venerdì 13 febbraio 2009

ESSERE SEGNO PERCHE' IL MONDO CREDA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Con la liturgia odierna, mentre gli innamorati festeggeranno san Valentino, la Chiesa celebra la festa dei santi Cirillo e Metodio.
I santi Cirillo e Metodio sono stati mirabili messaggeri di pace, di bene e di salvezza presso i popoli slavi.
Siamo alla fine del Vangelo di Marco. Una finale, che pur essendo canonica, non è redatta dal noto Evangelista. E' una "reliquia" della prima generazione cristiana, che contiene un riassunto delle apparizioni del risorto e una sintesi dell'annuncio (Mc 16,9-20). Però ci fanno riflettere ugualmente sul kerygma cristiano. Qui, infatti, si insiste sulla missione di portare il vangelo in tutto il mondo, unendo strettamente la testimonianza della parola a quella delle opere, dei segni (vedi Mc 16,15-20).
Nel testo torna ripetutamente il verbo "credere" come condizione essenziale per "essere salvi". Ricordiamo qui un oracolo del profeta Isaia: Dice il Signore Dio: "Ecco io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata: chi crede non fugga" (Is 28,16).
La nostra vita è come un bivio ove non sai quale strada prendere: o credere in Dio cercando in Lui il senso del nostro essere ed agire, pur nella fatica di "seguire, umilmente e ogni giorno, le tracce della sua grazia che ci attira" (Cassiano), o fuggire da Dio e da se stessi disgregandosi interiormente fino ad autocondannarsi alienandosi in eterno dall'Amore trinitario.
Certo, non è scontato riuscire ad entrare nella dinamica della redenzione, anche perché essa richiede ai suoi seguaci un identico dono di sé: ad ogni credente, incorporato in Cristo, viene concesso il dono e la responsabilità di condividere questa stessa donazione, diventando nella comunione con Cristo sacramento dell’amore di Dio; per dirla con le parole di Isaia, i credenti sono chiamati ad essere pietre in un edificio spirituale che ha alla base la roccia di Cristo, come si legge nell’esortazione della prima lettera di Pietro: Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso d'inciampo e pietra di scandalo. Loro v'inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati. (1 Pt 2,4-8).
E’ ancora una volta la fede ciò che fa la differenza: fede che non significa tanto aderire ad una verità quanto aderire ad una persona. E’ la fede che, nata dall’esperienza della propria fragilità assunta e redenta da Cristo, diventa annuncio della salvezza per ogni uomo che si affida all’amore di Dio.
Oggi fermandoci a pregare, poniamoci di fronte alla realtà dell'esistere: credere o fuggire; e aderendo certamente alla fedeltà di Dio disponiamoci ad essere "segno" perché a sua volta il mondo creda. Preghiamo così: Donami, Signore, di poter raccontare la mia fede con la lingua nuova dell'amore perché tutti attorno a me possano riconoscere in Te la sorgente della vita.

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