sabato 17 novembre 2007

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo a conclusione dell'anno liturgico e il Vangelo di questa domenica richiama alle realtà ultime (vedi Lc 21,5-19). Quante volte sentiamo parlare di realtà ultime? Sono tanti oggi che ci riempiono la testa di questo: sette, documentari, etc. Ma penso che il nostro cuore non debba inasprirsi, angosciarsi anche se i fatti della vita possono condurci a perdere la fiducia in Dio, negli uomini, e a guardare al futuro con pessimismo e con paura, come se veramente fosse vicina la fine del mondo.
Gesù a tutto questo sorvola, facendo un gioco di parole cercando di farci capire che non dobbiamo pensare sulla fine del mondo ma sul fine del mondo. Egli ci invita alla speranza perché "nemmeno un capello del nostro capo andrà perduto".
Tutto ciò che ci circonda, ogni inevitabile e ricorrente guerra e fenomeni naturali avversi e catastrofici ci spingono a desiderare sempre più (e magari subito) "un cielo nuovo e una terra nuova".
Il nostro fare Eucarestia ogni domenica, è un impegno che conferma il nostro camminare nella perseveranza e nella fedeltà al compito che il Signore ci ha affidato per trasformare il mondo.
Preghiamo perché la nostra vita non sia attaccata alle cose del mondo, ma nella vigilanza operiamo nel bene e nell'attesa della venuta definitiva del Regno di Dio e come dice san Paolo, nella quotidianità della vita.


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