lunedì 21 gennaio 2008

METTIAMO AL CENTRO IL BENE COMUNE?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La pratica del sabato appare negli strati più antichi della Bibbia. È durante il settimo giorno che Dio Creatore si è riposato, così come cita Gen 2,1-7.
Per la religione ebraica è un giorno molto importante. Di qui il suo rigore nell’esigere il rispetto del riposo in questo giorno; è proibito fare legna, preparare del cibo, accendere il fuoco, camminare a lungo...
I farisei erano scandalizzati nel vedere i discepoli di Gesù raccogliere delle spighe, per mangiare, di sabato (vedi Mc 2,23-28).
Di conseguenza, ciò significava che gli affamati avevano tutto il diritto di procurarsi del cibo anche nel giorno del Signore. Questa proclamazione gli costerà la vita, perché i fondamentalisti, che guardano più alla lettera che allo spirito delle tradizioni, continueranno a interrogarlo per coglierlo in fallo e avere un "giusto" motivo per farlo morire.
Gesù festeggia il sabato andando alla sinagoga e leggendo i Libri Sacri; non rinnega questo giorno. Condanna piuttosto il rigore esagerato. Afferma che la carità vince qualsiasi osservanza legalista del sabato.
Anche per noi questo può essere un richiamo all’ordine. La religiosità formalista non ha un autentico carattere religioso. Le qualità dell’evangelizzatore sono profonde e sorgono dal suo amore concreto per un qualsiasi essere umano. L’uomo non è un oggetto che può essere manipolato; il sabato stesso non può tiranneggiarlo, ha valore nella misura in cui rispetta e onora la persona.
Chiediamoci: "A che punto rispetto concretamente la vita degli altri e metto al centro il bene comune?" Chiediamo al Signore di liberare il nostro rapporto con Lui dai formalismi, e di concederci invece una libertà di spirito ricca di stupore e riconoscenza per il suo Amore.

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