sabato 2 aprile 2016

II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO C)

E' la seconda Domenica di Pasqua, la domenica «in Albis» (Ai primi tempi della Chiesa il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, ed i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò domenica in cui si depongono le bianche vesti). 
Questa domenica è dedicata anche alla «Divina Misericordia», istituita da Giovanni Paolo II.
E' importante ricordare questo particolare, non per un puro fatto devozionale che in tanti, poi, va sul devozionismo, ma come una realtà di fede da vivere nella nostra vita di tutti i giorni, in particolare in questo anno giubilare. La misericordia di Dio verso di noi, che non viene meno, sempre afferra la nostra mano e ci sorregge, ci rialza, ci guida.
La liturgia oggi ci fa rivivere l'esperienza di san Tommaso, "La sera di quel giorno, il primo della settimana" (Gv 20,19). Una esperienza ancora vigente nella vita di tutti. Siamo il popolo che cerca ancora dei segni, e, se non basta, ci aggrappiamo ai maghi, ai tarocchi e a quant'altro all'infuori di Gesù, all'infuori di Colui che tutto può, che può salvarci.
Tommaso, invece, chiede i segni della passione ma in quei segni cerca la misericordia di Dio, che ha un volto concreto, reale: Gesù Risorto. 
Per essere avvolti della misericordia di Dio, c'è bisogno di riconoscersi umili, di riconoscere la propria povertà, la propria miseria: «Mio Signore e mio Dio» (Gv 20,28). E' la preghiera per ottenere misericordia, molto semplice ma fatta dal cuore umano al cuore trafitto di Gesù!
Il Gesù che si presenta è il Risorto ma che porta i segni delle ferite dell'amore. Sono questi i segni pasquali che il Risorto mostra. Scopo di ciò è suscitare la fede in Gesù, riconoscendolo come Cristo e Figlio di Dio (Gv 20,31).
Questa fede nelle ferite pasquali, ci conduce a riconoscere altre ferite: quelle storia dell'umanità, a riconoscere nel mondo, in mezzo ai poveri, ai malati, a qualunque sofferente, Gesù Risorto, il Figlio di Dio; ma nello stesso tempo, ci "invitano" a lasciarci ferire a nostra volta per Lui!. 

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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Video a cura di Gaetano Lastilla


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