venerdì 1 gennaio 2010

2 gennaio Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Celebriamo due santi vescovi e dottori: Basilio e Gregorio Nazianzeno. Il vangelo odierno ci parla della testimonianza del Battista (vedi Gv 1,19-28).
Per comprendere bene la testimonianza di Giovanni Battista, bisogna chiarire cosa significa il termine "giudei".
Nel linguaggio del Vangelo di Giovanni, essi sono i capi religiosi che entrano in polemica con Gesù, sono gli avversari di Gesù e di Giovanni Battista, sono i rappresentanti del mondo che non crede. Essi vanno distinti dagli "israeliti", che sono invece quelli che ascoltano la parola di Gesù (cfr Gv 1,47) e sono i "poveri di Dio", il "resto d'Israele" che attende il Messia.
In questo scenario ci sta una domanda che possiamo farci: "Cosa dici di te stesso?" la domanda rivolta a Giovanni Battista è, in effetti, rivolta a ciascuno di noi. Mettersi alla sequela di Gesù richiede anzitutto la volontà di interrogarsi su se stessi. E' come se l'autocoscienza, l'autenticità, fosse una specie di dato fondamentale per incontrare Dio.
Siamo mal abituati che abbiamo paura di esaminarci concretamente. Giovanni dice chiaramente: se non hai il coraggio di entrare "dentro" non potrai mai incontrare il Messia, né accorgerti di chi lo indica come Salvatore del mondo. L'entrare dei pastori nella mangiatoia ha per noi questo significato dato dal Battista.
Sull'esempio del Battista ancora una domanda: abbiamo le idee chiare di chi siamo, che cosa vogliamo o dove vogliamo arrivare? Giovanni Battista ha le idee chiare: lui non è il Messia, non è neppure Elia, è solo "voce" che grida nel deserto. Già chiarisce la sua identità, la sua missione, il ruolo che occupa.
Anche noi siamo chiamati a chiarirci e a chiarire! Non importa (non fraintendetemi) che dobbiamo riuscire, affermarci, valere. Nel nostro mondo superefficiente, in cui la validità della persona si misura dalla sua produttività, il Battista sarebbe considerato un eccentrico, un fannullone, un poco di buono. Ma ho l'impressione che restiamo fuori pista se la pensiamo così.
Urge la necessità di saper collocare Dio nella propria vita e in particolare accoglierlo con verità. Ricorda: Dio si svela a noi stessi.
Padre santo, che con la venuta del tuo Figlio ci hai dato la gioia di conoscerti, fa’ che la nostra vita sia un annuncio coerente dei misteri della salvezza, perchè tutto il mondo creda. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

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