sabato 15 settembre 2012

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il Vangelo di questa domenica, XXIV del Tempo ordinario, ci proietta nell'interrogativo della fede. La domanda di fondo per tutti è: "Voi chi dite che io sia?".
E' una domanda fatta apertamente quasi a richiamare ad aprire il cuore alla Verità.
Oggi facciamo fatica ad aprire il cuore alla Verità. Ci viene facile aggrapparci ai facili giudizi e voci che vagano "nell'ombra di morte".
Viviamo in una società dove il valore del proprio credo non ha più un senso. Il potere, la faciloneria, il nascondere il proprio limite, l'incentivazione di un odio razziale, religioso in nome del proprio "io" ha messo da parte Dio, ma anche il nostro intelletto senza farsi l'interrogativo della vita. E' la società del cannibalismo, dove la vita non ha un senso e divora tutto e tutti. 
La domanda rimane aperta, chi risponde?
Uno solo a nome di tutti, risponde. Quest'espressione così come l'ho scritta, me la sento dire da tanto tempo. Però Marco a differenza di Matteo (Mt 16,16-17) non rende beato Pietro ma ordina di non dirlo, quasi a dire: "vediamo se anche altri lo scoprono!", "vediamo, se anche altri fanno il loro cammino interiore, per dare una risposta".
Gli insegnamenti di Gesù non sono nemmeno di facile accettazione, fare il cammino dall'esterno verso l'interno non è facile. E' molto semplice stare fuori, all'aria aperta, in un'isola felice per non disturbare ed essere disturbati.  
Vediamo, infatti, Pietro, lo stesso che prima ha professato la sua fede ora la rinnega, anzi prende in disparte Gesù e lo rimprovera. Si mette al posto di Dio, ha capovolto la situazione.
Anche nella vita di tutti i giorni, quante volte professiamo la nostra fede e poi rigettiamo il tutto pensando secondo gli uomini e non secondo Dio? Quante volte ci mettiamo al posto di Dio?
Il cristiano oggi è chiamato alla scelta del più difficile per perseguire la via della santità, la scelta di un autentico radicalismo evangelico vissuto senza accomodamenti, per giustificare l'essere cristiani nell'attuale situazione. Ma ci sta dietro l'altra domanda: quanto sono disponibile a farmi disturbare da Dio?
Attenzione, farsi disturbare da Dio richiede questo tipo di accettazione: rinnegare se stessi; prendere la propria croce e seguirlo. E la motivazione è semplice: "perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà".
Ci lasciamo allora disturbare da Dio oppure no? O abbiamo paura della croce? 
La via della salvezza passa dalla croce. La tua da dove passa?

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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