venerdì 13 giugno 2008

"SIATE SEMPLICI E TRASPARENTI"

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La prima lettura (vedi 1Re 19,19-21) di questo sabato della X settimana del tempo Ordinario ci ricorda un profeta che, in questa giornata, il calendario carmelitano riporta: sant'Eliseo, profeta.
La Parola di Dio ci richiama secondo le parole del Salmista: "Crea in me, o Dio, un cuore trasparente e puro" (vedi Sal 50). Sì, abbiamo un linguaggio che non è mai chiaro, abbiamo un cuore che è indurito incapace di ascoltare (vedi Mt 5,33-37).
Un'eremita del secolo XX dice "Cos'è la chiarezza? E' pura semplicità, è sincerità, è intransigenza con se stessi nella via retta. L'acqua è chiara. Occorre uno sforzo continuo per vincere ciò che, nel fondo dell'anima, rinasce di torbido, ciò che è tendenza all'ambiguità. Ci conceda il Signore il dono della continua trasparenza!" (Sorella Maria).
Gesù mette in guardia dal nostro modo di essere, dal nostro spergiurare ma anche dalla facilità a giurare: "Non giurate affatto – dice – né per il cielo, né per la terra".
Il giurare non è di un cuore sincero, ma di un cuore pauroso, di un cuore che fallisce a priori, di un cuore che teme di non essere creduto; quindi cerca appoggio all'autorità di Dio che invece vuole sincerità e trasparenza di vita e di parole. Lo spergiuro, da cui mette in guardia il Signore, avviene quando l'uomo è talmente egocentrico da sentirsi onnipotente fino a piegare ai suoi interessi Dio e gli altri.
Una qualità umana irrinunciabile è questa trasparenza che è sincerità di parola saldata alla verità del proprio essere e alla lealtà di tutto il proprio agire. Coincide, in fondo, con quella semplicità e autenticità che è una cosa sola con una vita bella, un'esistenza riuscita. L'uomo, mentendo, finisce così col diventare estraneo anche a se stesso. Non sa più chi è. Non è più in grado di "dirsi" e quindi di entrare in comunione. La parola, quando fiorisce sul labbro, deve essere vera, cioè deve coincidere con ciò che penso e che sono.
Nella preghiera, chiediamo allo Spirito Santo rispetto profondo per Dio e per tutte le sue creature, noi compresi. Chiediamo di essere "veri" nel nostro essere, sinceri nel nostro parlare, leali nel nostro agire.

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