IL CARMELO SICILIANO NELLA STORIA

N.B. Questa pagina nasce per non dimenticare ciò che è stato il Carmelo siciliano nella storia. L'elenco dei conventi è aggiornato raccogliendo notizia parziale o integrale da P. CARMELO NICOTRA, O.C., IL CARMELO SICILIANO NELLA STORIA... MESSINA 1979 e/o da altre fonti riportate all'interno insieme alle relative immagini.


PER INTRODURCI...  Il XIII secolo vede la diffusione degli eremiti del Monte Carmelo in Europa e in particolare in terra di Sicilia, con una sua prima diffusione per le coste ioniche e tirreniche. Tra i primi conventi ricordiamo Messina, Palermo e Trapani.
In Sicilia poco alla volta si è costituita la Provincia Siciliana. Prima in Europa ed "una delle più insigni che l'Ordine Carmelitano ha avuto in Italia" che ha generato altre Provincie religiose anche fuori dall'Italia.
Purtroppo, molto presto, il Carmelo è segnato da una crisi di identità divisa fra quelli che ritenevano giusto adottare lo stile di vita dei frati mendicanti di cui l'Europa era piena, e quelli, i più idealisti, rappresentati dal generale dell'Ordine Nicola Gallico, che non volevano abbandonare lo stile della primitiva esperienza del Carmelo. Fu in questo periodo che si sviluppò l'ispirazione eliana dell'Ordine e la devozione alla Madonna: i carmelitani ben presto furono conosciuti in Europa come fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Elia e Maria saranno per sempre modelli ispirativi dei carmelitani. Innocenzo IV fu il papa che, alle origini dell'Ordine, favorì più di ogni altro gli insediamenti e la crescita dei carmelitani in Europa. 
In Sicilia, nella fascia Tirrenica e Ionica, nel 1500 sorgono le Università per studi di Filosofia e Teologia, scuole di Pittura di musica e corsi professionali con laboratori per l'artigianato. Ma ogni convento ha una sua storia, una propria vicissitudine. Qui non riportiamo tutto, ma solo le presenze che hanno segnato la diffusione dell'Ordine Carmelitano in Sicilia.

ACIREALE (CT) Ad Acireale, salendo per il Corso Vittorio Emanuele si incontra la Chiesa del Carmine con l’annesso ex-convento dei Carmelitani.
Il Convento del Carmine fu fondato prima del 1584 (probabilmente nel 1502), anno in cui si da' per certo la costruzione della chiesa, come risulta dall’iscrizione sepolcrale di Petra Castagna, nipote di Papa Urbano VII, morta l’1 Settembre 1554 ed ivi sepolta. La Comunità dei religiosi ebbe a vivere nel suddetto convento dal 1585 e come Priore elessero il P. Maestro Michele di Catania.
Nel 1599 il Papa Clemente VIII ordinò, con bolla datata 25 luglio 1599, la soppressione dei conventi nei quali convivevano meno di 12 religiosi, il cenobio del Carmine fu chiuso e poi ripristinato nel 1621, quando Fr. Alfio Licandro con i Carmelitani del convento di Catania intrapresero, nel convento Acireale, per mandato del Pontefice Gregorio XV, la riforma dell’Ordine. Per questo fatto venne attribuito al Priore del convento acese il diritto del primo voto nelle adunanze dei Capitoli provinciali.
Nel periodo a cavallo tra il 1502 (anno di fondazione) e il 1599 (anno di chiusura), risultano alcune notizie storiche della città raccolte da Lionardo Vigo dove si evince che il convento fu murato nel 1585.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse in gran parte la chiesa e il convento. Esse furono riedificate in forme più ampie nel secolo XVIII. Il prospetto della chiesa fu completato nel 1797.
Il terremoto del 20 febbraio 1818 arrecò altri danni che vennero riparati a cura del benemerito Provinciale P. Giuseppe Melita.
In questo santuario si custodisce la primitiva statua di S.Venera patrona della città, eseguita in Palermo nel 1648 a cura del P. Serafino di Aci, religioso carmelitano.
Soppresso il 7 luglio 1866, il Convento requisito è ridotto in stato di abbandono, dispersi molti beni, la chiesa esistente è oggi parrocchia. L’ex convento del Carmine fu distretto militare poi scuola.

AGIRA (EN) I Carmelitani costruirono il loro convento in questa antica colonia greca agli inizi del sec. XVII. I Frati del Carmelo andarono via con la soppressione del 7 luglio 1866. Il convento oggi non esiste più. Accanto vi era ubicata la chiesa dedicata alla Madonna del Carmine officiata dal clero diocesano fino al 1943, allorché colpita dai bombardamenti e rasa quasi al suolo. Nel 1946 per interessamento del Parroco don Ferdinando Cortuese iniziarono i lavori di restauro ma non furono completati.
Il culto alla Madonna del Carmelo fu portato nella chiesa parrocchiale.

AGRIGENTO - Il convento del Carmine sorse nel 1265 nel "Ragbato" sotto il governo di Carlo d'Angiò: “i carmelitani trasferitesi dall’Asia minore in Sicilia sotto la scorta di Sant’Angelo, ebbero il loro primo luogo nell’isola nella città di Agrigento, dove nel sobborgo occidentale venne costruito per loro un degno convento… Fabbricato a spese dei Chiaramonte” così scrive Alessandro Giuliana Alaimo, che doveva essere molto grande perché ogni tre anni celebravano il Capitolo Provinciale.
Il chiostro del convento fu riempito di affreschi che riproducevano le fasi storiche dell'Ordine Carmelitano.
La chiesa era dedicata all'Annunziata. L'altare maggiore, ornato da un baldacchino di marmo di quattro colonne, vi si venerava una copia dell'Annunziata di Trapani.
Fino al 1452 il convento agrigentino era dichiarato casa di Studi per i chierici carmelitani e nel 1478 venne costituito centro di Studi per Lettere e Filosofia.
A tre miglia dalla città, nel 1565 il P. Mariano Arnolfo costruì un altro convento come "gangia", presso la chiesa di S. Maria della Catena, che nel 1628 fu lasciato.
Il convento del Carmine fu espropriato il 7 luglio 1866. I Carmelitani rimasti in private abitazioni continuarono ad officiare la chiesa sino alla loro morte (la legge Rattazzi proibiva che i soppressi ordini avessero novizi e postulanti per impedirne ogni forma di sopravvivenza).
Oggi il maestoso convento è semidistrutto, la chiesa fu abbandonata e successivamente passò al clero secolare.

foto: https://www.agrigentoierieoggi.it/il-convento-del-carmine-ad-agrigento/ di Elio Di Bella


AIDONE (EN) - Nel 1533 il carmelitano p.Angelo da Piazza Armerina apriva un convento nei pressi d'una chiesa dedicata a S. Pietro. Di questo convento nel comune di Aidone si ha traccia nei capitoli Provinciali del 1545. Purtroppo per un esiguo numero di religiosi, subì la legge di soppressione del 1652 emanata da Innocenzo X per quei conventi che avessero meno di 12 frati. Poi il convento fu convertito in orfanotrofio o scuola femminile che durò fino al 1890, successivamente Scuola Media "F. Cordova".
Il convento oggi è sede della Biblioteca Comunale dedicata al Ministro del Regno delle Due Sicilie Gaetano Scovazzo (Aidone 1782-Palermo 1868).

foto dal sito web https://www.vivienna.it/2013/09/22/in-visita-ad-aidone-gli-itinerari-2/

ALCAMO (TP) La presenza dei Carmelitani in questa antica città, presso il Monte Bonifato, risale intorno al 1315. Il P. Giovan Battista Lezana la pone nei primi decenni del 1500. Mentre dagli Atti dei Capitoli Provinciali celebrati ad Alcamo si evince la presenza carmelitana nel 1430.
Tra le antiche Confraternite Alcamesi una aveva il titolo di Maria Santissima Annunziata. Questa ebbe modo di costruire, tra il 1332 e il 1379, la chiesa e per il flusso dei fedeli decisero di darla ai PP. Carmelitani, i quali costruirono accanto il loro convento. Da ciò possiamo fare un calcolo approssimativo che il 1430 è l'anno più probabile.
Molteplici sono stati gli ampliamenti, i rimaneggiamenti e le modifiche che questa chiesa ha subito nel corso del tempo, soprattutto nel XVI secolo e nel XVII secolo.
In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1866, i carmelitani furono cacciati dal convento, che fu trasformato in caserma, mentre la chiesa venne lasciata in abbandono. I frati tentarono di riaverla, ma le pratiche andarono per le lunghe e quando il governo si decise a restituirla il tetto ormai era crollato e la chiesa era ridotta in ruderi già a partire dalla fine del XIX secolo.
La chiesa chiusa al culto, viene spesso utilizzata per ospitare eventi culturali, in particolare mostre e concerti musicali.

ALESSANDRIA DELLA ROCCA (AG) La Chiesa con il convento annesso dei PP. Carmelitani sotto il titolo di Maria Annunziata, nota come Chiesa del Carmine, è del 6 ottobre 1589 per volere del Barone Pietro Barresi. Tale convento risultò angusto per i frati e nel 1646 lo ingrandirono. Il convento dopo la legge Rattazzi rimase in vita sino al 1896.
Nel 1648 p.Andrea Burlò diede inizio alla costruzione d'una nuova chiesa completata successivamente da p.Alberto Mongione. La chiesa espressione genuina del barocco siciliano è “teatralmente isolata e dominante dall’alto di ampie gradinate”. All’interno, l’altare maggiore è sovrastato da un pregevole dipinto, si dice, di Guido Reni, raffigurante l’Annunciazione. Nelle due cappelle laterali si trovano degli stucchi portati a finitezza sorprendente della scuola dei Serpotta.
Oggi il plesso appartiene al comune, la splendida chiesa è chiusa al culto ed in stato di totale abbandono.

foto: http://livingagrigento.it

ASSORO (EN) La tradizione ricorda che la fondazione carmelitana ebbe agli inizi del XV secolo, allorché veniva loro affidata la chiesa di san Petronilla che poi finì per chiamarsi chiesa del Carmine. Di questo convento si trovò un documento del 1421 del nobile Vitale Valguarnera.
Dopo la legge Rattazzi i Carmelitani restarono ad Assoro sino al 1870. Successivamente tutto passò al comune che trasformò convento, chiesa (oggi cappella cimiteriale) e proprietà in Cimitero del paese. Il quadro della Madonna del Carmine fu collocato nella Chiesa madre. Si registra una grande devozione allo Scapolare.

AUGUSTA (SR)  Il Convento dei Carmelitani, fu fatto edificare nel 1565 dal frate carmelitano Fra Vincenzo Mancarella, proveniente dalla vicina città di Lentini. Nel contesto del nuovo convento carmelitano, costruito con il prospetto principale rivolto a levante, sul bellissimo Golfo Xifonio, venne inglobata l’adiacente e preesistente chiesetta intitolata a Sant’Agata, avente il prospetto rivolto a ponente e che, per l’occasione, fu dedicata al culto della Beata Vergine Maria del Carmelo.
Nel 1693 la chiesa e il convento subirono gravi danni a causa del tremendo terremoto. La loro ricostruzione apportò ammodernamenti ed ingrandimenti. Per l'ampio spazio, il convento fu sede del Noviziato dei giovani carmelitani e sede Capitolare come risulta dai documenti datati 16 maggio 1669.
Il Convento apparteneva alla Provincia Sant'Alberto e subì le sorti di tutti i conventi soppressi dall'iniqua legge del 1866. Divenne sede della Guardia Nazionale e nel 1867 e carcere mandamentale per reati minori. Nel 1943 il convento fu semidistrutto dai bombardamenti a causa della II guerra mondiale. Fu ricostruito come Caserma dei Carabinieri e a tutt'oggi è sede dell'Arma intitolata al ricordo di Vincenzo Alì.
L'interno della Chiesa è ad unica navata circondata da dieci cappelle. Nel 1990 un altro terremoto fa chiudere la chiesa per restauri e il 14 maggio 2008 fu riaperta al culto.
Oggi la chiesa è una rettoria dove vige una grande devozione alla Madonna del Carmine.

BELPASSO (CT) Fondazione risalente al 1619 nell'allora Malpasso. Le lave del 1669 seppellirono chiesa e convento, distruggendo anche il Paese che poi, nella nuova ricostruzione, diedero nome Belpasso.
La devozione alla Madonna del Carmelo rimase sempre viva e nella nuova cittadina costruirono una nuova chiesa a lei dedicata.

BISACQUINO (PA) I Carmelitani vennero a Bisacquino verso il 1540 costruendo la loro chiesa e convento dedicandoli all'Annunziata.
Coll'iniqua legge della soppressione del 1866, tutti i beni del convento passarono al Comune. La chiesa fu affidata a un Rettore e i frati furono costretti a trovare rifugio presso i parenti.

BIVONA (AG) Secondo i documenti dell'Ordine Carmelitano, datati 9 novembre 1455, i Carmelitani fondarono fuori le mura della città il loro convento in una data anteriore.
Nel 1624 costruirono un nuovo convento. Questa casa religiosa sopravvisse per un trentennio alla diabolica opera della soppressione: infatti nel 1896 essa risulta nel novero dei conventi attivi.
Oggi del convento non resta che qualche muro. La chiesa, più volte restaurata, è aperta solo in alcune occasioni come la festa della Madonna del Carmelo.

BUCCHERI (SR) I Carmelitani vi fissarono la loro dimora nel 1618 ma, per la minuscola comunità che la formava, andò soggetta alla legge della soppressione emanata da Innocenzo X nel 1652. Nonostante che i Giurati del paese indirizzarono una supplica alla Congregazione dei Religiosi, i frati dovettero andar via.

BURGIO (AG) Nel 1538 il carmelitano p.Pasquale da Mazzarino fondò il convento presso la chiesa di S. Sebastiano con l'autorizzazione del vescovo don Pietro d'Aragona e la munificenza di don Alonzo de Cardona, signore del luogo.
La relativa chiesa contava otto cappelle con la maggiore, perché il posto di una di esse fu adibito ad uscita laterale. In questa chiesa vi era una forte devozione all'Ecce Homo.
Il convento fu soppresso dalla legge emanata da Innocenzo V nel 1652 per minor numero di frati.
La chiesa oggi è parrocchiale ed è dedicata alla Madonna del Carmine.

BUSCEMI (SR) I Carmelitani fondarono il loro convento nel 1598. La comunità sopravvisse alla legge di Innocenzo X (1652) ma non alla legge massonica del 7 luglio 1866.
Cacciati i frati dal convento e spogliati dei loro beni, uno di essi, il p. Luciano La Manna, carmelitano, continuò la direzione e ufficiatura della chiesa carmelitana sino alla morte.
Dopo la morte di p. Luciano l'ufficiatura della chiesa passò al clero diocesano. Dopo il Concordato una parte del convento venne data alle suore domenicane che ancora vi abitano; dispersi quasi tutti gli arredi tra cui il simulacro della Madonna del Carmine.

immagine: http://www.costierabarocca.it/images/curiositaqua_ita_i000063.jpg

BUTERA (CL) I carmelitani vi posero dimora nel 1594. Era una piccola comunità destinata a chiudersi per i decreti pontifici del 1652. Però nel 1662 esisteva ancora. La chiesa esiste a tutt'oggi.

CACCAMO (PA) I Carmelitani il 20 giugno 1574 presero dimora nel monastero di S. Maria della Mensa, già delle monache Benedettine fuori le mura della città. Come piccola comunità fu soggetta alla chiusura per decreto di Innocenzo X nel 1652. Sia del convento che della chiesa non rimane memoria alcuna. Nella chiesa Madre esiste un altare dedicato alla Madonna del Carmelo.

CALAMONACI (AG) Verso il 1587 in questo piccolo paese della provincia di Agrigento la Provincia Sant'Angelo dei Carmelitani fondò un convento. Anche questo subì la soppressione per il numero esiguo di frati, nonostante le proteste dei cittadini che avevano coltivato una forte e grande devozione alla Madonna del Carmine.
Del convento e della chiesa non rimane memoria alcuna.

CALASCIBETTA (EN) Tra gli antichi conventi carmelitani abbiamo quello di Calascibetta datato al 1371. Il convento doveva subire la sorte della legge pontificia del 1652, ma l'intervento dei Giurati della città fu propizio per il proseguo della vita dei Religiosi a Calascibetta.
Nel Capitolo Generale del 1838 il convento fu destinato a cattedra di teologia. Nel 1887 il convento risulta soppresso dal Governo italiano e la chiesa affidata al clero secolare.
Oggi il convento abbraccia l’attuale Municipio, la casa Parrocchiale, la villa comunale e la Chiesa della SS. Trinità, da cui proviene il gruppo marmoreo “L’Annunciazione”, attribuito al Gagini, posto dietro l’altare maggiore dell’attuale chiesa del Carmelo.

CALATABIANO (CT) La storia di Calatabiano è strettamente collegata a quella del suo castello, che si erge su un'altura a 160 metri d'altitudine, all'imboccatura meridionale della Valle dell'Alcantara. Su quest'altura tra sentieri tortuosi, nel 1518, fu fondato un convento carmelitano che rimase in vita fino al 1652 in virtù del decreto pontificio per ridotto numero dei frati. Del plesso monastico non si sa più nulla.
La chiesa sembra che sia sorta nel 1510, come attesterebbe la campana che oggi è custodita presso il campanile della Chiesa Madre.  Pur non escludendosi che abbia preso il posto di un precedente luogo di culto (il Nicotra nella sua opera "Il Carmelo siciliano nella storia", p. 40 cita la chiesa di Santa Caterina martire mentre la concessione fu nel 1583).
La chiesa ebbe i suoi restauri. Oggi rimangono le mura perimetrali con prospetto a capanna e piccola abside sporgente. All'interno, sulla parete nord della navata, si trova un piccolo altare con timpano triangolare e lesene ornate da capitelli ionici, a destra di esso è collocata la porta di accesso ai locali della sagrestia.
La devozione alla Madonna del Carmelo fu trasferita in paese custodendo il simulacro della beata Vergine  nella chiesa di San Giuseppe, in piazza Francesco Crispi, nel quartiere “Chianapamma”, dove il rione vive ancora la sua settimana carmelitana.

foto: http://camminosanfilippo.com

CALATAFIMI (TP) Sorta  in epoca normanna, fu successivamente annessa al convento dei Carmelitani, fondato nel  1430. Mantiene sulle  strutture superstiti della tribuna  quadrata, una cupola emisferica, di tarda tradizione bizantina, poggiante su nicchie angolari.  Conserva inoltre un portale  timpanato  e delle finestrelle a bugne. Nella chiesa si trovava una tavola tardo-bizantina  raffigurante una Madonna col Bambino, ora nella sacrestia della chiesa Madre.
Dopo la legge di soppressione il comune vendette chiesa e convento a privati che ancora detengono il plesso ridotto a un misero rudere, disperse moltissime opere d'arte custodite nella chiesa.

CALTABELLOTTA (AG) In questo comune, i Carmelitani fondarono un convento il 7 agosto del 1438 tramite il Vicario Provinciale del tempo, p. Pietro Ciraulo, presso la chiesa della Compagnia di San Benedetto. In seguito cedettero alla medesima Compagnia il convento ricevendone ricompensa di cento scudi e case attigue alla chiesa della Madonna delle Grazie, ove edificarono un nuovo convento sotto lo stesso titolo nel 1461.
La Chiesa del Carmine, restaurata nel 1954, sorge in Piazza Umberto I ed è di ottima architettura. Sobria risulta essere la sua facciata, mentre il suo interno, un’unica navata, aperta a destra e a sinistra con sei cappelle, presenta sull'altare del presbiterio, una custodia in marmo fatta da Fazio Gagini, dove è collocata la Madonna delle Grazie scolpita dal padre Antonello. Dal 1575 vi furono custodite le reliquie di S. Alberto e S. Rosalia, ma oggi non abbiamo notizia alcuna.
Il convento fu soppresso nel 1866 dal Governo Italiano.

CALTAGIRONE (CT) Il convento dei Carmelitani in questa città risale alla prima metà del sec. XIV. La chiesa la dedicarono a Maria SS. Annunziata del Monte, per distinguerla da un'altra chiesa sotto il titolo dell'Annunziata di fuori. Fino al 1725 esso apparteneva ai frati della Provincia S. Alberto allorché passò poi alla Congregazione della Scala del Paradiso. Il convento dopo la ricostruzione dovuta ai bombardamenti del 1943, fu adibito a scuola elementare.
La devozione alla Madonna del Carmine è molto sentita dai calatini che festeggiano con grande solennità il 16 luglio.

CALTANISSETTA Il 17 febbraio 1371, sorse, fuori le mura, il convento dei Carmelitani con la generosità del conte Guglielmo Peralta che lo dotò di varie proprietà. Il convento fu, poi, trasferito vicino il palazzo del conte Moncada. La chiesa era dedicata all'Annunziata.
Questo convento è storico. Segna l'inizio della Provincia Sant'Angelo il 22 maggio 1585. Fu luogo di noviziato e sede di Filosofia e Teologia.
Coll'iniqua legge della soppressione, chiesa e convento furono diroccati per erigervi il Municipio e il teatro.

CANICATTI' (AG) I Carmelitani fondarono il loro convento con annessa chiesa dedicata alla "Nunziata" nel 1579, per opera di P. Alberto da Naro e dotato dal signore del paese Gian Battista Bonanno. Con la venuta dei frati il titolo della chiesa fu mutato in "chiesa del Carmine". Nel 1603 era utilizzata come chiesa cimiteriale.
Anche questo convento subì le sorti della bolla pontificia del 1652 ma grazie all'intervento delle autorità civili e religiose, i frati non subirono l'effetto della soppressione, fino al loro estinguersi, nel febbraio del 1893 con la morte di P. Elia Marchese.
Purtroppo il Governo Italiano soppresse il convento e le sue proprietà, la chiesa fu abbandonata ma non morì la devozione alla Madonna del Carmelo. Nei secoli ha subito vari interventi di manutenzione e restauro: importante quello del 1725.
Nel 1908, a seguito di un crollo parziale, furono eseguite importanti opere a spese degli zolfatari che avevano come loro protettrice proprio la Madonna del Carmine.
Attorno alla chiesa del Carmine ebbero sviluppo il Terz’Ordine Carmelitano e la Confraternita dello Scapolare del Carmine. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, la chiesa fu officiata dal clero diocesano. Una delle ultime nomine è datata 23 dicembre 1914.
La chiesa del Carmine fu anche sede della Confraternita degli Zolfatai che ogni anno, il 16 luglio, organizzavano la festa in onore della Madonna. Gli zolfatai, a loro spese, eseguivano periodicamente dei lavori di abbellimento all’interno della chiesa, come risulta anche da una lapide posta all’ingresso, sul lato sinistro datata 1893.

foto: http://web.freepass.it/kiwanis.club.canicatti/12_cani/restivo.htm

CARINI (PA) Dai documenti dell'Ordine del 1563 risulta che il carmelitano P. Modesto Del Vecchio veniva mandato a Carini per erigervi una casa dell'Ordine. Infatti, in quegli anni Vincenzo II La Grua Talamanca Toch e Manriquez, barone di Carini, donò alcune case che sorgevano nello spazio in cui esiste l’attuale chiesa del Carmine, un suo giardino nominato di Gatto, entro il quale si fabbricarono le camere del dormitorio del convento e un altro giardino.
Il convento ebbe la sua Chiesa e fu cominciata dal Padre Antonio Guercia di Carini, che fu priore del convento per ben 21 anni e portato a compimento sotto il priorato del Padre Antonino Guercia, nipote del precedente. Il convento subì la sorte della soppressione del Governo italiano e fu adibito ad usi civili e caserma dei Carabinieri.
La chiesa è tutt'oggi esistente ed è fortemente vivo il culto alla Madonna del Carmine.

CARLENTINI (SR) La fondazione in questa cittadina siracusana risale al 1565, anno in cui i frati carmelitani dedicarono il convento e la chiesa all'Annunziata. Il terremoto del 1693 distrusse la chiesa e parte del convento. L'anno successivo iniziarono i lavori di restauro e i frati riportarono le maggiori devozioni da essi già introdotti, finché nel 1868 rimase chiusa e il convento coi relativi beni confiscati dal Governo italiano massonico. La chiesa rimase in totale stato di abbandono e fu usata come stalla, caserma deposito. Il convento invece venne utilizzato come scuola e caserma dei Carabinieri.
Nel 1946 la chiesa fu riaperta al culto e fu data ai frati Carmelitani scalzi.

CASTEL DI LUCIO (ME) In questo piccolo paese della provincia di Messina, nel 1531 fu fondato un convento carmelitano, ma ebbe poca durata. Dagli Atti dell'Archivio Generale dell'Ordine, il nome di questo convento compare per l'ultima volta nel 1565. Altre notizie non si hanno.

CASTELLAMMARE DEL GOLFO (TP) Nel 1592 i Carmelitani fondarono il loro convento e la relativa chiesa. Purtroppo non si hanno altre notizie. Doveva certamente avere un numero insufficiente di frati per resistere alle leggi pontificie del 1652.

CASTELVETRANO (TP) -S.Maria dei Miracoli-  Il convento, dietro invito di don Carlo d'Aragona principe di Castelvetrano,  era sito fuori le mura della città, presso la chiesa di S. Maria dei Miracoli e fu fondato nel 1557. Nel 1623 il principe di Castelvetrano, considerando insufficiente gli introiti di quella chiesa ai pochi frati rimastivi e che il vecchio convento minacciava rovina, pensò di riunirli nel secondo convento di S. Nicolò dentro le mura della città. Il convento, in seguito, fu restaurato dallo stesso principe e i frati potettero abitarvi fino al 1775. Poi il convento fu soppresso. Oggi della chiesa di S. Maria dei Miracoli restano solo i ruderi.

CASTELVETRANO (TP) -S.Nicolò-  Questo secondo convento, sito dentro le mura della città, sul piano S. Nicolò,  fondato nel 1584, fu sede di diversi capitoli provinciali. Dopo la legge di soppressione il convento di S.Nicolò fu adibito a caserma dei carabinieri. La splendida chiesa a tre navate araba-normanna nell'abside e rinascimentale nelle navate esiste a tutt'oggi, mantiene il titolo di Maria SS. del Carmelo ed è monumento nazionale.

CASTIGLIONE DI SICILIA (CT) Nel 1569 i Carmelitani fondarono il loro convento appoggiandolo a una chiesa di epoca bizantina dedicata a San Martino, da qui anche il nome del quartiere in cui si trova. La chiesa fu ristrutturata e dedicata a Maria SS. del Carmelo. Gli affreschi della volta che raffigurano l'apoteosi della Vergine del Carmine e allegoriche figure dell'Antico Testamento, possono avere attinenza con la scuola del XVI secolo. Vi si notano pure: il Monastero di San Andrea e Santa Caterina, entrambi pregevoli pitture, attribuiti alla scuola veneziana. Il convento fiorì fino alla soppressione delle corporazioni religiose, dopodiché fu abbattuto e sulla sua ubicazione oggi sorge una piazza. La chiesa e tutt'oggi esistente.

CASTRONOVO di SICILIA (PA) La Fondazione del Convento sotto il titolo della Nunziata risale al 1445. La chiesa anch'essa dedicata all'Annunziata era molto grande. Funzionò più volte come Matrice. I frati vi dimorarono fino alla soppressione Pontificia di Innocenzo X: 1 maggio 1659 dopo si trasferirono presso la chiesa di S. Simone Apostolo, che prese poi il nome di Chiesa del Carmelo. Oggi, sia il convento che la chiesa non esistono più.
Sempre a Castronovo, si vuole ricordare il Capitolo provinciale del 1589 che accettò la chiesa di San Rocco, mettendo quel convento a disposizione del P. Alfio Mattioli. Le leggi pontificie d'Innocenzo X nel 1652 mise fine anche a quel convento.

CASTROREALE (ME) Nel 1539, i Giurati di questa cittadina, dietro consiglio comunale, deliberarono e decretarono d'assegnare a p. Giacomo Speciale, loro concittadino, la quantità di terreno sufficiente per fondarvi il convento dei Carmelitani presso la chiesa di S. Maria fuori la Porta di Crizzina. Le consegne ufficiali furono fatte nel 1545 con condizioni restrittive che durarono nel tempo. Una dolorosa faccenda che costrinse il Priore Generale a rivolgersi a Papa Gregorio XIII il quale con la Bolla «Piis Religiosorum votis» del 12 febbraio 1580, ordinò all'Arcivescovo di Messina d'approvare e confermare, con autorità pontificia, la concessione del locale senza le predette condizioni e di supplire a tutti i singoli difetti e concedere per esclusivo uso dei Carmelitani la chiesa di S. Maria Maddalena (in seguito si chiamò Chiesa del Carmine), con tutti i fabbricati e luoghi attigui, proibendo ai Giurati e relativi Procuratori di molestare quei frati e Visitatori dell'Ordine, pena la scomunica "latae sententiae". Così i frati governarono santamente quel luogo, finché il convento non fu soppresso da Innocenzo X, in quanto risultava tra le comunità piccole. La presenza dei Carmelitani a Castroreale è segnalata fino al 1661.
La chiesa nel tempo ha subito manomissioni e rifacimenti. Nel 1930 fu distrutta da un incendio. Ricostruita dagli abitanti per devozione alla Madonna del Carmelo, che ogni anno rivivono il 16 luglio.

CATANIA  Tra le più antiche fondazioni di Sicilia, risalente alla seconda metà del XIII secolo presso una piccola chiesa dedicata a S.Lucia. Presso il convento nel 1399 fu aperto uno "studium" per la filosofia e la teologia dei giovani religiosi. Nel 1447 venne promosso a "studium generale", ovvero era aperto non solo ai religiosi siciliani ma anche a quanti provenivano da altre provincie dell'Ordine.
Il sisma del 1693 distrugge le mura carmelitane e molti religiosi morirono ma non l'opera. Chiesa e convento furono ricostruiti ma un altro "terremoto" distrugge la presenza carmelitana catanese. La mannaia massonica del 1866 espropriò convento e beni. Ai frati furono lasciate poche stanze come rettoria (successivamente riprese dallo Stato), tutto il resto conventuale fu trasformato in caserma fino ad oggi. Oggi i frati abitano in un'area molto ristretta costruita nel 1900 a ridosso le mura del Tempio che hanno adibito a convento. La chiesa sorge in un'area un tempo adibita a Necropoli. La tradizione  vuole che in questo luogo siano stati sepolti Sant'Agata e Stesicoro.
Il tempio fu fatto costruire nel 1729, dopo il tremendo terremoto del 1693 e venne consacrata nel 1880.
In occasione dell'Anno mariano proclamato da papa Pio XII, nel giorno dell'Annunziata, il 25 marzo 1954, fu elevata a Santuario dall'Arcivescovo di Catania Monsignore Guido Luigi Bentivoglio.
Nel 1971 è stata eretta a parrocchia, sempre dall'arcivescovo Bentivoglio, con il titolo di "Maria Santissima Annunziata al Carmine". Nel novembre del 1988 papa Giovanni Paolo II l'ha elevata alla dignità di Basilica minore e consacrata dall'Arcivescovo Monsignore Domenico Picchinenna.

ALTRE COMUNITA' CARMELITANE ESISTITE

*Nel 1508 venne affidata alle loro cure la chiesetta di S. MARIA DELLA GROTTA, poi ceduta nel 1679 alla confraternita di S. Gaetano.

*Nel 1531 ricevettero la chiesa di S. MARIA DI BETHLEM, poi abbattuta per ragioni militari nel 1674. Oggi, una via, ne fa memoria.

*I Carmelitani abitarono pure presso la chiesa di S. MARIA DELL'INDIRIZZO dal 1616 fino alla soppressione del 1866. Dopo la soppressione il convento fu distrutto, la chiesa anch'essa espropriata venne adibita a deposito di zucchero, motivo per cui subì un incendio doloso che distrusse buona parte di arredi sacri che erano ancora nella chiesa. In seguito i vandali hanno fatto il resto. Oggi la chiesa è curata dagli scout.

CATTOLICA ERACLEA (AG) Furono i Carmelitani della Riforma di Montesanto che nel 1626 vennero a Cattolica Eraclea fondando il loro convento con la generosità della principessa donna Giovanna De Bosco e Corillas. Purtroppo la loro presenza durò poco. La chiesa è tutt'oggi esistente ed è Parrocchia intitolata alla Madonna del Carmine.

CEFALÙ (PA) I Carmelitani vi fondarono chiesa e convento nel 1587. Fu chiuso nel 1652 per il decreto di soppressione pontificia di Innocenzo X. La chiesa oggi è affidata al clero secolare.

CERAMI (EN) Fondazione nel 1531 sotto il titolo dell'Annunziata. Purtroppo l'iniqua legge del Governo italiano decretò e barbaramente eseguì la soppressione anche in questo paese dopo il 1866. Il comune si impossesò del convento, che ampiamente sventrato, fu adibito a scuole, la chiesa, priva di molti arredi originali venne restaurata nel tempo dal clero secolare che a tutt'oggi officia la chiesa.

CHIARAMONTE GULFI (RG) I Carmelitani vennero in questo paese nel 1591 officiando la chiesa di San Vito ed edificando accanto il loro convento.
I Carmelitani rimasero a Chiaramonte fino alla soppressione da parte del Governo massonico del 1866.
Oggi la chiesa è officiata dal clero secolare.

CHIUSA SCLAFANI (PA) Il nome di questo paese si ritiene che sia dovuto a Matteo Sclafani, conte di Adernò, che lo fondò nel 1320. Nel 1587 i frati Carmelitani fondarono chiesa e convento.
La chiesa ancora aperta al culto, è ornata da  affreschi settecenteschi di fra' Felice da Sambuca. La devozione alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo è tutt'oggi viva.

COLLESANO (PA) Si conosce che in questo luogo dell'interland palermitano i frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo, ebbero chiesa e convento intorno al 1587. È stato soppresso dal decreto di papa Innocenzo X nel 1652.

COMISO (RG) Accanto a una chiesa preesistente del 1490, i Carmelitani fondarono il loro convento nel 1612 che in seguito prese il titolo del Carmine. La chiesa era a tre navate, tre absidi e nove altari. Nel 1652 per decreto pontificio, questo convento fu chiuso e poi raso al suolo dal terremoto del 1693. La chiesa fu restaurata durante la guerra del 1915-1918 e fu adibita a quartiere militare e subito dopo demolita, perché da tempo chiusa al culto.

CORLEONE (PA) Da un documento datato 15 novembre 1572 risulta che i frati Carmelitani arrivarono in questa città nel 1370. Dagli Atti capitolari, invece, risulta che essi compaiono nel 1440. Inizialmente soggiornarono fuori le mura, presso la chiesa di S. Agata, al "Piano delle donne", oggi via SS. Salvatore. Successivamente si trasferirono presso l'attuale chiesa del Carmine del 1572, concessione ottenuta dal vescovo ausiliare di Monreale Mons. Gian Pietro Fonteguerra insieme al convento. Ivi rimasero fino al 1672 in quanto piccola comunità fu soppressa dalle leggi pontificie. Per volere del popolo nel 1672 i frati fecero ritorno con un numero maggiore così come prescriveva papa Innocenzo X. Purtroppo con la legge della soppressione decretata dal Governo Italiano nel 1866 se ne andarono nuovamente.
All'interno della chiesa, tra le varie opere, possiamo ammirare quella di Tommaso De Vigilia, che raffigura la Madonna del Carmine con riquadri di storia carmelitana. Una copia di quest'opera possiamo ammirarla nella chiesa del Carmine Maggiore di Palermo.

DELIA (CL) In una antica chiesa normanna dedicata alla Santissima Trinità, nel 1606 ne presero possesso i frati Carmelitani. Purtroppo per l'esiguo numero dei frati che componeva quella comunità, dopo 46 anni di presenza, abbandonarono chiesa e convento a causa del decreto pontificio.

ENNA
La fondazione del convento carmelitano risale nella prima metà del XV sec. presso la chiesa di S. Giacomo. Nel 1469 il convento fu trasferito presso la chiesa dell'Annunziata. Nel 1618 il convento e la chiesa crollarono e furono ricostruite; la chiesa fu chiamata del Carmine.

Nel 1866 la comunità fu soppressa ed i sei frati che vi avevano dimorato si rifugiarono, privi del loro abito, presso familiari per poter continuare ad officiare la chiesa. Nel 1872 la chiesa e l'ex convento divenne proprietà dell'Ospedale civile. Oggi è una rettoria della parrocchia San Tommaso Apostolo e vi è una grande devozione alla Madonna del Carmine. L'Ordine Carmelitano è presente a Enna per mezzo del Terz'Ordine eretto il 17 agosto 1935.

immagine: http://www.ilcampanileenna.it/

ERICE (TP) Il convento e la chiesa dei carmelitani, intitolata all'Annunziata, trae le sue origini dal 1423, quando l'arciprete del Duomo di Erice, don Bernardo Militari, donò la sua stessa casa e chiesa, come appare dal testamento. La chiesa, aperta ai visitatori, conserva ancora tanti caratteri del suo originario stile gotico, come la volta della prima cappella a sinistra, che presenta costoloni e colonnine a torciglione.
Nonostante i Religiosi carmelitani non vi abitano, chiesa e convento sono di proprietà dei frati dell'Annunziata di Trapani.

FAVARA (AG) Nel 1568 i Carmelitani si stabilirono a Favara, occupando il convento già appartenuto ai Frati minori conventuali. la relativa chiesa è dedicata all'Annunziata e a S. Antonio da Padova.
Nonostante la soppressione del 1866, questo convento nel 1896 risultava ancora in mano ai Carmelitani della Provincia S. Angelo.

FERLA (SR) I Carmelitani della Provincia S. Alberto, si insediarono nel 1581 e venne loro affidata la chiesa della Confraternita di S. Leonardo. Il convento fu soppresso dalla legge pontificia del 1652, ma resistette fino alla soppressione del Governo italiano del 1866.

FICARRA (ME) I Frati carmelitani fondarono nel 1582, in questa cittadina sul golfo di Patti, come confermano i relativi documenti, presso la chiesa di S. Maria dei Greci. In seguito alla legge pontificia del 1652, anche questa casa venne chiusa ma resistette fino al 1664. La chiesa del Carmine è a tutt'oggi esistente. Fino al 1955 era esistente una Confraternita del Carmine.

FIUMEDINISI (ME) Nel 1537 i frati del Convento del Carmine di Messina costruirono un loro convento accanto alla chiesa della Santissima Trinità. L'opera fu finanziata dal signor Marino Romano Colonna, barone di Fiumedinisi. La concessione fu concessa dall'Arcivescovo di Messina Mons Antonio De Lignamine al priore p. Francesco Vaccari: “…concesserunt per patentes facultatem patri frate Francisco Vaccari priori dicti conventus ut possit fabricare conventum in loco prpre flumen sancti dionisii ubi est ecclesia sub titulo Santissime Trinitatis quam sibi pro ordine concessit reverendissimus episcopus messinensis…”. Il Vaccari ottenne l'autorizzazione dal Priore Generale p.Nicola Audet durante la visita canonica dell'11 ottobre dello stesso anno.

FRANCAVILLA DI SICILIA (ME) I Carmelitani vi si stabilirono nel 1643 per munificenza del visconte Pietro Ruffo. I sette frati ivi presenti sopravvissero alla legge pontificia ma non a quella del Governo italiano. Infatti nel 1866 i religiosi vennero espulsi dal loro convento, privati dei beni e rimase solo come rettore della chiesa p. M. Gargoro. Successivamente passò al clero secolare.

FRANCOFONTE (SR) La fondazione del convento avvenne nel 1583 per munificenza del Marchese di Francofonte Ferdinando Gravina Cruyllas. La chiesa era già esistente ed era sotto il titolo di S. Maria dei Genovesi (oggi abbiamo solo dei ruderi). Con la presenza dei Carmelitani, la chiesa fu dedicata alla Madonna del Carmine e i Signori di Francofonte contribuirono notevolmente all’arricchimento delle sue decorazioni interne, tra l’altro, tre componenti la nobile famiglia vi trovarono sepoltura, sul finire del sec. XVI. Il terremoto del 1693 (11 gennaio) distrusse il convento e la chiesa e furono ricostruite dentro il paese, sull’area della distrutta chiesa di S. Sebastiano, ma soccombettero sotto la mannaia massonica della legge Rattazzi del 1866. Il convento fu acquisito dal comune che vi insediò la propria sede, fino ad allora nella Casa del Comune in Piazza Maggiore. Il convento venne poi abbattuto, intorno al 1885, per costruire il nuovo Palazzo del Comune. Nel 1941 la chiesa del Carmine fu elevata a sede parrocchiale.

FURNARI (ME) Per quel che concerne la Chiesa della Madonna del Carmine, i Carmelitani per antica tradizione costruivano i propri conventi sulle alture per richiamare il Monte Carmelo, e qui nell’alta zona collinare di Furnari, grazie all’interessamento e alla protezione dei feudatari, costruirono il loro convento, in una zona in cui già dal XII secolo era presente un luogo di culto dedicato alla Madonna, con una piccola cappella, ancora esistente, che si trova tra la chiesa ed il campanile.
Anche questo convento subì la sorte imposta dal Governo italiano nel 1866.
L’attuale chiesa e il convento (oggi Palazzo Municipale) vennero edificati a partire del 1547. L’interno conserva opere d’arte di grande interesse fra cui  una tela sull’altare maggiore dedicata alla Madonna e alla devozione del Carmelo, a forma di trittico, della scuola di Tommaso De Vigilia, della seconda metà del 1500; un quadro della prima metà del ‘700 dedicato a Sant’Alberto da Trapani, il primo santo dell'Ordine Carmelitano; un quadro, anch’esso risalente alla prima metà del ‘700, dedicato alla Madonna delle Grazie, tra Sant’Antonio Abate, Santa Teresa d’Avila, San Spiridione e Santa Lucia; una bella statua lignea della Madonna del Carmelo dei primi del’800.

GAGLIANO CASTELFERRATO (EN). Il convento fu eretto nel 1625 presso la chiesa di S. Antonio Abate. Il convento subì la soppressione della Legge Pontificia del 1652, nonostante l'istanza alla S. Congregazione dei Religiosi da parte dell'Università della Terra di Gagliano, dei Giurati e Mastronotaro.
La Chiesa di S.Antonio Abate nel 1925 crollò. Prima del crollo si conservavano oltre alla statua della Madonna de Carmelo e di S.Antonio Abate, quella dell’Ecce Homo. Fino a qualche anno fa la Chiesa era senza tetto, completamente scoperta, e con i muri laterali all’impiedi, mentre da qualche anno è stata ristruttura e chiusa, da allestire all’interno.

GANGI (PA) La fondazione del convento fu fatta nel 1538 fuori le mura del paese, accanto alla chiesa, già esistente dell'Annunziata. Nel 1546 i Carmelitani si trasferirono al centro della città, dove eressero un nuovo convento e relativa chiesa dedicandola alla Madonna del Carmine.
Per l'esiguo numero dei frati, il convento entrò nel novero dei soppressi per legge pontificia, ma l'appello dei Giurati della città fece sì che la permanenza dei frati si protrasse fino alla fine del sec. XVIII.
Dopo la legge Rattazzi il convento e tutti i beni furono requisiti, anche se la devozione dei Baroni Li Destri, antichi benefattori dei Carmelitani, provvide a riscattare alcuni arredi sacri. 
La chiesa ancora aperta al culto è priva di moltissime opere d'arte di cui era ornata ed è sede della Confraternita del Carmelo.

GELA (TERRANOVA DI SICILIA) (CL) Il convento fu costruito nel 1514 nella vicina chiesa dedicata all'Annunziata poi ampliata e dedicata alla Beata Vergine del Monte Carmelo.
Il convento fondato da p.Angelo da Modica era costituito da 8 celle. Fino al 1585 apparteneva alla Provincia Siciliana successivamente alla Provincia di Sant'Alberto.
La Chiesa e il convento vennero ricostruite nel 700‘ subendo una radicale trasformazione. Nella ricostruzione vennero utilizzati i resti delle mura e case elleniche nella zona di capo soprano in uno stile semplice dalle linee pure. Fu chiuso a causa delle leggi eversive nel 1866. Il convento fu menzionato negli atti del capitolo di Piazza Armerina nel 1532. Abbattuto il convento nel 1952 costruirono la caserma dei carabinieri.
Oggi la chiesa è aperta al culto. In essa troviamo reperti artistici di valore, a partire dal Crocifisso, ritenuto miracoloso dalla popolazione locale.

GIBELLINA (TP) Nel 1565 i pp. Antonio Melodia e Pedoto da Alcamo, vi aprivano un convento dedicato all'Annunziata.
Il Convento sfuggì alla soppressione delle leggi pontificie del 1652 ma non a quelle del 1866, che tolse ai frati convento e chiesa incamerandone i beni.

ruderi del convento di Gibilrossa
GIBILROSSA (PA) In questa frazione nel comune di Misilmeri, la fondazione Carmelitana è avvenuta il 31 luglio del 1628, presso il già esistente convento fondato dai P.Basiliani nel XII sec. Fino al 1645 il convento fu adibito a casa di noviziato.
Oggi del convento non restano che ruderi, la preziosa tavola dell'Assunta del 1432, oggetto nei secoli di enorme venerazione, finì requisita come gli altri arredi sacri, solo il pregevolissimo Crocifisso potè essere riscattato ed è ancora venerato a Misilmeri.

GIULIANA (PA) I Carmelitani vi si stabilirono verso il 1537, essendo venuti in possesso di una vetusta chiesa sotto il titolo di S. Antonio Abate. 
Nel 1579 ottennero un'altra chiesa in una località più comoda dalla Confraternita della «Nunziata» che concorse alla costruzione del nuovo convento. La chiesa assunse anche il nome di Madonna del Carmine.
La presenza carmelitana durò fino al 1652, allorché dovette chiudere in seguito alla nota legge di Innocenzo X.
L'8 dicembre 1987, Mons. Salvatore Cassisa, Arcivescovo di Monreale, elevò la chiesa del Carmine a santuario della Madonna dell'Udienza.

GROTTE (AG) Il Convento è stato fondato nel 1580. La chiesa è dedicata a S. Giovanni e alla Nunziata. È stato chiuso nel 1652.

GUALTIERI SICAMINÒ (ME) I Carmelitani fondarono il loro convento nella seconda metà del sec. XVI. Soccombette alla legge pontificia del 1652. 
Venne riaperto nel 1858. Il convento oggi non esiste. È aperta al culto, invece, la chiesa ove si festeggia la Madonna del Carmine.

ISPICA (RG) I Carmelitani si stabilirono nel 1532 occupando la chiesa di S. Caterina v.m., e lì costruirono il convento successivamente ampliato dai Signori Statella di cui ricordiamo il ven. p. Salvatore Statella della SS. Trinità, riformatore della Provincia S.Alberto.
Il 18 agosto 1738 il convento di Ispica fa parte dei sette conventi della nuova Provincia di Santa Maria della Scala, creata dal ven. Statella e dal ven. Girolamo Terzo. Il 16/12/1880 fu eretto il Terz'Ordine Carmelitano. Nel 1838 il Capitolo Generale decretò che il convento di Ispica sede di Studio di Filosofia e Teologia. Anche questo convento subì la soppressione del Governo Italiano e la chiesa fu elevata a Parrocchia.
Oggi la presenza carmelitana è nella realtà laicale del Terz'Ordine Carmelitano.

LENTINI (SR) Il convento carmelitano di Lentini è uno dei primi del sec. XIII (1247?), allorché fu a quei religiosi affidata la chiesa dell'Annunziata. Accanto vi edificarono il convento che prese il titolo di S. Maria del Carmelo. Sia la chiesa che il convento fu beneficato da Federico II e dalla regina Maria.
Nel terremoto dell'11 gennaio del 1693, convento e chiesa rimasero distrutti. Furono successivamente riedificati dentro la città nella via S. Leonardo.
Purtroppo anche questa fondazione, chiesa e convento, subirono alla massonica legge Rattazzi del 1866, che permise con l'acquisizione dei beni il disperpero di tutte le preziose opere custodite; solo la rivolta popolare e in particolare del Terz'Ordine Carmelitano fece riaprire al culto la spoglia chiesa officiata dal carmelitano p. Luigi Messina e successivamente dal clero diocesano.
Oggi il convento è sede di uffici comunali, ma la chiesetta è tuttora rimasta. Essa si presenta molto semplice, alle pareti dei quadri antichi di pregevole fattura, una fonte a colonna, creata utilizzando un vecchio capitello, un fonte battesimale in marmo del XVI secolo (inciso su di esso la data 1589), un crocifisso di pregevole mano e la statua della Madonna del Carmine, nella nicchia sopra l'altare, decorata nel '900.

LIBRIZZI (ME) Nel 1588 i Carmelitani della provincia S. Alberto vi costruirono il loro convento e relativa chiesa. Pur essendo una comunità esigua, sembra che sia sfuggita alla legge pontificia di Innocenzo X ma nel 1866, subirono la sorte del Governo italiano che chiuse tutte le case delle Corporazioni religiose. Sia la chiesa che il convento furono abbattuti.

LICATA (AG) - CARMINE - Tra le prime fondazioni del XIII secolo, si vuole che questa sia ad opera di Sant'Angelo. Il grandioso plesso monastico fu beneficiato dalle più antiche e nobili famiglie licatesi, le cui ceneri riposano all'interno della Chiesa del Carmine. L’arredo pittorico della chiesa è dedicato all’agiografia carmelitana, narrata nelle pitture murali dei medaglioni che decorano le pareti.
In questo luogo i frati celebrarono diversi Capitoli provinciali (dal 1457 al 1770).
Il convento subì la soppressione del Governo italiano e successivamente fu trasformato in orfanotrofio, mentre la chiesa, ristrutturata nel 1748, è tutt'oggi efficiente.

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I carmelitani avevano in Licata un altro cenobio sotto il titolo di S. Croce, ubicato fuori le mura della città, dal 1557 ma verso il 1568 venne a mancare.

LICATA (AG) - S.ANGELO - Nel 1564 i licatesi costruirono nel luogo del martirio di sant'Angelo una chiesa a lui dedicata. L'erigenda chiesa fu fatta sull'esistente piccola chiesa dedicata agli apostoli Santi Filippo e Giacomo. In questo luogo, i Carmelitani costruirono nel 1606 il loro secondo convento dedicato al martire carmelitano.
La chiesa subì nuovamente restauri perché si rilevò angusta e inadeguata alla folla e alle esigenze liturgiche. Pertanto, nel 1626 si ebbe inizio a nuovi lavori di ampliamento. Nel 1662 venne aperta al culto e nel 1733 il vescovo di Agrigento Mons. Gioeni la consacrò.
Chiesa e convento fino al 1866 erano officiati dai Carmelitani che andarono via a causa della eversiva legge massonica.
Nel 1947 fecero ritorno ma il 30 agosto 1992, dopo un lungo periodo di crisi, lasciarono nuovamente il convento e la chiesa.
Il Vescovo, nello stesso anno, affida la chiesa alla comunità ecclesiale "Opus Matris Verbi". Nel settembre del 2005 la chiesa passa alla custodia del clero secolare.


LICODIA EUBEA (CT) La chiesa e il suo convento furono eretti nel 1563 per volere della marchesa Antonia Del Balzo moglie del marchese Ambrogio Santapau. Inizialmente il convento dei Carmelitani era annesso alla chiesa di San Pietro «il vecchio», in contrada nostra Donna, fuori le mura della città. Successivamente, grazie alla Bolla di Gregorio XIII «Quo Fidelium», che dava facoltà ai religiosi dimoranti fuori le mura della città, d'insediarsi all'interno, quei frati si trasferirono nella parte settentrionale del paese, ossia nell'antico quartiere Carcarelle, oggi quartiere Carmine, ricostruendo chiesa e convento. Il convento era molto ampio e fu sede di noviziato e didiversi Capitoli provinciali dal 1607 al 1792. Anche a questa costruzione contribuì la marchesa Antonia Del Balzo.
A causa del terremoto del 1693 si ebbero danni a chiesa e convento dando il via all'opera di restauro portata a termine nel 1713, data riportata anche all'interno della chiesa su di una mensoletta centrale.
I padri Carmelitani rimasero a Licodia Eubea fino all'anno della soppressione degli ordini religiosi nel 1866. Dopo questa data il convento venne trasformato del tutto con la costruzione del secondo piano, dando così una sede alle scuole statali. Nel 1930 fu edificato un campanile, ancora oggi esistente, annesso all'antica chiesa del Carmine.

immagine: Wikipedia

LINGUAGLOSSA (CT) La fondazione in questo paese etneo fu nel 1547, quando i Carmelitani della Provincia di S. Alberto, costruirono un ampio convento e relativa chiesa sotto il titolo della Madonna del Carmine. Per la sua ampiezza, il convento fu sede di diversi Capitoli provinciali, cattedra di Teologia e Studio di Filosofia. Fino al 1855 quella comunità godeva di dieci religiosi. Tra i figli illustri di Linguaglossa ricordiamo S.E.R. Mons. Francesco Maria Raiti  (Linguaglossa, 7 febbraio 1864 – 1º maggio 1932), vescovo prima di Lipari e poi di Trapani.
Nel 1866 i frati furono cacciati dal Governo italiano diretto dalla massoneria e il convento fu trasformato in scuola elementare femminile, oggi asilo comunale. I frati rimasero ad officiare la chiesa fino al 1874.

MALTA: MEDINA O NOTABILE I carmelitani della Provincia Siciliana vi andarono dopo il 1418 ai quali concessero la chiesa della Nunziata nella contrada S. Leonardo, fuori dell'abitato. Nel 1546 i frati ampliarono il convento. Nella seconda metà del seicento, si trasferirono all'interno della città di Medina costruendo chiesa e convento dal 1660 al 1760.
Oggi chiesa e convento sono occupati dai Carmelitani della Provincia Maltese.

MALTA: LA VALLETTA I carmelitani siciliani, diffondendo la spiritualità dell'Ordine, iniziarono a diffondersi nella stessa isola. Nel 1570 il p. Giovanni Vella chiese ed ottenne gratuitamente un pezzo di terreno per costruirvi chiesa e convento che furono portati a termine nel 1594. Nella seconda guerra mondiale, parte della chiesa fu distrutta dalle bombe e ricostruita.
Oggi chiesa e convento sono occupati dai Carmelitani della Provincia Maltese.

MALTA: LA VITTORIOSA  I Carmelitani della Provincia S. Angelo di Sicilia vi arrivarono nel 1560 ma solo nel 1614 vi costruirono la chiesa. Purtroppo, furono costretti a lasciar quella sede a causa della nota legge pontificia del 1652.

MARSALA (TP) La tradizione fa risalire la fondazione al 1255. I Carmelitani avevano un'antica chiesa presso l'angolo occidentale di Marsala ma nel 1655 cadde e fu ricostruita. Essa sorge nella piazza del Carmine. Costruita a tre navate e fu dedicata all'Annunziata. Il Convento di Marsala, per la sua capacità, fu anche centro di studi per i Chierici carmelitani. Vi si tennero Capitoli provinciali dal 1540 al 1754. 
Il Convento subì la sorte della mannaia della soppressione del 1866 e la chiesa passò al clero secolare. 
Oggi, il convento, chiamato il Carminio, è sede dell’Ente Mostra di Pittura Contemporanea, Pinacoteca Comunale con una collezione permanente di oltre 750 opere di prestigio nazionale ed internazionale mentre la chiesa, tra le più adorne e ricche di opere d'arte è mestamente spoglia e ridotta ad archivio.
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Nel 1589 i Carmelitani di Marsala eressero una loro «Gancia» a S. Maria degli Zappulli, fuori le mura della città ma fu abbandonato nel 1596.

MARTINI (ME) Nel 1582 si può datare la presenza dei Carmelitani in questa frazione del Comune di Sinagra (ME), accanto alla chiesa di S. Antonio Abate.
Per l'esiguo numero dei frati, nel 1652 il convento andò soggetto al decreto pontificio della soppressione.

MAZARA DEL VALLO (TP) Mazara del Vallo sorge su un antico sito fenicio posto lungo la costa occidentale della Sicilia, tra Capo Boeo e Capo San Marco, sulla sponda sinistra della foce del fiume Màzaro e ad una distanza di circa 200 km dalle coste della Tunisia. Città di circa 55.424 abitanti, il cui centro storico un tempo era racchiuso dentro le mura normanne, con numerose chiese monumentali e un suggestivo quartiere a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, denominato Casbah.
I Carmelitani fondarono il loro convento in questa città nel 1367/70 nel quartiere san Giovanni. Il Nicotra afferma che la fondazione avvenne verso il 1450 e nel 1455 si è formata una comunità. La chiesa iniziale fu quella di San Bartolomeo. Una volta profanata, fu adibita a sepoltura finché non venne distrutta. Nel sec. XVI ne fu costruita una nuova dedicandola all'Annunziata e nel 1795 fu consacrata da Mons. Orazio La Torre vescovo di Mazara.
Soppresso in esecuzione della massonica legge Rattazzi. La splendida chiesa con cupola araba  è esistente ma trasformata in sala consiliare e il convento sede del Palazzo Comunale. Le opere d'arte furono disperse, solo il marmoreo simulacro della Madonna delle Grazie  fu salvato ed è esposto in Chiesa Madre.

foto: ricevuta da Giovanna Galuppo

MAZARINO (CL) Il Convento carmelitano con annessa chiesa è sito in Piazza Vittorio Veneto, costruito nel 1458 per munificenza dei Principi Branciforte ma completato dal priore Carmelitano p. Mario Ferrante intorno al 1673.
Con la soppressione, il convento divenne sede del Palazzo Comunale. Nel chiostro del Convento vi è la tomba del principe Giovanni Branciforte di scuola gaginesca. La chiesa è a croce latina con ornamenti baroccheggianti,  l’altare Maggiore è riccamente decorato da marmi policromi.  La chiesa è officiata dal Clero secolare.

foto: www.typicalsicily.it

MELILLI (SR) La fondazione carmelitana in questo paese risale al 1622 accanto alla chiesa di S. ROcco. Purtroppo per il ridotto numero dei frati, questo convento subì il noto decreto pontificio del 1652.

MESSINA «I Carmelitani che primi vennero dalla Palestina a fondare conventi in Occidente furono siciliani e provenzali: quelli edificarono un convento nei sobborghi di Messina, questi fondarono un altro nei pressi di Marsiglia; l'emigrazione degli uni e degli altri avvenne nel 1238» (Guglielmo Sanvico). Questa è la data ufficiale nell'Ordine ma gli eremiti del Carmelo a Messina probabilmente furono nel 1230-35. Essi si stabilirono a Messina fondando un convento in un luogo solitario, ameno, presso il torrente San Michele. Quel luogo, per la vita eremitica vissuta dai frati, venne comunemente chiamato, fino ad oggi, «Ritiro».
Questa è ritenuta la prima fondazione in Europa (del vecchio convento oggi vediamo dei ruderi anche se dopo gli eremiti carmelitani abitarono altri religiosi e apportarono le loro modifiche). Ma nella città dello Stretto ne sono susseguite altre. 
Dopo alcuni decenni, i religiosi si trasferirono presso la foce del torrente San Michele e lì costruirono un nuovo convento. Nel nuovo convento, nel 1268, fu celebrato un Capitolo Generale dell'Ordine Carmelitano.
Una terza ubicazione l'abbiamo verso l'anno 1292, nel cuore della città, in Via Argentieri, tra le attuali Via Garibaldi e Corso Cavour. Anche qui la presenza dei carmelitani non durò molto. Il clero diocesano accusava i frati di interferire con le celebrazioni della Cattedrale. Nel 1304 dietro istanza dei religiosi carmelitani, Benedetto XI ordina il loro trasferimento alla chiesa di S. Cataldo. In questo convento visse e morì nel 1307 S. Alberto degli Abati.
Nel 1783 il convento e l'annessa chiesa andarono distrutti a causa di un tremendo terremoto che devastò l'intera città di Messina. Fu necessario costruire una nuova residenza. Essa sorgeva nell'antica Via Università, tra le attuali Via San Filippo Bianchi e Via della Zecca, insieme alla chiesa del SS. Salvatore. Purtroppo anche a Messina si fecero sentire le dure leggi della soppressione del 1866 e il terremoto del 1908 completò l'opera di distruzione.
Dopo il terremoto l'Arcivescovo, Mons. Letterio D'Arrigo Ramondini volle affidare ai Carmelitani una delle prime chiese baracche costruite dopo il disastro, nell'attuale via Salandra: la chiesa di S. Croce con la cura della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.
Nel 1917 fu affidata a loro la cura pastorale della Parrocchia di San Lorenzo Martire, una delle parrocchie più antiche di Messina.
Nel 1926, grazie all'interessamento dell'Arcivescovo Angelo Paino si otteneva il progetto della nuova chiesa e del convento da parte dell'architetto Cesare Bazzani, realizzato dall'ingegnere Lorenzo Interdonato in via A. Martino. Dopo la posa della prima pietra, avvenuta il 17 luglio dello stesso anno, il 3 giugno del 1930 si inaugurò il nuovo convento e, a distanza di un anno, venne portato a compimento anche la nuova chiesa.
Nell'ottobre del 2015 i Carmelitani sono stati costretti a lasciare Messina e la cura pastorale è ritornata al clero diocesano nella persona di Don Gianfranco Centorrino, parroco.

foto: Di Stadio93 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php curid=15764038
Per la storia completa si veda: P.CARMELO NICOTRA, IL CARMELO MESSINESE, MESSINA 1974

MILAZZO (ME) Il padre carmelitano Andrea Cordaro da Tripi (ME), per commissione dei suoi superiori e su richiesta della città si reca a Milazzo dove fonda un Convento dell’Ordine, tra i più imponenti e artistici plessi religiosi di Sicilia, con atto notarile del 18 dicembre 1570. In questo convento, per la sua ampiezza si tennero nella storia otto Capitoli provinciali della Provincia Sant'Alberto.
La chiesa ubicata in piazza Caio Duilio, è stata innalzata nel 1574 sul luogo ove sorgevano due piccoli templi, rispettivamente dedicati alla Madonna della Consolazione, della famiglia Rigales ed a San Filippo d'Agira, appartenente ad una confraternita locale.
Quasi interamente distrutta nel corso dell'assedio spagnolo del 1717-19, fu ricostruita nella forma attuale tra il 1726 ed il 1752.
Adiacente alla Chiesa vi è ciò che è rimasto dell'ex convento dei frati Carmelitani (abitato fino al 2011) adibito a Comune e a esercizi commerciali. Nei locali del convento è conservato in olio su tela un "Cristo Crocifisso" e "l'Addolorata", di Vincenzo Riolo (Palermo, 1772-1837).
Una bella porta a pianterreno, in barocco monumentale, permette l'accesso a quello che fu una volta il chiostro.
All'interno della chiesa, ad unica navata, di stile barocco, si trovano sculture raffiguranti: "S. Gioacchino" - legno policromo, ignoto XVII secolo; La "Madonna del Carmine" - 1737 - legno policromo dello scultore Angelo Occhino; Il "Crocifisso", ignoto XVIII secolo.
La chiesa oltre all'altare maggiore ricco di marmi, ha sei altari laterali. Essi racchiudono oltre la devozione locale, la Madonna del Carmelo e i Santi Carmelitani.
Con l'emanazione delle leggi eversive l'intero complesso fu confiscato, i frati furono cacciati e privati delle proprietà che passarono al Comune. Esso, nel 1888, abbattendo il quarto lato del chiostro, vi costruì il proprio ingresso e destinava gli altri locali a scuola, ufficio postale e sede di altri enti pubblici.
La chiesa venne affidata all'Arcipretura che l'ha retta con zelo fino al 1908 quando i frati fecero il loro ritorno ma ben presto la lasciarono a causa del terremoto per prestare aiuto ai conventi danneggiati. Vi ritornarono nel 1911 e nel 1915 la lasciarono nuovamente a causa della guerra che danneggiarono chiesa e convento.
I restauri iniziarono dopo la seconda guerra mondiale e i frati ripresero l'officiatura, dopo le dovute delibere, il 6 novembre del 1954 per mezzo dell'Arciprete del tempo, Mons. Domenico Cernuto e tramite p. Fedele Norato.
I Carmelitani di Sicilia, verso la fine degli anni 1980, affidarono ai frati carmelitani della Provincia maltese l'officiatura che, a loro volta, lasciarono l'8 maggio 2011, data in cui celebrarono l'ultima Eucarestia.
Oggi la chiesa è affidata al clero diocesano.

foto: wikipedia

MISILMERI (PA) Nel 1557 per volere di don Vincenzo Del Bosco conte di Vicari e duca di Misilmeri, i Carmelitani fondarono il loro convento, sotto il titolo dell'Annunziata. Anche questa comunità carmelitana nel 1652, per decreto pontificio, fu soppressa. La chiesa è ancora esistente ed è chiesa parrocchiale. In essa si coltiva una forte devozione alla Madonna del Carmine.

MISTERBIANCO (CT) I frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo, vi eressero in questa cittadina etnea il convento nel 1620, ma per il ridotto numero della sua comunità, andò soggetto al decreto pontificio di soppressione del 1652.

MODICA (RG) La fondazione in questa città è incerta, probabile che, a motivo di una relazione scritta sotto il pontificato d'Innocenzo X, risalirebbe al 1390. Nella seconda metà del XVII sec. i frati sostituirono l'antica chiesa con l'attuale, ampliandola sotto il titolo dell'Annunziata oggi comunemente chiamata «del Carmine». Ci risulta un convento molto grande di cui, nel 1584 vi erano 12 frati. Fu sede capitolare e centro di Studio di Filosofia e Teologia. Soppresso nel 1866, il convento fu abbattuto e sul suo suolo costruita la caserma dei carabinieri. La Chiesa del Carmine, una dei pochi monumenti che resistette alla violenza del sisma del 1693 è oggi officiata dal clero secolare. Si mantiene viva la devozione alla Madonna del Carmine.

MONFORTE SAN GIORGIO (ME) Verso il 1547 i Carmelitani della Provincia Sant'Alberto, eressero a Monforte un piccolo convento presso la chiesa di S. Maria degli Angeli e disponeva di quattro feudi da 40 salmi ciascuno con una rendita totale di 395 onze circa, oltre gli introiti delle messe ed elemosine.
Il convento purtroppo molto piccolo, lo spazio era abitabile solo per quattro frati e a causa di ciò fu soppresso dal decreto pontificio del 1652, nonostante la supplica alla sacra Congregazione da parte dei Giurati e del clero secolare.

MONREALE (PA) A Monreale sorgeva la chiesa dell'Annunziata che nel 1560 venne ceduta al p. Timoteo d'Aidone, Priore Provinciale di Sicilia. Altri benefattori beneficiarono i Carmelitani: la nobile Isabella Stenula che, cedendo la sua abitazione fu trasformata in convento nel 1561 e i frati ne presero possesso.
Il Convento monrealese fu soppresso nel 1866. La chiesa è aperta al culto e dal 1958 è Parrocchia.

MONTAPERTO (AG) Paese a 10 km da Agrigento, sorse nel 1587 un convento dei frati Carmelitani della Provincia Sant'Angelo. Purtroppo anche questo convento subì la sorte del decreto pontificio del 1652. Del convento e della chiesa oggi non si ha traccia alcuna.

MONTE BONIFATO (TP) Monte Bonifato è una montagna che sovrasta Alcamo (TP). Ai suoi piedi, circa l'anno 1585, fu aperto un conventino, già antica dimora dei carmelitani di Alcamo. L'esiguo numero dei frati portò alla chiusura del convento per il decreto pontificio del 1652 e i frati andarono a dimorare nel convento di Alcamo.

MOTTA CAMASTRA (CT) I Carmelitani vi posero sede nel 1622, ma per la nota legge pontificia, fu chiuso nel 1652.

MUSSOMELI (CL) I Carmelitani, della Provincia Sant'Angelo, vi fondarono il convento nel 1574 con il consenso di Giacomo Sanfilippo, Vicario generale d'Agrigento, cui allora il paese apparteneva, e del loro Priore Generale Gian Battista De Rossi. Per la fondazione di questo convento si adoperò molto il p.Giovan Battista Palumbo da Sutera, aiutato, sembra, dal signore di Trabia, Cesare Lancia.
La chiesa annessa al convento, già dedicata a Santa Marina, prese il titolo di S.Maria del Carmine. Nel corso dei secoli fu più volte modificata. Nella prima metà del 1900 fu restaurato il campanile. La chiesa ospita tutt'oggi un simulacro della Madonna del Carmelo opera dello scultore Francesco Biangiardi.
Il convento è tra i soppressi dal noto decreto pontificio del 1652.

NARO (AG) Il convento carmelitano fu fondato da P. Angelo Mollica da Licata presso la chiesa dell'Annunziata. Dal 16 maggio 1574 al 31 agosto 1577 fu sotto il priorato di P. Girolamo Gagliardo, narese. Alcune fonti (cfr. http://visitnaro.it/content/chiesa-del-carmelo) dicono che i Carmelitani vennero a Naro nel 1478. Tale convento soggiacque all'iniqua legge della soppressione del 1866, parte del cinquecentesco convento venne abbattuto, altra parte trasformata in abitazioni private. Chiesa spogliata di moltissime opere d'arte.
I Carmelitani avevano a Naro una «Gangia» fuori le mura della città sorta circa nel 1587, con relativa chiesa dedicata a S. Maria di Loreto.

NICOSIA (EN) Anche se qualcuno allude che la fondazione carmelitana fu nel 1125, dai documenti dell'Ordine risulta, invece, il 1249, data concorde con altre fonti.
Per il ridotto numero della Comunità, il convento subì il decreto di soppressione d'Innocenzo X ma per intervento dei Giurati della città, continuò la sua vita e durante il Capitolo generale del 1838 fu designato come sede di Noviziato e il 19 ottobre 1819 vi fu celebrato un Capitolo Provinciale.
Nel 1866 subì la soppressione del Governo Italiano e i Liberali, cacciando i frati, si impadronirono del convento e di tutti i beni materiali. Al Vescovo fu offerto parte dell'edificio e parte fu destinato a scuola pubblica.
La Chiesa, antecedentemente dedicata all’Annunziata, rimase chiusa per 40 anni e privata del prospetto barocco, fu restaurata nel dopoguerra (1950-64) e riaperta al culto. Eletta infine a Santuario diocesano il 2 luglio 1964 da Mons. Costantino Trapani, che l'ha consacrata e riaperta al culto.
Il Santuario all'interno, sul ricco e solenne altare maggiore, conserva il gruppo marmoreo dell'Annunziata di Antonello Gagini del 1527. Pregevoli anche gli armadi in noce lavorato della sagrestia, realizzati dallo scultore Salvatore Caruso di Gangi. Opere moderne arricchiscono il Santuario.

NOTO (SR) CARMINE I Carmelitani fondarono il loro convento verso il 1465 accanto alla chiesa di S. Giacomo Apostolo, fuori le mura. Il 25 giugno 1586 si trasferirono presso la chiesa di S. Martino dentro le mura. Questa chiesa ed annesso convento furono ampliati ma il terremoto del 1693 li distrusse. Nel 1770 chiesa e convento vengono ricostruite
Il convento nel 1866 subì la soppressione del Governo italiano e passò al Comune. Mentre la chiesa il 19 marzo 1921 divenne Parrocchia.

NOTO (SR) S. MARIA DELLA SCALA Presso Noto, un altro convento con annessa chiesa, nel sec. XVIII, furono fondati dal Ven. Girolamo Terzo (ove vi morì in fama di santità l'11 aprile 1758). 
Fu casa di Noviziato e collegio di Studi per i chierici. Il convento subì la sorte della soppressione del 1866, mentre la chiesa passò al clero secolare e ne formava il Santuario della Diocesi dedicato a Maria Santissima Scala del Paradiso. L'antico convento oggi è una casa della Diocesi.

PALAGONIA (CT) I Carmelitani costruirono il loro convento in questa città nel 1594. Esso però subì la sorte della soppressione pontificia nel 1652.
La chiesa che i frati costruirono accanto al Convento, dedicata alla Madonna di Trapani, è tutt'oggi esistente ed è Parrocchia.

PALAZZO ADRIANO (PA) I Carmelitani vi fissarono la loro dimora nel 1533 ereggendo anche una chiesa dedicandola all'Annunziata.
Il Cardinale Barberini passò la chiesa al clero secolare. I Carmelitani furono soppressi, perché la comunità era piccola. 

PALERMO - Dell’arrivo dei Carmelitani a Palermo varie sono le fonti che indicano la venuta dei frati, “tanto varie che le une escludono le altre: a meno che non si voglia ricorrere ad artificiose costruzioni di fantasia per metterle d’accordo” (C. Nicotra). Due sono le probabilità. La prima in coincidenza con il 24 agosto 1250, anno in cui il notaio Ribaldo e sua moglie Palma (parenti di Sant'Alberto degli Abati), concedevano ai Carmelitani, già residenti a Trapani, l’abitazione e tutti i beni temporali della chiesa dell’Annunziata di Trapani.
La seconda riguarda due documenti del XIII secolo, conservati all'Archivio di Stato, datati uno 1296 e l’altro 1298, ci fanno pensare che i Carmelitani si trovavano a Palermo in data anteriore al 1296.

Chiesa e Convento del Carmine Maggiore

La prima costruzione della chiesa, riguarda una piccola cappella del XIII-XIV secolo dedicata alla Pietà. La cappella è ancora esistente. Su di essa costruirono una chiesa di stile medievale.
Tale chiesa nel 1626 fu demolita per costruirvi l’attuale, disegnata dall'Architetto palermitano, Mariano Smiriglio. In essa possiamo ammirare opere del Serpotta, di Girolamo Bagnasco, del Pietro Novelli, di Gioacchino Mercurio. Sempre nell'attuale chiesa, furono ricollocate delle opere appartenente alla precedente chiesa, come la Madonna del Carmine di Tommaso De Vigilia, l'acquasantiera e le due opere Gaginesche: Madonna dell'Udienza e S. Caterina d'Alessandria.
Le linee dell'antico convento sono un po’ sparite, possiamo ammirare qualcosa nel Chiostro cinquecentesco con colonne in marmo e capitelli ionici. A testimonianza del convento cinquecentesco, nel chiostro è collocato un portale in marmo con una scritta sopra l’architrave che riporta l'anno 1582.
A ridosso della costruzione cinquecentesca, nel 1938 i frati, acquistando il terreno, iniziarono a costruire il loro terzo convento.

ALTRI CONVENTI ESISTITI NELLA CITTÀ DI PALERMO

Convento di S. Antonio in Porta Termini (poi di Monte Santo)
A metà della attuale via Lincoln un tempo, nel 1171, fu edificata Porta Termini. Era la porta che apriva la strada verso Termini Imerese. Quando Garibaldi passò con le sue truppe il 27 maggio 1860, fu chiamata anche Porta Garibaldi. Entrando per questa porta, nel quartiere della Kalsa, trovavasi a sinistra, una chiesa mezzo diroccata. In origine essa era dedicata a S. Antonio abate.
Il 17 dicembre 1434 il priore del Carmine p. Enrico la Porta prese in consegna la chiesa e i locali annessi per costruirvi un convento. Il 23 dicembre con atto notarile affidavano ai Carmelitani la chiesa di S. Antonio con annesso ospedale.
Per vicissitudini con le autorità civili, nel 1528 si diede il Convento a Suor Sigismunda Xarrat per fondare un monastero Carmelitano.
Il 13 giugno 1598 l'Arcivescovo del tempo, don Diego de Ajedo, trasferì le suore nel monastero di Valverde. La chiesa fu concessa alla Confraternita dei Saponari che il 18 ottobre 1636 la concessero ai Carmelitani della Provincia di Montesanto.
I Carmelitani rimasero in quel luogo fino alla soppressione del 1866. La storia però ricorda che non fu solamente soppressa la comunità dei frati ma anche la chiesa e il convento che furono abbattuti con l’apertura della porta Garibaldi, lasciandone un semplice ricordo nella vicina piazzetta e nella via adiacente che tutt’ora portano il nome di Montesanto.

Convento di S. Nicolò in Piazza Bologni
Un’altro convento con annessa chiesa si trovava a piazza Bologna, comunemente chiamata Piazza Bologni.
Questa piazza oggi si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele che una volta si chiamava Via del Cassaro e poi Via Toledo. Qui inizialmente vi era una chiesa dedicata a S.Nicola di Bari, chiesa che successivamente fu costruita all’interno della Piazza. Oggi non la possiamo ammirare, in quanto il bombardamento del 1943 la distrusse.
Nell’anno 1578, grazie anche al Barone Francesco Bologna, la chiesa venne concessa ai Frati Carmelitani ed edificarono anche il Convento.
Il Convento ebbe la sua importanza. Fu sotto la giurisdizione del’Ordine che il 5 maggio 1629 lo nominava “camera propria”: Convento generalizio ove i frati avrebbero potuto eleggere, ogni tre anni, il loro priore.
Il 12 agosto 1634, il Convento fu adibito a noviziato dei frati Carmelitani, come ancora oggi si legge sul portale d'ingresso: Collegium Apostolicum Divi Angeli Carmelitarum.
“Nel 1672 il Generale P. Matteo Orlando, conoscendo le benemerenze del P. Francesco Ciavarino che aveva restaurato ed ingrandito il convento dotandolo d’una magnifica biblioteca, costituiva quel convento come centro di studi con cattedre per le Arti (filosofia, lettere e scienze) e per la sacra teologia con due reggenti e sedici studenti e col nome di Collegio di S. Angelo. Tali prerogative venivano in quell’anno confermate al convento dalla munificenza di Clemente X” (P. Carmelo Nicotra).
Nel 1866, dopo l'unità d'Italia, ci fu la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici estesa a tutta la Sicilia e i frati di Piazza Bologna furono cacciati.
Nel 1876 la chiesa fu trasformata in ufficio centrale delle Poste. Poi fu abbattuta per costruirvi l’Assessorato per l’Igiene e la Sanità. Il convento, invece, dal 1959 fino al 2008 è stato Tribunale militare.

Convento dell’Itria
In un vicolo dell’Olivella, vi si trovava la chiesa di S. Maria dell’Itria all’Olivella, secondo il Mongitore esistente fin dal 1345.
Il 24 maggio del 1592 fu concessa ai frati Carmelitani di Trapani che ben presto costruirono il loro convento.
Nel 1773 dietro istanza delle autorità civili ed ecclesiastiche di Palermo, il convento fu chiuso. 
Due anni dopo venne abolito e il convento fu trasformato in case private mentre la chiesa rimase aperta al pubblico fino al 1867.




Convento del Soccorso
Presso la Via Albergheria vi era la Chiesa di S. Maria del Soccorso fondata nel 1575.
Nel 1582 venne concessa alla Confraternita di S. Barbara in sostituzione della loro abbattuta per costruire il seminario dei chierici. La Chiesa ad unica navata con cappellette laterali, aveva il prospetto su via Albergheria, con portale in tufo intagliato e due finestroni.
Il 25 luglio del 1599 il rettore della Confraternita, con atto notarile, donava la chiesa ai frati Carmelitani i quali erano chiamati anche ad assolvere alcuni oneri.
Il 22 agosto dell’anno successivo i frati, in processione dal Carmine Maggiore alla chiesa del Soccorso, ne prendevano solenne possesso. Ben presto i frati costruirono anche il convento nel frattempo davano assistenza ai poveri e agli ammalati.
Nel 1735 il governo civile ne ordinò la chiusura. I Religiosi lottarono affinché il loro convento rimanesse aperto ma nel 1794 venne soppresso.
La chiesa fu affidata al clero secolare e il convento destinato ai senza tetto.
La chiesa fu demolita nel corso dei lavori di risanamento urbanistico eseguiti tra il 1929 ed il 1932, per la costruzione di una nuova strada, poi lasciata interrotta. Rimane visibile la parte dell'abside dove sono addossate casupole fatiscenti.

Convento di Monserrato
Il 14 gennaio del 1577 i frati Carmelitani ricevettero la Cappella di S. Maria di Monserrato in S. Lucia al Borgo fuori le mura della città, nei pressi della marina.
Il dono veniva dal nobile Giuseppe Furnari che con la cappella cedeva anche l’annesso fabbricato per fondarvi il convento.
I Carmelitani, dalle poche notizie che si hanno, rimasero pochi anni in quel luogo.
Il 10 febbraio 1597, dietro ordine dei Superiori dell’Ordine, lasciarono la chiesa e il convento di S. Lucia al Borgo.

Foto: interno dell'antica chiesa di S. Lucia al Borgo. fonte: http://venerdisantoborgovecchiopalermo.blogspot.it/

Convento dello Spirito Santo
Come il precedente convento, di questo le notizie sono più scarse ancora: sia la chiesa che il convento avevano la loro ubicazione presso la Chiesa del Vespro, una chiesa normanna all’interno del cimitero sant’Orsola ove, nel 1282, davanti a questa chiesa, esplose l’insurrezione popolare comunemente chiamata “Vespri siciliani”.
Dai capitoli provinciali che vanno dal 1563 in poi risulta nominato una sola volta: durante il capitolo provinciale del 1563 svoltosi ad Agrigento col nome di S. Spirito fuori le mura di Palermo.

UNA NUOVA REALTÀ

Parrocchia San Sergio I, papa
Fu affidata ai religiosi del Convento del Carmine Maggiore dal Cardinale Salvatore Pappalardo, Arcivescovo di Palermo, il 20 novembre 1977. 
La costruzione della moderna chiesa iniziò nel 1981. Nel frattempo in una chiesetta privata, sul Corso dei Mille, andava avanti la Parrocchia il cui titolare era San Benedetto. Nel 1989 lo stesso Cardinale inaugurò la nuova chiesa consacrandola e dedicandola a San Sergio I, papa.
Dalla Pasqua del 2018 officiano la Parrocchia i Carmelitani della Provincia San Tommaso d'India.

PANTELLERIA (TP) I Carmelitani vi arrivarono verso il 1587 ma per la relativa piccola comunità, poco dopo il 1592 fu chiusa.

PARTANNA (PA) I Carmelitani nel 1526ca fondarono il convento e la chiesa sotto il titolo della SS. Annunziata. Nel XVII secolo la chiesa fu restaurata.
Anche questo luogo subì la legge massonica del 1866. Il terremoto del Belice ha ampiamente lesionato la chiesa che fu restaurata e ampliata. La chiesa è officiata dal clero secolare.

PARTINICO (PA)
 I Carmelitani fondarono il loro convento nel 1633 per munificenza di Nicola Zanghì che alla sua morte lasciò in eredità al Convento tutti i suoi beni. In origine questo convento fu assegnato come «Gancia» di quello di S. Nicola ai Bologni di Palermo. Col tempo, il plesso monastico fu ingrandito. Alla destra del Convento sorge la chiesa della Madonna del Carmine.
Nel 1866 il Convento subì la soppressione ma restò in vita sino al 1896 estinguendosi per il divieto agli Ordini Religiosi di immettere nuovi frati. Disperse molte opere d'arte, il convento fu adibito a scuole ed uffici postali.
Nel 1819 la chiesa fu restaurata ed abbellita. Nel 1926 fu rifatto il prospetto e nel 1950 divenne Parrocchia.


PATERNÒ (CT) Anche in questa cittadina etnea nel 1550 i Carmelitani fondarono il loro convento. Per l'ampiezza del Convento, ospitò dieci capitoli provinciali. Esso fu soppresso nel 1866 dalla legge Rattazzi che permise al comune di proibirne l'officiatura. Il convento fu abbattuto, la chiesa fu officiata dopo il 1899 dall'ex-carmelitano P. Avola cui il comune affidò una parte degli ex-voto della Madonna. Lo splendido simulacro settecentesco è stato recuperato e restaurato nel 2006.

PETRALIA SOPRANA (PA) Innocenzo IV il 18 ottobre 1358 concesse ai Carmelitani di fabbricare una chiesa od oratorio con relativo convento. Nel capitolo generale del 1838, il convento divenne cattedra di Filosofia. Nel 1865 parte del convento venne espropriato dal Comune. Soppresso dal governo italiano nel luglio 1866. Il trecentesco plesso monastico insieme alla chiesa furono rasi al suolo. Il simulacro marmoreo della Madonna che fu salvato dalle ruspe liberal-massoniche  è oggi venerato nella Chiesa del Collegio di Maria.

PETRALIA SOTTANA (PA) I Carmelitani vi si stabilirono nel 1588. Subì la sorte della soppressione pontificia, nonostante l'intercessione da parte del Senato del paese.
Ivi esiste ancora la devozione alla Madonna del Carmine presso la chiesa del Carminello.

PIAZZA ARMERINA (EN) La fondazione carmelitana piazzese è da classificarsi tra le prime, nella seconda metà del sec. XIII. La chiesa fu dedicata a S. Alberto degli Abbati in ricordo della sua visita in questa città.
Nel corso dei secoli, il convento piazzese fu sede di Capitoli provinciali (dal 1460 al 1637).  Soppresso nel 1866 e spogliato dei beni. Il convento fu adibito per anni a caserma dei Carabinieri e, parzialmente abbattuto.  Chiesa spogliata dalle opere d'arte.
La chiesa fu ricostruita, sulle rovine di quella più antica, nel 1651. Di essa resta l’elegante campanile quadrato in pietra calcarica su tre ordini, con finestre a modanature catalaneggianti e coronato da merli. Sopra il portale della rustica facciata della chiesa, una nicchia conteneva una piccola Madonna marmorea attribuita ad A. Gagini (1478-1536), oggi conservata al Museo Diocesano. Per una porta archiacuta con archivolto ad esso sottostante, si entra nell’adiacente chiostro dell’ex Convento dei Carmelitani, oggi adibito ad abitazioni private; il piccolo chiostro risale ai primi del 500 ed è costituito su tre lati da una leggera fuga di archi a tutto sesto, poggianti su slanciate colonnine monolitiche in arenario e sormontati su un lato da una serie di blasoni scolpiti su pietra.

POLIZZI GENEROSA (PA) Anche se il Lezana attribuisce la venuta dei frati al 1270, sembra più probabile che sia nel 1549, anno in cui occuparono un convento già abitato dai pp. Domenicani.
I Carmelitani vi rimasero fino alla soppressione del 1866. La chiesa è aperta al culto, mentre il convento è adibito a edificio scolastico.

POZZO DI GOTTO (ME) Il Comune oggi si chiama Barcellona Pozzo di Gotto. In questo luogo i Carmelitani s'insediano il 25 agosto 1579 in un convento costruito a ridosso dell'antica chiesa dedicata a sant'Andrea apostolo nella frazione di Serro Sant'Andrea dell'antica Pozzo di Gotto.
Poco prima della soppressione del 1866, l'intero complesso è trasformato in ospedale militare per i feriti della battaglia di Milazzo del 20 luglio 1860. In seguito il complesso è adibito anche ad ospedale civile.
Agli inizi del '900 i frati fecero ritorno nel loro vecchio convento che con le donazioni ricevute ampliarono il plesso monastico. Nel 1927 fu edificata, accanto alla chiesa, la grotta della Madonna di Lourdes.
In seguito, altri restauri a cura dei pp. Lorenzo Piazza, Fedele Norato, Carmelo Rossignolo, prima e dopo guerra, furono realizzati.
Oggi sia la chiesa che il convento, sono affidati ancora ad una comunità carmelitana che trasmette la spiritualità dell'Ordine a quanti si avvicinano ad essa.

PRIZZI (PA) Le origini affondano all'arrivo dei Carmelitani nel 1565 (come appare nel Capitolo di Caltanissetta del 6 maggio 1565) occupando l'ampio monastero cistercense di S. Michele Arcangelo. e riadattata nel 1638 dai Padri Carmelitani. Il convento andò soppresso nel 1652 per la nota pontificia di Innocenzo X.
Di questo convento si vuol ricordare il p. Eliseo da Palermo, morto in concetto di santità il 19 marzo 1588.
La chiesa, a croce latina, fu fondata dai Bonello nel 1150. Presenta sull’altare maggiore il simulacro di Maria SS. del Carmelo ed ai lati quelli di S. Elia e S. Eliseo. All’esterno dell’edificio è collocata la cappella votiva di Maria SS. del Carmelo.

RACALMUTO (AG) I Carmelitani fondarono il loro convento nel 1531. Più tardi, il p. Paolo Fanara, ricostruì chiesa e convento. Una iscrizione sepolcrale all'interno della chiesa, tutt'oggi ne ricorda la memoria. Fu soppresso nel 1866 e nel 1892 fu trasformato in ospedale per i poveri che durò fino alla metà del '900.  La Chiesa, nel 1949 fu elevata a Parrocchia col titolo di B.M.V. del Monte Carmelo. 

RACCUJA (ME) La fondazione del convento avvenne nel 1604. Subì la soppressione del 1866. Oggi del convento non si hanno tracce mentre la chiesa è chiusa al culto.

RAFFADALI (AG) I Carmelitani vi posero il primo convento fuori l'abitato nel 1563, poi, il 28 ottobre 1597, con autorizzazione di Clemente VIII, passarono dentro le mura occupando la chiesa di S. Maria dell'Itri, costruendovi il convento. Purtroppo, per la legge pontificia che aboliva le piccole comunità, dovettero chiudere.
Il convento oggi è mutato in abitazione privata e la chiesa tutt'oggi è aperta al culto.

RAGUSA Il convento dei frati fu costruito sull'antica Ragusa Ibla nel 1577. Il terremoto del 1693 rase al suolo chiesa e convento ma successivamente ricostruiti e completati nel 1726. Soppresso per effetto della legge Rattazzi ed espropriato il 19 ottobre 1866. Nel 1946 il Vescovo di Ragusa affidò la chiesa del carmine ai P.Carmelitani Scalzi che, stabilendosi a Ragusa, abbatterono la chiesa settecentesca e costruendovene una nuova, costruendovi anche il convento.

RANDAZZO (CT) Il convento e la chiesa dei carmelitani sotto il titolo di S. Michele Arcangelo, furono fondati nel 1456ca. La chiesa costituita, nonostante il titolo originario, fu chiamata fino ai nostri giorni chiesa del Carmine. Essa ha quattro cappelle, oltre l'altare maggiore sotto il cui altare, un tempo, si conservava il corpo del beato Luigi Rabatà, carmelitano ericino, che fu Priore di Randazzo e lì ucciso. Oggi, le sue spoglie mortali riposano e vengono venerate nella chiesa Madre.
Subì la triste sorte della soppressione nel 1866. Dispersi i beni e le opere d'arte, la chiesa fu ricostruita e trasformata. Dopo i bombardamenti del 1943, grazie al can. Edoardo Lo Giudice ed al contributo dei cittadini, la chiesa fu riparata in tutte le sue parti. La crescente devozione verso la Madonna del Carmelo, spinse Mons. Salvatore Russo, Vescovo di Acireale, a dichiarare la chiesa santuario diocesano il 2 Luglio 1941 ed il 15 Agosto 1952 Mons Fernando Cento, Vescovo di Acireale, incoronò la statua della Madonna con le corone benedette da Papa Pio XII. Il 25 marzo 1961, la chiesa fu eretta parrocchia.
La forte devozione alla Madonna del Carmine ha mantenuto viva la presenza carmelitana per mezzo del Terz'Ordine fino ai nostri giorni.

REGALBUTO (EN) Nel 1572 sorgeva un convento dei Carmelitani con relativa chiesa dedicata All'Annunziata. Sopravvisse alle leggi della soppressione pontificia ma non a quella del Governo italiano nel 1866 ed espropriato il 4 settembre 1868 per alloggiarvi la caserma dei carabinieri. Oggi il convento è semidistrutto e la chiesa è chiusa al culto.

REGGIO CALABRIA Data la notevole vicinanza tra Messina e Reggio Calabria, i Carmelitani messinesi fondarono un convento verso il 1428, primo sorto in Calabria.
Il Convento fino al 1575 fa parte della storia del Carmelo siciliano. Successivamente passò alla Provincia di Napoli.

Per la storia si veda: P.CARMELO NICOTRA, IL CARMELO MESSINESE, MESSINA 1974, pag. 213

REITANO (ME) La fondazione di un convento carmelitano in questo piccolo comune, si deve ad Andrea Omodei, Segretario capo del paese nel 1581, presso la chiesa di S. Maria, che, i procuratori e rettori di essa, consenzienti il Provinciale di Sicilia della Sant'Alberto, p.Giulio Monastero e Mons. Ottavio Preconio, Vicario generale in sede vacante del vescovo di Cefalù, il 22 febbraio di quell'anno, cedevano ai religiosi carmelitani, assegnando al convento alcuni beni per sostentamento dei frati e per il culto della chiesa.
I frati carmelitani rimasero in quel luogo fino al 1652 perché fu soppresso da decreto papale per minor numero di religiosi.

ROCCELLA VALDEMONE (ME) I Carmelitani vi giunsero nel 1557, impostandosi nella chiesa di S. Antonio da Padova, finché nel 1652, per le note leggi pontificie, fu soppresso, nonostante l'intercessione dei Giurati del Paese.

SALEMI (TP) I pp. Lezana e Ventimiglia, fanno risalire la fondazione al 1423 con relativa chiesa dedicata alla Madonna del Carmine. Fu sede capitolare nel 1557. Col terremoto del Belice del 1968 tutto andò distrutto.

SAMBUCA di SICILIA (AG) L'attuale Chiesa del Carmine fu fondata nel 1530 anche se la presenza dei religiosi sembra esistere alcuni prima. Le spese della costruzione sia del convento che della chiesa furono affrontati dal barone di Sambuca e d'Acireale Mastrantonio Bardi Salvatore e la chiesa fu inizialmente dedicata a Sant'Antonio.
I frati vissero in questo luogo fino al 1896, periodo in cui fu chiusa per mancanza di frati. Ivi instaurarono la devozione alla Madonna dell'Udienza (Oggi Patrona del paese) che si diffuse per tutta la Sicilia. La Chiesa del Carmine oggi è conosciuta come Santuario della Madonna dell'Udienza la cui festa è la terza domenica di Maggio. Il convento è caserma dei carabinieri.

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Circa il 1590 i Carmelitani fondarono a Sambuca una loro Gancia presso la chiesa di san Leonardo, chiusa anch'essa dalla soppressione del 1866.

foto: www.lasiciliainrete.it

SAN CATALDO (CL) Nel 1577, per munificenza dei signori Galletti, venne fondato qui il convento dei Carmelitani, presso la chiesa di San Nicolò ma nel 1594 fu chiuso.

SAN GIOVANNI GEMINI (AG) I Carmelitani nel 1533 occuparono la chiesa di S. Diego (San Biagio) tra Cammarata e S. Giovanni Gemini. In seguito la contessa Abbatellis fece venire in S. Giovanni i Carmelitani facendovi costruire accanto all'omonima chiesa un convento.
Con la generosità degli Abbatellis e dei Branciforte, il convento fu ampliato. 
Purtroppo una frana nel 1760 lo seppellì ed i frati furono costretti a lasciare il paese.

SAN MICHELE DI GANZARIA (CT) I Carmelitani vi arrivarono nel 1576, fondandovi convento e chiesa intitolata all'Annunziata.
Oggi sia del convento che della vecchia chiesa non c'è traccia.

SAN PIER NICETO (ME) Circa l'anno 1558 i Carmelitani vi aprirono un convento. Purtroppo, come tutte le piccole comunità dei religiosi, nel 1652 venne soppresso dalla legge pontificia di Innocenzo X. Successivamente i Carmelitani della Riforma di Montesanto lo riaprirono, costituendolo casa di Noviziato, finché non soccombette all'iniqua legge di soppressione del 1866.

SAN PIERO PATTI (ME) Il convento dei Carmelitani e relativa chiesa sotto il titolo di S. Nicolò dei "Soini" furono fondati nel 1566 dal P. Girolamo da Patti col consenso di Mons. Antonio Cancellario, arcivescovo di Messina, e di don Cesare Orioles, signore del Paese. Il Ventimiglia fa risalire la fondazione al 1572.
La vita dei frati teneva viva la pietà dei fedeli. Il loro convento era casa di Noviziato e di chiericato, cattedra di Filosofia e Teologia. Fu sede di una rinomata scuola di pittura e scultura retta dai frati. Soppresso dal governo italiano nel 1866, andarono dispersi, tra gli altri beni, la ricchissima biblioteca, i cui preziosi libri furono bruciati davanti all'espropriato convento.
Il convento fu venduto all'asta e fu acquistato dalla famiglia Orioles, discendenti della stessa benefattrice dei frati, che l'hanno ceduto coll'impegno di mutarlo in Istituto di beneficenza, il che non avvenne. Il più pregevole aspetto architettonico del Convento è sicuramente il Chiostro interno, restaurato e portato a termine nel 2002 dall’Amministrazione Comunale.

immagine: http://www.comune.sanpieropatti.me.it

SANT'ANGELO MUXARO (AG) Nel 1604 i Carmelitani v'aprirono un loro convento. Nel 1652, purtroppo, dovette chiudere per il noto decreto di soppressione di Innocenzo X.

SANTA CATERINA VILLARMOSA (CL) La presenza dei carmelitani risale al 1606, ma durarono poco, poiché nel 1652 dovettero lasciarlo per il decreto pontificio.

SANTO STEFANO DI QUISQUINA (AG) I Carmelitani arrivarono in questo paese nel 1585 circa, officiando nella chiesa di S. Elia, contigua alle mura verso settentrione. Purtroppo anche questa comunità subì le sorti della soppressione pontificia.

SCIACCA (AG) I Carmelitani costruirono nel 1260, accanto alla chiesa di San Salvatore, il loro convento. Con il passare del tempo, la struttura della chiesa di San Salvatore, aveva subito gravi processi di deterioramento dovuti all'incuria e all'abbandono, quindi ne fu demolita la struttura;  fu quindi ricostruita una nuova chiesa, che fu aperta al culto il 16 luglio 1539.  
Il convento di Sciacca è tra i ricordi storici legati alla vita di Sant'Alberto degli Abati (1295). Anche quella stessa città diede all'Ordine e alla Chiesa un'anima santa: la beata Angela da Sciacca, terziaria carmelitana.
Il convento, dopo le leggi di soppressione, fino al 1896, stava ancora in mano ai Carmelitani ma, spentosi l'ultimo frate, il convento fu trasformato in carcere, la chiesa passò al clero secolare e successivamente elevata a Parrocchia.

SCICLI (RG) La presenza dei Carmelitani risale al 1384. Al loro arrivo fu ad essi affidata la chiesa di S. Giacomo nota poi col titolo dell'Annunziata come risulta da un atto notarile del 1564. La chiesa e l'ala orientale del convento furono ricostruiti in stile tardobarocco nella seconda metà del settecento.
Con la nascita della Riforma Siracusana o della Scala, questo convento fu assegnato a questa nuova Riforma ma nel 1866 l'iniqua legge della soppressione ne decretò la chiusura e oggi vi sono uffici dello Stato.

SICULIANA (AG) Verso il 1551, i Carmelitani eressero il loro convento con munificenza del barone don Francesco Desfar. Nel 1637 il convento passò alla riforma di Montesanto che l'abitarono fino al 1643. Altri Carmelitani inviati dal Priore Generale dimorarono in quel convento ma ben presto chiusero nuovamente il convento e la chiesa passò alla compagnia del Carmine.

SINAGRA (ME) Il 16 ottobre 1440 il barone di Sinagra cedette la chiesa di S. Maria dell'Arco e sue rendite al Carmelitano p. Nunzio da Siena per erigervi accanto un loro convento. Il Provinciale del tempo, p.Michele Lombardo diede permesso il 23 marzo 1450 e l'arcivescovo di Messina il 10 dicembre 1451, allorché si fabbricò un convento che ospitò dieci frati. Il convento riceveva molti benefici che nel 1684 i frati poterono ampliarlo. Nella seconda metà del sec. XVII, fu ricostruita la chiesa dedicandola alla Madonna del Carmine.

SIRACUSA (CONVENTO DEL CARMINE) Si ha una data incerta sulla fondazione di questo convento, certamente siamo nel secolo XV, quando i Carmelitani ebbero affidata la chiesa di S. Maria Odigitria fuori le mura, da essi chiamata anche dell'Annunziata. Nel 1555 dovettero abbattere il convento e ricostruirlo con relativa chiesa. Ivi nacque una Confraternita e un Terz'Ordine Carmelitano di cui diverse Terziarie morirono in concetto di santità. Il 30 maggio 1838 il convento divenne sede di noviziato e nell'aprile del 1622 fu tenuto un Capitolo provinciale. Nel  1866 fu soppresso e il convento venne trasformato in caserma dei carabinieri e successivamente scuola. La chiesa fu lasciata aperta al culto ma riedificata dopo il terremoto del 1693. Oggi è sede della Parrocchia di S.Pietro Apostolo al Carmine.

SIRACUSA (CONVENTO DI MONTESANTO) Nella stessa città di Siracusa nel 1636 fu eretto un altro convento appartenente alla riforma di Montesanto e il vescovo li collocò nella chiesa dei santi Giovanni e Marziano fuori le mura, ove dimorarono per 17 anni finché nel 1653 furono trasferiti all'interno della città bell'ex-parrocchia S. Nicolò. Nel 1735, durante la guerra tra gli Austriaci e gli Spagnoli, per sicurezza della città, fu ordinato la demolizione dell'intero quartiere e i frati si ritirarono presso la chiesa di S. Caterina ove vi rimasero fino al 1786.

SOMMATINO (CL) I Carmelitani, della Provincia Sant'Angelo, vi fondarono il loro convento verso il 1609, ma dato l'esiguo numero dei frati  e l'insufficienza delle risorse economiche, nel 1652 subì la sorte della soppressione per decreto di papa Innocenzo X.
Oggi, vi è una forte devozione alla Madonna del Carmelo, Regina della Valle del Salso.

SORTINO (SR)
I Carmelitani fondarono il loro convento nel 1583. 
L'iniqua soppressione del 1866 cacciò i frati. Oggi chiesa e convento vengono a trovarsi nella via principale del paese: la chiesa è chiusa al culto, mentre il convento è adibito a Pretura e uffici del Comune.






SUTERA (CL) I Carmelitani a Sutera hanno occupato due conventi diversi, di cui il più antico fuori dall'abitato, nella contrada "Lu Vabasettu", con annessa chiesa dedicata a S.Nicolò e l'altro dentro l'abitato con annessa chiesa della Madonna del Carmelo (oggi nota come chiesa del Carmine) nella contrada Rabatello.
L'anno di fondazione del Carmelo a Sutera risale al 1380. I religiosi Carmelitani si spostarono dal primitivo cenobio nei locali del nuovo convento, annessi alla Chiesa del Carmelo, verso la metà del 1600.
Dopo la legge di soppressione, i religiosi rimasero nel convento fino al 1896, anno della loro morte.Oggi il convento secentesco è ristrutturato in Museo degli Ori e degli Argenti. La chiesa a tre navate, fu ricostruita ex-novo a spese dello Stato nel 1935. All'interno si apprezzano: un'acquasantiera marmorea del 1562, una tela del 1514 raffigurante la Madonna del Carmine con S. Angelo e Sant' Alberto, una Statua della Madonna del Carmelo in legno della fine del 1500 insieme a San Simone Stock, un antichissimo gruppo statuario in legno policromo dell'Annunciazione.
La Madonna del Carmelo è patrona della città.

foto: www.typicalsicily.it

TAORMINA (ME) La fondazione carmelitana avvenne nel 1622 erigendo convento e chiesa intitolata alla Madonna del Carmine. Essa subì i vari terremoti tra cui quello della soppressione nel 1866. Il convento fu distrutto durante la II guerra mondiale, quel che resta della chiesa funge da auditorium.

TERMINI IMERESE (PA) Nel 1580 l'arcivescovo di Palermo don Cesare Marullo, concedeva ai Carmelitani la chiesa di S. Rocco in via dei Mercanti (oggi del Carmelo) e vi eressero il loro convento.
Dopo la legge di soppressione continuò ad essere officiata dai PP.Carmelitani sino alla morte dell'ultimo di essi.

Veduta del Convento “Maria SS. Annunziata” in una incisione settecentesca
Il complesso dell'Annunziata in una incisione settecentesca
TRAPANI (SS.ANNUNZIATA) Tra le prime fondazioni in Sicilia vi è quella di Trapani. Forse intorno al 1240, certamente prima del 1250 anno in cui i religiosi ricevettero in donazione per mezzo di un atto notarile dal Notar Domenico Ribaldo e dalla sua prima moglie donna Palma Donores, trapanesi, una piccola cappella, dedicata all’Annunziata e le terre adiacenti ad oriente, fuori le mura cittadine, alle falde di Monte San Giuliano. Lì costruirono il loro convento. Al testamento su indicato, ne seguiranno altri: ad opera dello stesso Notar Domenico Ribaldo (8 agosto 1280) e della sua seconda moglie Perna Abate (4 aprile 1289), zii di Sant’Alberto, a motivo dell’ingresso di quest’ultimo nelle terre dell’Annunziata in qualità di religioso. Attraverso questo inaspettato e prodigioso avvenimento in seno alla nobile famiglia, verranno così offerti a favore dei Carmelitani altri possedimenti, per il loro sostentamento e per i lavori di ampliamento della primitiva Chiesetta. Così, per provvidenziale coincidenza, la storia del Carmelo trapanese inizia a legarsi indissolubilmente con la Famiglia degli Abate e, nel corso dei secoli, con altre famiglie nobiliari che, con il benestare e l’ausilio degli stessi sovrani succedutisi nel governo della Sicilia, favoriranno la realizzazione delle pregevoli strutture architettoniche e decorative del Santuario in gran parte giunte fino a noi grazie anche alle cospicue e pubbliche offerte di benefattori di ogni ceto sociale.
In questo luogo caro alla devozione del popolo trapanese verso la Madonna, lungo la storia, nacquero uomini illustri per santità e dottrina, contemplativi ed evangelizzatori, che hanno irradiato il culto della Madonna di Trapani e del confratello Sant’Alberto, in Italia e nel mondo.
In questo lungo itinerario che parte dal sec. XIII e giunge fino ai nostri giorni, sono proprio i Carmelitani a svolgere un ruolo rilevante per il consolidamento di questa provvidenziale realtà mariana divenuta centro e cuore pulsante della città di Trapani e, dal 1844, della Diocesi omonima.
Purtroppo anche Trapani subì la soppressione nel 1866 dal massonico governo, malgrado la devozione per la Madonna di Trapani, patrona della città, fu requisita e chiusa al culto anche la chiesa e i frati si adattarono a vivere nei pressi del santuario. Durante quel periodo furono commessi ingenti danni al santuario, basti pensare alle picconate inflitte in odio a Dio nella splendida volta a crociera della Cappella dei pescatori ed i cui frammenti pittorici sono di recente riemersi nel restauro. Vennero confiscati tutti gli ori donati alla Madonna per poter fare la guerra. Oggi il monumentale convento costruito con amore dai carmelitani è divenuto Museo Pepoli. Molte opere esposte, appartenevano al santuario.
Nel 1909 il santuario diviene Parrocchia e i frati ebbero diritto al canonica. Fu così che "riebbero" un'ala dell'antico convento che presero possesso ufficialmente il 22 agosto 1930.

TRAPANI (CARMINE) Era la «gancia» dei frati venuti nel XIII secolo a Trapani. Fu fondata nel 1592 e soppresso dalla legge iniqua del 1866. La chiesa del Carmine privata di molti arredi ed opere d'arte è stata ripristinata ed aperta al culto dopo molti anni di abbandono.
Un video culturale ne parla ancora oggi:

TRIPI (ME) Il 18 luglio 1514 fu donata ai Carmelitani la chiesa della Consolazione. I frati accanto alla chiesa costruirono il loro convento. Coll'iniqua legge del 7 luglio 1866 il Governo italiano soppresse il convento che, con la chiesa, passò al Comune e successivamente abbattuto e trasformata la sua area in pubblica piazza.

TROINA (EN) Presso la chiesa dell'Annunzia, nel 1547, i Carmelitani fondarono il loro convento. Nel 1866 l'iniqua legge massonica scacciò i frati da quel convento costringendoli a vivere nascosti.
Oggi la chiesa si presenta monca, avendo il comune fatto abbattere due delle tre navate originali. Disperse moltissime opere d'arte tra cui il seicentesco simulacro della Madonna del Carmine, l'antico altare maggiore che custodiva la pregevole statua della Madonna della Catena del Gagini è occultato per lo scempio architettonico subito dalla chiesa.

VILLAFRANCA SICULA (AG) Secondo alcuni documenti dell'Ordine, risalenti al 1576-1577, la fondazione di un convento carmelitano in questa città risale verso 1575 per iniziativa di p. Eliseo da Tripi. Purtroppo per l'esiguo numero dei frati, per la nota legge pontificia, il convento fu soppresso nel 1652.