giovedì 17 dicembre 2009

Feria propria del 18 Dicembre

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Continuiamo il nostro cammino in preparazione del Natale. Ancora una volta l'evangelista Matteo ci getta dentro il mistero dell'incarnazione narrando i fatti (vedi Mt 1,18-24) e, "tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta".
Il Vangelo odierno presenta la figura di Giuseppe, una sorta di annunciazione o una natività secondo il punto di vista di Giuseppe.
Chi è quest'uomo? Di lui sappiamo ben poco, la sua figura resta come nascosta dietro quella molto più imponente di Maria, sua amata sposa. Giuseppe viene descritto come un uomo giusto (v.9). Il suo problema non è principalmente la situazione nuova che si è creata con la sua promessa sposa Maria, ma il suo rapporto con questo bambino che sta per nascere e la responsabilità che egli sente verso di lui. Giuseppe è detto giusto perché sintetizza nella sua persona l'atteggiamento dei giusti dell'Antico Testamento e in particolare quello di Abramo (cfr. Mt 1,2-21 con Gen 17,19).
Giuseppe non si arrende all'evidenza, mette a tacere tutti i terribili pensieri di tradimento e vendetta che gli abitano il cuore. Il pensare la sua sposa incinta l'ha sconvolto e confuso e non voleva pensare male di lei... ma lui che viveva secondo la legge, pensava anche secondo la legge.
La crisi di Giuseppe ha lo stesso significato dell'obiezione di Maria in Luca 1,29. Maria era turbata perché non sapeva che cosa significasse il saluto dell'angelo. Giuseppe è incerto perché non sa spiegarsi ciò che è avvenuto in Maria. Maria può chiedere la spiegazione all'angelo, ma Giuseppe non sa a chi rivolgersi; per questo decide di mettersi in disparte aspettando che qualcuno venga a liberarlo dalle sue perplessità.
La Parola del Signore fa chiarezza alla sua vita e Giuseppe destatosi dal sonno agisce. Anche qui come Maria abbiamo una prontezza all'obbedienza.
Giuseppe attualizza quanto dirà Isaia di Scete: "Non badare a ciò che preferisci, ma sii attento a ciò che Dio vuole da te. Qualsiasi cosa tu faccia, abbi Dio davanti a te. E sii certo della sua salvezza".
Giuseppe accoglie umilmente la volontà di Dio e prende Maria nella sua casa. Sarà lui a dare il nome a Gesù (prerogativa del padre che voleva dire: accettazione piena del figlio). E Gesù diviene così, a pieno titolo, ‘figlio di Davide', Salvatore del suo popolo.
Anche i nostri progetti spesso vengono capovolti ma per essere riorientati nel grande progetto di Dio. Lasciamoci illuminare dalla Sua Parola.
O Signore, guida del tuo popolo, che hai dato la Legge a Mosè sul monte Sinai: vieni a liberarci con la tua potenza.

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