mercoledì 17 novembre 2010

17 NOVEMBRE: SANTA ELISABETTA DI UNGHERIA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Celebriamo oggi la festa di Santa Elisabetta di Ungheria (Ungheria 1207 – Marburg, Germania, 17 novembre 1231), sposa di Luigi IV, Langravio di Turingia, fu madre di tre figli. Dopo la morte del marito si consacrò interamente alla penitenza, alla preghiera e alla carità.
Nel vangelo odierno (vedi Lc 19,11-28), il Signore Gesù ci invita a prendere una posizione nella vita e sopratutto sui doni che abbiamo ricevuto da lui. Spesso non ci accorgiamo delle nostre capacità, delle grandi meraviglie che il Signore ci ha donato. Guardiamo solamente l'aspetto fisico per poter apparire o fare ancora qualcosa in più. Eppure ognuno è perfetto così come è.
Preoccupiamoci allora di seminare e seminare bene quanto il Signore ci ha donato e non di tenerlo nascosto. Il Canto al vangelo di oggi, riportando una frase del Vangelo giovanneo, ci dà l'indicazione di come seminare: Io ho scelto voi, dice il Signore, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga (Gv 15,16).
Al termine del brano non manca la resa dei conti. Sì, in questi ultimi giorni stiamo parlando anche di questo. Per capire, ci facciamo aiutare dal mistico carmelitano, san Giovanni della Croce che invitava tutti a dare il meglio di sè, non con spirito di schivitù ma con amore. Lui diceva: "alla sera della vita saremo giudicati sull'amore". Ecco il talento che spesso nascondiamo: l'amore.
Sant'Elisabetta questo l'aveva capito e spese la sua vita donando se stessa a "coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno".
Chiediamo la sua intercessione perché ci aiuti a non nascondere il nostro talento e farlo fruttificare per gioirne insieme a tutti i santi in paradiso.

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