domenica 6 giugno 2010

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO C)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Dopo aver celebrato la festa della Santissima Trinità, il mistero centrale della fede e della vita cristiana di cui l'Eucaristia, “fonte e apice”, racchiude tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso “Cristo nostra Pasqua”, e ben produce ed esprime la comunione della vita divina e l'unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, in questa domenica la Liturgia, prima di riprendere il ritmo delle Domeniche del tempo ordinario o ‘per annum’, ci fa celebrare la “Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo”.
L’Eucaristia è la festa della fede, stimola e rafforza la fede. I nostri rapporti con Dio sono avvolti nel mistero: ci vuole un gran coraggio e una grande fede per dire: “Qui c’è il Signore!”. Se guardo a me stesso, mi trovo sempre piccolo, imperfetto, peccatore, pieno di limiti. Eppure Dio mi ama, come ama tutti gli uomini, fino a farsi nostro cibo e bevanda per comunicarci la sua vita divina, farci vivere la sua vita di amore.
Questa è una riconferma del suo amore che il mio peccato, la mia tiepidezza non hanno sminuito. "Questo corpo è dato" per me, per te, per tutti gli uomini. Una vita donata nel segno dell'amore più grande non può che sfociare in un "più" di vita. Morte che si spalanca sulla resurrezione. Segreta ma enorme fonte di luce che squarcia le nostre tenebre e lascia intravedere la meta che ci attende. Questo è l'Eucaristia! E di questo traboccare d'amore io, quanti ce ne cibiamo, siamo destinatari e testimoni.
Che sia, la festa di oggi, con le sue molteplici Celebrazioni solenni, cammino nuovo d’amore per tutti nell’attesa del convito eterno.

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