesa dedicata alla "Nunziata" nel 1579, per opera di P. Alberto da Naro e dotato dal signore del paese Gian Battista Bonanno. Con la venuta dei frati il titolo della chiesa fu mutato in "chiesa del Carmine". Nel 1603 era utilizzata come chiesa cimiteriale.
Anche questo convento subì le sorti della bolla pontificia del 1652 ma grazie all'intervento delle autorità civili e religiose, i frati non subirono l'effetto della soppressione, fino al loro estinguersi, nel febbraio del 1893 con la morte di P. Elia Marchese.
Purtroppo il Governo Italiano soppresse il convento e le sue proprietà, la chiesa fu abbandonata ma non morì la devozione alla Madonna del Carmelo. Nei secoli ha subito vari interventi di manutenzione e restauro: importante quello del 1725.
Nel 1908, a seguito di un crollo parziale, furono eseguite importanti opere a spese degli zolfatari che avevano come loro protettrice proprio la Madonna del Carmine.
Attorno alla chiesa del Carmine ebbero sviluppo il Terz’Ordine Carmelitano e la Confraternita dello Scapolare del Carmine. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa fu officiata dal clero diocesano. Una delle ultime nomine è datata 23 dicembre 1914.
La chiesa del Carmine fu anche sede della Confraternita degli Zolfatai che ogni anno, il 16 luglio, organizzavano la festa in onore della Madonna. Gli zolfatai, a loro spese, eseguivano periodicamente dei lavori di abbellimento all’interno della chiesa, come risulta anche da una lapide posta all’ingresso, sul lato sinistro datata 1893.

foto: http://web.freepass.it/kiwanis.club.canicatti/12_cani/restivo.htm

CASTIGLIONE Di SICILIA (CT) Fondazione ad opera del p. Pietro Onorato da Catania, primo Priore di suddetto convento, nel 1572. La chiesa sorta anticamente come chiesa di S.Martino diede origini all'omonimo quartiere. Vuole la tradizione che questa chiesa fosse stata la matrice della città di Castiglione, precisamente in epoca bizantina.
Nel 1569 venne rifatta e dedicata a Maria SS.ma del Carmelo. Gli affreschi della volta che raffigurano l'apoteosi della Vergine del Carmine e allegoriche figure del Vecchio Testamento, possono avere attinenza con la scuola del XVI secolo. Vi si notano pure: il Monastero di San Andrea e Santa Caterina, entrambi pregevoli pitture, attribuiti alla scuola veneziana. Il convento fino al 1582 aveva cinque frati. Successivamente subì la soppressione. Fu abbattuto per far largo ad una piazza, dispersi tutti gli arredi sacri, la chiesa è tuttora officiata .

CASTEL DI LUCIO (ME) In questo piccolo paese della provincia di Messina, nel 1531 fu fondato un convento carmelitano, ma ebbe poca durata. Dagli Atti dell'Archivio Generale dell'Ordine, il nome di questo convento compare per l'ultima volta nel 1565. Altre notizie non si hanno.

CASTELVETRANO (TP) Sono due i conventi in questa città della Provincia di Trapani: S.Maria dei Miracoli e S.Nicolò.
Il primo, dietro invito di don Carlo d'Aragona principe di Castelvetrano,  era sito fuori le mura della città, presso la chiesa di S. Maria dei Miracoli e fu fondato nel 1557. Nel 1623 il principe di Castelvetrano, considerando insufficiente gli introiti di quella chiesa ai pochi frati rimastivi e che il vecchio convento minacciava rovina, pensò di riunirli nel secondo convento di S. Nicolò dentro le mura della città. Il convento, in seguito, fu restaurato dallo stesso principe e i frati potettero abitarvi fino al 1775. Poi il convento fu soppresso. Oggi della chiesa di S. Maria dei Miracoli restano solo i ruderi.
Il secondo convento, sito dentro le mura della città, sul piano S. Nicolò,  fondato nel 1584, fu sede di diversi capitoli provinciali. Dopo la legge di soppressione il convento di S.Nicolò fu adibito a caserma dei carabinieri. La splendida chiesa a tre navate araba-normanna nell'abside e rinascimentale nelle navate esiste a tutt'oggi, mantiene il titolo di Maria SS. del Carmelo ed è monumento nazionale.

CASTRONOVO di SICILIA (PA) La Fondazione del Convento sotto il titolo della Nunziata risale al 1445. La chiesa anch'essa dedicata all'Annunziata era molto grande. Funzionò più volte come Matrice. I frati vi dimorarono fino alla soppressione Pontificia di Innocenzo X: 1 maggio 1659 dopo si trasferirono presso la chiesa di S. Simone Apostolo, che prese poi il nome di Chiesa del Carmelo.
Nel 1861 chiesa e convento furono soppressi. Del convento oggi è rimasto ben poco. La chiesa fu restaurata nel 1948, per interessamento di Don Andrea La Corte.

CATANIA  Tra le più antiche fondazioni di Sicilia, risalente alla seconda metà del XIII secolo presso una piccola chiesa dedicata a S.Lucia. Presso il convento nel 1399 fu aperto uno "studium" per la filosofia e la teologia dei giovani religiosi. Nel 1447 venne promosso a "studium generale", ovvero era aperto non solo ai religiosi siciliani ma anche a quanti provenivano da altre provincie dell'Ordine.
Il sisma del 1693 distrugge le mura carmelitane e molti religiosi morirono ma non l'opera.
Chiesa e convento furono ricostruiti ma un altro "terremoto" distrugge la presenza carmelitana catanese. La mannaia massonica del 1866 espropriò convento e beni. Ai frati furono lasciate poche stanze come rettoria (successivamente riprese dallo Stato), tutto il resto conventuale fu trasformato in caserma fino ad oggi. Oggi i frati abitano in un'area molto ristretta costruita nel 1900 a ridosso le mura del Tempio che hanno adibito a convento.
La chiesa sorge in un'area un tempo adibita a Necropoli. La tradizione  vuole che in questo luogo siano stati sepolti Sant'Agata e Stesicoro. Dall'interno dell'ex Convento settecentesco si ammirano le mura della presunta tomba di Stesicoro. Il tempio fu fatto costruire dal 1729, dopo il tremendo terremoto del 1693 e venne consacrata nel 1880 e nel 1883, quando fu solennemente incoronata la venerata immagine della Madonna del Carmelo (sec. XVIII) di Sebastiano Ceccarini da Fano raffigurante il dono dello Scapolare a San Simone Stock.
In occasione dell'Anno mariano proclamato da papa Pio XII, nel giorno dell'Annunziata, il 25 marzo 1954, fu elevata a Santuario dall'Arcivescovo di Catania Monsignore Guido Luigi Bentivoglio, quale testimonianza e riconoscimento della fede e della grande tradizione dei suoi sette secoli di vita.
Nel 1971 è stata eretta a parrocchia, sempre dall'arcivescovo Bentivoglio, con il titolo di "Maria Santissima Annunziata al Carmine"
Nel novembre del 1988 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di basilica minore e consacrata dall'Arcivescovo Monsignore Domenico Picchinenna.

ALTRE COMUNITA' CARMELITANE

*Nel 1508 venne affidata alle loro cure la chiesetta di S. Maria della Grotta, poi ceduta nel 1679 alla confraternita di S. Gaetano.

*Nel 1531 ricevettero la chiesa di S. Maria di Bethlem, poi abbattuta per ragioni militari nel 1674.

*I Carmelitani abitarono pure presso la chiesa di S. Maria dell'Indirizzo dal 1616 fino alla soppressione del 1866. Dopo la soppressione il convento fu distrutto, la chiesa anch'essa espropriata venne adibita a deposito di zucchero, motivo per cui subì un incendio doloso che distrusse buona parte di arredi sacri che erano ancora nella chiesa. In seguito i vandali hanno fatto il resto. Oggi la chiesa è curata dagli scout.

CERAMI (EN) Fondazione nel 1531 sotto il titolo dell'Annunziata. Purtroppo l'iniqua legge del Governo italiano decretò e barbaramente eseguì la soppressione anche in questo paese dopo il 1866. Il comune si impossesò del convento, che ampiamente sventrato, fu adibito a scuole, la chiesa, priva di molti arredi originali venne restaurata nel tempo dal clero secolare che a tutt'oggi officia la chiesa.

CHIUSA SCLAFANI (PA) Il nome di questo paese si ritiene che sia dovuto a Matteo Sclafani, conte di Adernò, che lo fondò nel 1320. Nel 1587 i frati Carmelitani fondarono chiesa e convento.
La chiesa ancora aperta al culto, è ornata da  affreschi settecenteschi di fra' Felice da Sambuca. La devozione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è tutt'oggi viva.

COLLESANO (PA) Si conosce che in questo luogo dell'interland palermitano i frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo, ebbero chiesa e convento intorno al 1587. È stato soppresso dal decreto di papa Innocenzo X nel 1652.

COMISO (RG) Accanto a una chiesa preesistente del 1490, i Carmelitani fondarono il loro convento nel 1612 che in seguito prese il titolo del Carmine. La chiesa era a tre navate, tre absidi e nove altari. Nel 1652 per decreto pontificio, questo convento fu chiuso e poi raso al suolo dal terremoto del 1693. La chiesa fu restaurata durante la guerra del 1915-1918 e fu adibita a quartiere militare e subito dopo demolita, perché da tempo chiusa al culto.

CORLEONE (PA) Da un documento datato 15 novembre 1572 risulta che i frati Carmelitani arrivarono in questa città nel 1370. Dagli Atti capitolari, invece, risulta che essi compaiono nel 1440. Inizialmente soggiornarono fuori le mura, presso la chiesa di S. Agata, al "Piano delle donne", oggi via SS. Salvatore. Successivamente si trasferirono presso l'attuale chiesa del Carmine del 1572, concessione ottenuta dal vescovo ausiliare di Monreale Mons. Gian Pietro Fonteguerra insieme al convento. Ivi rimasero fino al 1672 in quanto piccola comunità fu soppressa dalle leggi pontificie. Per volere del popolo nel 1672 i frati fecero ritorno con un numero maggiore così come prescriveva papa Innocenzo X. Purtroppo con la legge della soppressione decretata dal Governo Italiano nel 1866 se ne andarono nuovamente.
All'interno della chiesa, tra le varie opere, possiamo ammirare quella di Tommaso De Vigilia, che raffigura la Madonna del Carmine con riquadri di storia carmelitana. Una copia di quest'opera possiamo ammirarla nella chiesa del Carmine Maggiore di Palermo.

DELIA (CL) In una antica chiesa normanna dedicata alla Santissima Trinità, nel 1606 ne presero possesso i frati Carmelitani. Purtroppo per l'esiguo numero dei frati che componeva quella comunità, dopo 46 anni di presenza, abbandonarono chiesa e convento a causa del decreto pontificio.

ENNA La fondazione del convento carmelitano risale nella prima metà del XV sec. presso la chiesa di S. Giacomo. Nel 1469 il convento fu trasferito presso la chiesa dell'Annunziata. Nel 1618 il convento e la chiesa crollarono e furono ricostruite, la chiesa fu chiamata del Carmine.
Nel 1866 la comunità fu soppressa ed i sei frati che vi avevano dimorato si rifugiarono, privi del loro abito, presso familiari per poter continuare ad officiare la chiesa. Nel 1872 la chiesa e l'ex convento divenne proprietà dell'Ospedale civile.

FERLA (SR) I Carmelitani della Provincia S. Alberto, si insiediarono nel 1581 e venne loro affidata la chiesa della Confraternita di S. Leonardo. Il convento fu soppresso dalla legge pontificia del 1652, ma resistette fino alla soppressione del Governo italiano del 1866.

FICARRA (ME) I Frati carmelitani fondarono nel 1582, in questa cittadina sul golfo di Patti, come confermano i relativi documenti, presso la chiesa di S. Maria dei Greci. In seguito alla legge pontificia del 1652, anche questa casa venne chiusa ma resistette fino al 1664. La chiesa del Carmine è a tutt'oggi esistente. Fino al 1955 era esistente una Confraternita del Carmine.

FRANCAVILLA DI SICILIA (ME) I Carmelitani vi si stabilirono nel 1643 per munificenza del visconte Pietro Ruffo. I sette frati ivi presenti sopravvissero alla legge pontificia ma non a quella del Governo italiano. Infatti nel 1866 i religiosi vennero espulsi dal loro convento, privati dei beni e rimase solo come rettore della chiesa p. M. Gargoro. Successivamente passò al clero secolare.

GELA (TERRANOVA DI SICILIA) (CL) Il convento fu costruito nel 1514 nella vicina chiesa dedicata all'Annunziata poi ampliata e dedicata alla Beata Vergine del Monte Carmelo.
Il convento fondato da p.Angelo da Modica era costituito da 8 celle. Fino al 1585 apparteneva alla Provincia Siciliana successivamente alla Provincia di Sant'Alberto.
La Chiesa e il convento vennero ricostruite nel 700‘ subendo una radicale trasformazione. Nella ricostruzione vennero utilizzati i resti delle mura e case elleniche nella zona di capo soprano in uno stile semplice dalle linee pure. Fu chiuso a causa delle leggi eversive nel 1866. Il convento fu menzionato negli atti del capitolo di Piazza Armerina nel 1532. Abbattuto il convento nel 1952 costruirono la caserma dei carabinieri.
Oggi la chiesa è aperta al culto. In essa troviamo reperti artistici di valore, a partire dal Crocifisso, ritenuto miracoloso dalla popolazione locale.

ruderi del convento di Gibilrossa
GIBILROSSA (PA) In questa frazione nel comune di Misilmeri, la fondazione Carmelitana è avvenuta il 31 luglio del 1628, presso il già esistente convento fondato dai P.Basiliani nel XII sec. Fino al 1645 il convento fu adibito a casa di noviziato.
Oggi del convento non restano che ruderi, la preziosa tavola dell'Assunta del 1432, oggetto nei secoli di enorme venerazione, finì requisita come gli altri arredi sacri, solo il pregevolissimo Crocifisso potè essere riscattato ed è ancora venerato a Misilmeri.


ISPICA (Rg) I Carmelitani si stabilirono nel 1532 occupando la chiesa di S. Caterina v.m., e lì costruirono il convento successivamente ampliato dai Signori Statella di cui ricordiamo il ven. p. Salvatore Statella della SS. Trinità, riformatore della Provincia S.Alberto.
Il 18 agosto 1738 il convento di Ispica fa parte dei sette conventi della nuova Provincia di Santa Maria della Scala, creata dal ven. Statella e dal ven. Girolamo Terzo. Nel 1838 il Capitolo Generale decretò che il convento di Ispica sede di Studio di Filosofia e Teologia. Anche questo convento subì la soppressione del Governo Italiano e la chiesa fu elevata a Parrocchia.
Oggi è vivo il Terz'Ordine Carmelitano e la Madonna del Carmine è la Patrona di Ispica.

MAZARA DEL VALLO (TP) Mazara del Vallo sorge su un antico sito fenicio posto lungo la costa occidentale della Sicilia, tra Capo Boeo e Capo San Marco, sulla sponda sinistra della foce del fiume Màzaro e ad una distanza di circa 200 km dalle coste della Tunisia. Città di circa 55.424 abitanti, il cui centro storico un tempo era racchiuso dentro le mura normanne, con numerose chiese monumentali e un suggestivo quartiere a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, denominato Casbah.
I Carmelitani fondarono il loro convento in questa città nel 1367/70 nel quartiere san Giovanni. Il Nicotra afferma che la fondazione avvenne verso il 1450 e nel 1455 si è formata una comunità. La chiesa iniziale fu quella di San Bartolomeo. Una volta profanata, fu adibita a sepoltura finché non venne distrutta. Nel sec. XVI ne fu costruita una nuova dedicandola all'Annunziata e nel 1795 fu consacrata da Mons. Orazio La Torre vescovo di Mazara.
Soppresso in esecuzione della massonica legge Rattazzi. La splendida chiesa con cupola araba  è esistente ma trasformata in sala consiliare e il convento sede del Palazzo Comunale. Le opere d'arte furono disperse, solo il marmoreo simulacro della Madonna delle Grazie  fu salvato ed è esposto in Chiesa Madre.

foto ricevuta da Giovanna Galuppo

MAZARINO (CL) Il Convento carmelitano con annessa chiesa è sito in Piazza Vittorio Veneto, costruito nel 1458 per munificenza dei Principi Branciforte ma completato dal priore Carmelitano p. Mario Ferrante intorno al 1673.
Con la soppressione, il convento divenne sede del Palazzo Comunale. Nel chiostro del Convento vi è la tomba del principe Giovanni Branciforte di scuola gaginesca. La chiesa è a croce latina con ornamenti baroccheggianti,  l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi.  La chiesa è officiata dal Clero secolare.

foto: www.typicalsicily.it

MESSINA Partiti i Carmelitani dalla Terra Santa a causa della persecuzione dei cristiani, ritornarono in Europa. Guglielmo Sanvico, primo storico dei carmelitani, di origine inglese, così scrive: «I Carmelitani che primi vennero dalla Palestina a fondare conventi in Occidente furono siciliani e provenzali: quelli edificarono un convento nei sobborghi di Messina, questi fondarono un altro nei pressi di Marsiglia; l'emigrazione degli uni e degli altri avvenne nel 1238». Questa data è ufficiale nell'Ordine ma gli eremiti del Carmelo a Messina probabilmente furono nel 1230-35. Essi si stabilirono a Messina fondando un convento in un luogo solitario, ameno, presso il torrente San Michele. Quel luogo, per la vita eremitica vissuta dai frati, fu in seguito fino ad oggi comunemente chiamato «Ritiro».
Questa è ritenuta la prima fondazione in Europa. Ma nella città dello Stretto ne sono susseguite altre. Dopo alcuni decenni, i religiosi si trasferirono presso la foce del torrente San Michele e lì costruirono un nuovo convento. (Del vecchio convento oggi vediamo dei ruderi anche se dopo gli eremiti carmelitani abitarono altri religiosi e apportarono le loro modifiche). Nel nuovo convento, nel 1268, fu celebrato un Capitolo Generale dell'Ordine Carmelitano.
Una terza ubicazione l'abbiamo verso l'anno 1291, nel cuore della città, proprio nella piazza del Duomo, in Via Argentieri, tra le attuali Via Garibaldi e Corso Cavour. Anche qui la presenza dei carmelitani non durò molto. Il clero diocesano accusava i frati di interferire con le celebrazioni della Cattedrale. Nel 1304 dietro istanza dei religiosi carmelitani, Benedetto XI ordina il loro trasferimento alla chiesa di S. Cataldo. In questo convento visse e morì nel 1307 S. Alberto degli Abati.
Nel 1783 il convento e l'annessa chiesa andarono distrutti a causa di un tremendo terremoto che devastò l'intera città di Messina. Ristrutturato il convento fu successivamente soppresso dalla massonica legge Rattazzi nel 1866 e il terremoto del 1908 completò l'opera di distruzione.
Al ritorno dei frati Carmelitani fu affidata loro la chiesa detta del SS. Salvatore, appartenuta precedentemente alle monache di rito greco. La nuova sede carmelitana sorgeva nell'antica via Università, tra le attuali Via San Filippo Bianchi e Via della Zecca.
I frati del Carmine si misero a soccorrere gli scampati alla morte e quanti necessitavano. Così scrisse l'Onorevole Giuseppe Toscano nel giornale “Il Risveglio”: «Semplicemente per la verità, io sottoscritto Giuseppe Toscano, già consigliere Comunale della sventurata Messina, attesto che, appena avvenuta la catastrofe, m'imbattei con tre frati del convento del Carmine, cui la mia casa, distrutta dal terremoto assieme al convento stesso, era contigua. Essi che rispondono ai nomi di p. Anselmo Alessi, priore del convento, p. Agostino Tornatore e p. Egidio Lo Giudice, quasi ignudi, eransi già messi all'opera di soccorrere i sepolti vivi e, sebbene anch'essi scampati appena alle macerie e privi di ogni strumento, con la sola forza delle loro braccia traevano a salvamento quanti più potevano. Li provvidi di qualche indumento che mi fu possibile trarre dalla mia casa, da una camera non interamente abbattuta e mi misi con loro all'opera pietosa…».
Dopo il terremoto, poiché era profondamente radicata la devozione dei messinesi alla Santissima Vergine del Carmelo, l'Arcivescovo, Mons. Letterio D'Arrigo Ramondini volle affidare ai Carmelitani una delle prime chiese baracche costruite dopo il disastro, nell'attuale via Salandra: la chiesa di S. Croce con la cura della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Nel 1917 fu affidata a loro in perpetuo la cura pastorale della Parrocchia di San Lorenzo Martire, una delle parrocchie più antiche di Messina. In questa parrocchia fu battezzato, il 7 luglio 1851, S. Annibale Maria di Francia, terziario carmelitano e fondatore della Congregazione dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo.
La Chiesa inizialmente era in Piazza Duomo. Successivamente per dar spazio alla fontana del Montorsoli fu rasa al suolo.
Nel 1926, grazie all'interessamento dell'Arcivescovo Angelo Paino si otteneva il progetto della nuova chiesa e del convento da parte dell'architetto Cesare Bazzani, realizzato dall'ingegnere Lorenzo Interdonato in via A. Martino. Dopo la posa della prima pietra, avvenuta il 17 luglio dello stesso anno, il 3 giugno del 1930 si inaugurò il nuovo convento e, a distanza di un anno, venne portato a compimento anche la nuova chiesa.
Il 15 luglio 1931 il Simulacro della Vergine del Carmelo (XVIII secolo) faceva il suo ingresso trionfale, salutato amorevolmente dai Messinesi.
Nell'ottobre del 2015 i Carmelitani sono stati costretti a lasciare Messina e la cura pastorale di questa comunità è ritornata al clero diocesano nella persona di Don Gianfranco Centorrino, parroco.

foto: Di Stadio93 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php curid=15764038

MILAZZO (ME) Il padre carmelitano Andrea Cordaro da Tripi (ME), per commissione dei suoi superiori e su richiesta della città si reca a Milazzo dove fonda un Convento dell’Ordine, tra i più imponenti e artistici plessi religiosi di Sicilia, con atto notarile del 18 dicembre 1570. In questo convento, per la sua ampiezza si tennero nella storia otto Capitoli provinciali della Provincia Sant'Alberto.
La chiesa ubicata in piazza Caio Duilio, è stata innalzata nel 1574 sul luogo ove sorgevano due piccoli templi, rispettivamente dedicati alla Madonna della Consolazione, della famiglia Rigales ed a San Filippo d'Agira, appartenente ad una confraternita locale.
Quasi interamente distrutta nel corso dell'assedio spagnolo del 1717-19, fu ricostruita nella forma attuale tra il 1726 ed il 1752.
Adiacente alla Chiesa vi è ciò che è rimasto dell'ex convento dei frati Carmelitani (abitato fino al 2011) adibito a Comune e a esercizi commerciali. Nei locali del convento è conservato in olio su tela un "Cristo Crocifisso" e "l'Addolorata", di Vincenzo Riolo (Palermo, 1772-1837).
Una bella porta a pianterreno, in barocco monumentale, permette l'accesso a quello che fu una volta il chiostro.
All'interno della chiesa, ad unica navata, di stile barocco, si trovano sculture raffiguranti: "S. Gioacchino" - legno policromo, ignoto XVII secolo; La "Madonna del Carmine" - 1737 - legno policromo dello scultore Angelo Occhino; Il "Crocifisso", ignoto XVIII secolo.
La chiesa oltre all'altare maggiore ricco di marmi, ha sei altari laterali. Essi racchiudono oltre la devozione locale, la Madonna del Carmelo e i Santi Carmelitani.
Con l'emanazione delle leggi eversive l'intero complesso fu confiscato, i frati furono cacciati e privati delle proprietà che passarono al Comune. Esso, nel 1888, abbattendo il quarto lato del chiostro, vi costruì il proprio ingresso e destinava gli altri locali a scuola, ufficio postale e sede di altri enti pubblici.
La chiesa venne affidata all'Arcipretura che l'ha retta con zelo fino al 1908 quando i frati fecero il loro ritorno ma ben presto la lasciarono a causa del terremoto per prestare aiuto ai conventi danneggiati. Vi ritornarono nel 1911 e nel 1915 la lasciarono nuovamente a causa della guerra che danneggiarono chiesa e convento.
I restauri iniziarono dopo la seconda guerra mondiale e i frati ripresero l'officiatura, dopo le dovute delibere, il 6 novembre del 1954 per mezzo dell'Arciprete del tempo, Mons. Domenico Cernuto e tramite p. Fedele Norato.
I Carmelitani di Sicilia, verso la fine degli anni 1980, affidarono ai frati carmelitani della Provincia maltese l'officiatura che, a loro volta, lasciarono l'8 maggio 2011, data in cui celebrarono l'ultima Eucarestia.
Oggi la chiesa è affidata al clero diocesano.

foto: wikipedia

MISILMERI (PA) Nel 1557 per volere di don Vincenzo Del Bosco conte di Vicari e duca di Misilmeri, i Carmelitani fondarono il loro convento, sotto il titolo dell'Annunziata. Anche questa comunità carmelitana nel 1652, per decreto pontificio, fu soppressa. La chiesa è ancora esistente ed è chiesa parrocchiale. In essa si coltiva una forte devozione alla Madonna del Carmine.

MISTERBIANCO (CT) I frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo, vi eressero in questa cittadina etnea il convento nel 1620, ma per il ridotto numero della sua comunità, andò soggetto al decreto pontificio di soppressione del 1652.

MODICA (RG) La fondazione in questa città è incerta, probabile che, a motivo di una relazione scritta sotto il pontificato d'Innocenzo X, risalirebbe al 1390. Nella seconda metà del XVII sec. i frati sostituirono l'antica chiesa con l'attuale, ampliandola sotto il titolo dell'Annunziata oggi comunemente chiamata «del Carmine». Ci risulta un convento molto grande di cui, nel 1584 vi erano 12 frati. Fu sede capitolare e centro di Studio di Filosofia e Teologia. Soppresso nel 1866, il convento fu abbattuto e sul suo suolo costruita la caserma dei carabinieri. La Chiesa del Carmine, una dei pochi monumenti che resistette alla violenza del sisma del 1693 è oggi officiata dal clero secolare. Si mantiene viva la devozione alla Madonna del Carmine.

MONFORTE SAN GIORGIO (ME) Verso il 1547 i Carmelitani della Provincia Sant'Alberto, eressero a Monforte un piccolo convento presso la chiesa di S. Maria degli Angeli e disponeva di quattro feudi da 40 salmi ciascuno con una rendita totale di 395 onze circa, oltre gli introiti delle messe ed elemosine.
Il convento purtroppo molto piccolo, lo spazio era abitabile solo per quattro frati e a causa di ciò fu soppresso dal decreto pontificio del 1652, nonostante la supplica alla sacra Congregazione da parte dei Giurati e del clero secolare.

MONTAPERTO (AG) Paese a 10 km da Agrigento, sorse nel 1587 un convento dei frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo. Purtroppo anche questo convento subì la sorte del decreto pontificio del 1652. Del convento e della chiesa oggi non si ha traccia alcuna.

MUSSOMELI (CL) I Carmelitani, della Provincia Sant'Angelo, vi fondarono il convento nel 1574 con il consenso di Giacomo Sanfilippo, Vicario generale d'Agrigento, cui allora il paese apparteneva, e del loro Priore Generale Gian Battista De Rossi. Per la fondazione di questo convento si adoperò molto il p.Giovan Battista Palumbo da Sutera, aiutato, sembra, dal signore di Trabia, Cesare Lancia.
La chiesa annessa al convento, già dedicata a Santa Marina, prese il titolo di S.Maria del Carmine. Nel corso dei secoli fu più volte modificata. Nella prima metà del 1900 fu restaurato il campanile. La chiesa ospita tutt'oggi un simulacro della Madonna del Carmelo opera dello scultore Francesco Biangiardi.
Il convento è tra i soppressi dal noto decreto pontificio del 1652.

PALERMO - Dell’arrivo dei Carmelitani a Palermo varie sono le fonti che indicano la venuta dei frati, “tanto varie che le une escludono le altre: a meno che non si voglia ricorrere ad artificiose costruzioni di fantasia per metterle d’accordo” (C. Nicotra). Due sono le probabilità. La prima in coincidenza con il 24 agosto 1250, anno in cui il notaio Ribaldo e sua moglie Palma (parenti di Sant'Alberto degli Abati), concedevano ai Carmelitani, già residenti a Trapani, l’abitazione e tutti i beni temporali della chiesa dell’Annunziata di Trapani.
La seconda riguarda due documenti del XIII secolo, conservati all'Archivio di Stato, datati uno 1296 e l’altro 1298, ci fanno pensare che i Carmelitani si trovavano a Palermo in data anteriore al 1296.

Chiesa e Convento del Carmine Maggiore
Il visitatore che entra nella Chiesa del Carmine Maggiore, ammira un costruzione fatta dal 1627 al 1693. L’occhio attento però, "può cogliere anche altre date". Infatti, la tradizione attribuisce all'Ordine Carmelitano tre chiese nella medesima ubicazione.
La prima costruzione, riguarda una piccola cappella del XIII-XIV secolo dedicata alla Pietà. La cappella è ancora esistente. Su di essa costruirono una chiesa di stile medievale.
Tale chiesa nel 1626 fu demolita per costruirvi l’attuale, disegnata dall'Architetto palermitano, Mariano Smiriglio. In essa possiamo ammirare opere del Serpotta, di Girolamo Bagnasco, del Pietro Novelli, di Gioacchino Mercurio. Sempre nell'attuale chiesa, furono ricollocate delle opere appartenente alla precedente chiesa, come la Madonna del Carmine di Tommaso De Vigilia, l'acquasantiera e le due opere Gaginesche: Madonna dell'Udienza e S. Caterina d'Alessandria.
Le linee dell'antico convento sono un po’ sparite, possiamo ammirare qualcosa nel Chiostro cinquecentesco con colonne in marmo e capitelli ionici. A testimonianza del convento cinquecentesco, nel chiostro è collocato un portale in marmo con una scritta sopra l’architrave che riporta l'anno 1582.
A ridosso della costruzione cinquecentesca, nel 1938 i frati, acquistando il terreno, iniziarono a costruire il loro terzo convento.

ALTRI CONVENTI ESISTITI NELLA CITTÀ DI PALERMO

Convento di S. Antonio in Porta Termini (poi di Monte Santo)
A metà della attuale via Lincoln un tempo, nel 1171, fu edificata Porta Termini. Era la porta che apriva la strada verso Termini Imerese. Quando Garibaldi passò con le sue truppe il 27 maggio 1860, fu chiamata anche Porta Garibaldi. Entrando per questa porta, nel quartiere della Kalsa, trovavasi a sinistra, una chiesa mezzo diroccata. In origine essa era dedicata a S. Antonio abate.
Il 17 dicembre 1434 il priore del Carmine p. Enrico la Porta prese in consegna la chiesa e i locali annessi per costruirvi un convento. Il 23 dicembre con atto notarile affidavano ai Carmelitani la chiesa di S. Antonio con annesso ospedale.
Per vicissitudini con le autorità civili, nel 1528 si diede il Convento a Suor Sigismunda Xarrat per fondare un monastero Carmelitano.
Il 13 giugno 1598 l'Arcivescovo del tempo, don Diego de Ajedo, trasferì le suore nel monastero di Valverde. La chiesa fu concessa alla Confraternita dei Saponari che il 18 ottobre 1636 la concessero ai Carmelitani della Provincia di Montesanto.
I Carmelitani rimasero in quel luogo fino alla soppressione del 1866. La storia però ricorda che non fu solamente soppressa la comunità dei frati ma anche la chiesa e il convento che furono abbattuti con l’apertura della porta Garibaldi, lasciandone un semplice ricordo nella vicina piazzetta e nella via adiacente che tutt’ora portano il nome di Montesanto.

Convento di S. Nicolò in Piazza Bologni
Un’altro convento con annessa chiesa si trovava a piazza Bologna, comunemente chiamata Piazza Bologni.
Questa piazza oggi si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele che una volta si chiamava Via del Cassaro e poi Via Toledo. Qui inizialmente vi era una chiesa dedicata a S.Nicola di Bari, chiesa che successivamente fu costruita all’interno della Piazza. Oggi non la possiamo ammirare, in quanto il bombardamento del 1943 la distrusse.
Nell’anno 1578, grazie anche al Barone Francesco Bologna, la chiesa venne concessa ai Frati Carmelitani ed edificarono anche il Convento.
Il Convento ebbe la sua importanza. Fu sotto la giurisdizione del’Ordine che il 5 maggio 1629 lo nominava “camera propria”: Convento generalizio ove i frati avrebbero potuto eleggere, ogni tre anni, il loro priore.
Il 12 agosto 1634, il Convento fu adibito a noviziato dei frati Carmelitani, come ancora oggi si legge sul portale d'ingresso: Collegium Apostolicum Divi Angeli Carmelitarum.
“Nel 1672 il Generale P. Matteo Orlando, conoscendo le benemerenze del P. Francesco Ciavarino che aveva restaurato ed ingrandito il convento dotandolo d’una magnifica biblioteca, costituiva quel convento come centro di studi con cattedre per le Arti (filosofia, lettere e scienze) e per la sacra teologia con due reggenti e sedici studenti e col nome di Collegio di S. Angelo. Tali prerogative venivano in quell’anno confermate al convento dalla munificenza di Clemente X” (P. Carmelo Nicotra).
Nel 1866, dopo l'unità d'Italia, ci fu la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici estesa a tutta la Sicilia e i frati di Piazza Bologna furono cacciati.
Nel 1876 la chiesa fu trasformata in ufficio centrale delle Poste. Poi fu abbattuta per costruirvi l’Assessorato per l’Igiene e la Sanità. Il convento, invece, dal 1959 fino al 2008 è stato Tribunale militare.

Convento dell’Itria
In un vicolo dell’Olivella, vi si trovava la chiesa di S. Maria dell’Itria all’Olivella, secondo il Mongitore esistente fin dal 1345.
Il 24 maggio del 1592 fu concessa ai frati Carmelitani di Trapani che ben presto costruirono il loro convento.
Nel 1773 dietro istanza delle autorità civili ed ecclesiastiche di Palermo, il convento fu chiuso. Due anni dopo venne abolito e il convento fu trasformato in case private mentre la chiesa rimase aperta al pubblico fino al 1867.





Convento del Soccorso
Presso la Via Albergheria vi era la Chiesa di S. Maria del Soccorso fondata nel 1575.
Nel 1582 venne concessa alla Confraternita di S. Barbara in sostituzione della loro abbattuta per costruire il seminario dei chierici. La Chiesa ad unica navata con cappellette laterali, aveva il prospetto su via Albergheria, con portale in tufo intagliato e due finestroni.
Il 25 luglio del 1599 il rettore della Confraternita, con atto notarile, donava la chiesa ai frati Carmelitani i quali erano chiamati anche ad assolvere alcuni oneri.
Il 22 agosto dell’anno successivo i frati, in processione dal Carmine Maggiore alla chiesa del Soccorso, ne prendevano solenne possesso. Ben presto i frati costruirono anche il convento nel frattempo davano assistenza ai poveri e agli ammalati.
Nel 1735 il governo civile ne ordinò la chiusura. I Religiosi lottarono affinché il loro convento rimanesse aperto ma nel 1794 venne soppresso.
La chiesa fu affidata al clero secolare e il convento destinato ai senza tetto.
La chiesa fu demolita nel corso dei lavori di risanamento urbanistico eseguiti tra il 1929 ed il 1932, per la costruzione di una nuova strada, poi lasciata interrotta. Rimane visibile la parte dell'abside dove sono addossate casupole fatiscenti.

Convento di Monserrato
Il 14 gennaio del 1577 i frati Carmelitani ricevettero la Cappella di S. Maria di Monserrato in S. Lucia al Borgo fuori le mura della città, nei pressi della marina.
Il dono veniva dal nobile Giuseppe Furnari che con la cappella cedeva anche l’annesso fabbricato per fondarvi il convento.
I Carmelitani, dalle poche notizie che si hanno, rimasero pochi anni in quel luogo.
Il 10 febbraio 1597, dietro ordine dei Superiori dell’Ordine, lasciarono la chiesa e il convento di S. Lucia al Borgo.

Foto: interno dell'antica chiesa di S. Lucia al Borgo. fonte: http://venerdisantoborgovecchiopalermo.blogspot.it/

Convento dello Spirito Santo
Come il precedente convento, di questo le notizie sono più scarse ancora: sia la chiesa che il convento avevano la loro ubicazione presso la Chiesa del Vespro, una chiesa normanna all’interno del cimitero sant’Orsola ove, nel 1282, davanti a questa chiesa, esplose l’insurrezione popolare comunemente chiamata “Vespri siciliani”.
Dai capitoli provinciali che vanno dal 1563 in poi risulta nominato una sola volta: durante il capitolo provinciale del 1563 svoltosi ad Agrigento col nome di S. Spirito fuori le mura di Palermo.

UNA NUOVA REALTÀ

Parrocchia San Sergio I, papa
Fu affidata ai religiosi del Convento del Carmine Maggiore dal Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Palermo, il 20 novembre 1977. La costruzione della moderna chiesa iniziò nel 1981. Nel frattempo in una chiesetta privata, sul Corso dei Mille, andava avanti la Parrocchia il cui titolare era San Benedetto. Nel 1989 lo stesso Cardinale inaugurò la nuova chiesa consacrandola e dedicandola a San Sergio I, papa.
Dalla Pasqua del 2018 officiano la Parrocchia i Carmelitani della Provincia San Tommaso d'India.

PIAZZA ARMERINA (EN) La fondazione carmelitana piazzese è da classificarsi tra le prime, nella seconda metà del sec. XIII. La chiesa fu dedicata a S. Alberto degli Abbati in ricordo della sua visita in questa città.
Nel corso dei secoli, il convento piazzese fu sede di Capitoli provinciali (dal 1460 al 1637).  Soppresso nel 1866 e spogliato dei beni. Il convento fu adibito per anni a caserma dei Carabinieri e, parzialmente abbattuto.  Chiesa spogliata dalle opere d'arte.
La chiesa fu ricostruita, sulle rovine di quella più antica, nel 1651. Di essa resta l’elegante campanile quadrato in pietra calcarica su tre ordini, con finestre a modanature catalaneggianti e coronato da merli. Sopra il portale della rustica facciata della chiesa, una nicchia conteneva una piccola Madonna marmorea attribuita ad A. Gagini (1478-1536), oggi conservata al Museo Diocesano. Per una porta archiacuta con archivolto ad esso sottostante, si entra nell’adiacente chiostro dell’ex Convento dei Carmelitani, oggi adibito ad abitazioni private; il piccolo chiostro risale ai primi del 500 ed è costituito su tre lati da una leggera fuga di archi a tutto sesto, poggianti su slanciate colonnine monolitiche in arenario e sormontati su un lato da una serie di blasoni scolpiti su pietra.

PRIZZI (PA) Le origini affondano all'arrivo dei Carmelitani nel 1565 (come appare nel Capitolo di Caltanissetta del 6 maggio 1565) occupando l'ampio monastero cistercense di S. Michele Arcangelo. e riadattata nel 1638 dai Padri Carmelitani. Il convento andò soppresso nel 1652 per la nota pontificia di Innocenzo X.
Di questo convento si vuol ricordare il p. Eliseo da Palermo, morto in concetto di santità il 19 marzo 1588.
La chiesa, a croce latina, fu fondata dai Bonello nel 1150. Presenta sull’altare maggiore il simulacro di Maria SS. del Carmelo ed ai lati quelli di S. Elia e S. Eliseo.
Dietro l’altare maggiore è visibile un affresco di Maria SS. del Carmelo, con ai piedi anime purganti, di autore e periodo ignoti ma presumibilmente di mano greco-bizantina. Entrando, dalla porta secondaria, di fronte è presente un monumento sepolcrale del fondatore Geronimo Graffeo, raffigurante un guerriero con elmo chiuso su foglie di quercia.
All’interno della chiesa vi sono delle lapidi con iscrizioni in lingua latina ed in italiano. All’esterno dell’edificio è collocata la cappella votiva di Maria SS. del Carmelo.
L’altare maggiore è sormontato da un crocifisso in legno. Ai lati sono presenti le statue di S. Rosalia dalla quale la chiesa prende il nome, quella della Madonna e quella di Padre Pio.
Di recente sono stati affissi quattro grandi affreschi in olio su tela raffiguranti: la Resurrezione, la Pentecoste, l’Ultima Cena e la Nascita di Gesù.

RANDAZZO (CT) Il convento e la chiesa dei carmelitani sotto il titolo di S. Michele Arcangelo, furono fondati nel 1456ca. La chiesa costituita, nonostante il titolo originario, fu chiamata fino ai nostri giorni chiesa del Carmine. Essa ha quattro cappelle, oltre l'altare maggiore sotto il cui altare, un tempo, si conservava il corpo del beato Luigi Rabatà, carmelitano ericino, che fu Priore di Randazzo e lì ucciso. Oggi, le sue spoglie mortali riposano e vengono venerate nella chiesa Madre.
Subì la triste sorte della soppressione nel 1866. Dispersi i beni e le opere d'arte, la chiesa fu ricostruita e trasformata. Dopo i bombardamenti del 1943, grazie al can. Edoardo Lo Giudice ed al contributo dei cittadini, la chiesa fu riparata in tutte le sue parti. La crescente devozione verso la Madonna del Carmelo, spinse Mons. Salvatore Russo, Vescovo di Acireale, a dichiarare la chiesa santuario diocesano il 2 Luglio 1941 ed il 15 Agosto 1952 Mons Fernando Cento, Vescovo di Acireale, incoronò la statua della Madonna con le corone benedette da Papa Pio XII. Il 25 marzo 1961, la chiesa fu eretta parrocchia.
La forte devozione alla Madonna del Carmine ha mantenuto viva la presenza carmelitana per mezzo del Terz'Ordine fino ai nostri giorni.

REITANO (ME) La fondazione di un convento carmelitano in questo piccolo comune, si deve ad Andrea Omodei, Segretario capo del paese nel 1581, presso la chiesa di S. Maria, che, i procuratori e rettori di essa, consenzienti il Provinciale di Sicilia della Sant'Alberto, p.Giulio Monastero e Mons. Ottavio Preconio, Vicario generale in sede vacante del vescovo di Cefalù, il 22 febbraio di quell'anno, cedevano ai religiosi carmelitani, assegnando al convento alcuni beni per sostentamento dei frati e per il culto della chiesa.
I frati carmelitani rimasero in quel luogo fino al 1652 perché fu soppresso da decreto papale per minor numero di religiosi.

SOMMATINO (CL) I Carmelitani, della Provincia Sant'Angelo, vi fondarono il loro convento verso il 1609, ma dato l'esiguo numero dei frati  e l'insufficienza delle risorse economiche, nel 1652 subì la sorte della soppressione per decreto di papa Innocenzo X.
Oggi, vi è una forte devozione alla Madonna del Carmelo, Regina della Valle del Salso.

SUTERA (CL) I Carmelitani a Sutera hanno occupato due conventi diversi, di cui il più antico fuori dall'abitato, nella contrada "Lu Vabasettu", con annessa chiesa dedicata a S.Nicolò e l'altro dentro l'abitato con annessa chiesa della Madonna del Carmelo (oggi nota come chiesa del Carmine) nella contrada Rabatello.
L'anno di fondazione del Carmelo a Sutera risale al 1380. I religiosi Carmelitani si spostarono dal primitivo cenobio nei locali del nuovo convento, annessi alla Chiesa del Carmelo, verso la metà del 1600.
Dopo la legge di soppressione, i religiosi rimasero nel convento fino al 1896, anno della loro morte.Oggi il convento secentesco è ristrutturato in Museo degli Ori e degli Argenti. La chiesa a tre navate, fu ricostruita ex-novo a spese dello Stato nel 1935. All'interno si apprezzano: un'acquasantiera marmorea del 1562, una tela del 1514 raffigurante la Madonna del Carmine con S. Angelo e Sant' Alberto, una Statua della Madonna del Carmelo in legno della fine del 1500 insieme a San Simone Stock, un antichissimo gruppo statuario in legno policromo dell'Annunciazione.
La Madonna del Carmelo è patrona della città.

foto: www.typicalsicily.it

VILLAFRANCA SICULA (AG) Secondo alcuni documenti dell'Ordine, la fondazione di un convento carmelitano in questa città risale verso 1575 per iniziativa di p. Eliseo da Tripi. Purtroppo per l'esiguo numero dei frati, per la nota legge pontificia, il convento fu soppresso nel 1652.




torniamo a breve con altri conventi....




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