domenica 26 agosto 2007

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un caro saluto a te che mi leggi!

La Parola di quest'oggi risplende più che mai e ci invita a passare per la porta stretta. Già quest'invito ci dice che bisogna cambiare. Che cosa?
Pensare al cambiamento è una fatica ed è sempre difficile. Poi, più si va avanti negli anni più le difficoltà sono maggiori, perché ci si rifugia nelle sicurezze acquisite, si fa fatica a rischiare e ad affrontare cose nuove, forse perché ci sentiamo a posto, in regola. Eppure, ancora una volta, in questo nostro sentirci in regola, Gesù ci richiama a verità.
Perché? E' la tentazione di sempre: è la sindrome del "Sono in regola". E' la tentazione che colpisce chi segue il Cristo, specialmente ogni cristiano o cattolico che pensa di stare dentro delle buone mura che lo proteggano.

Oggi, in questa nostra sicurezza, c'è qualcosa in più che ci viene detto: passa anche tu per la porta stretta!

Qualcuno spontaneamente può dirmi: Che cosa è adesso questa porta stretta, non basta andare a Messa la domenica o recitare il rosario o altre preghiere?

No, carissimi, non basta! A noi, oggi, Dio rivolge la sua Parola che sferza. Mantenere la vita di fede necessita sforzo, dice il Signore, occorre passare per una porta stretta. Ma non pensiamo che per essere dei buoni cristiani, bisogna vivere un certo stato di sofferenza o ascoltare consigli vari per stare in campana.

Gesù vuole dirci tutt'altro, parla di "sforzo" come di vigilanza nel salire la montagna, concentrazione su dove mettere i piedi, per non perdere l'equilibrio, parla della continua attenzione alle cose che stiamo vivendo, come esplicitazione di consapevolezza del nostro cammino interiore.
Talora nella vita ci ostiniamo a fare di testa nostra, e Dio permette che camminiamo sulle nostre gambe... inciampando. Solo sbattendo il naso possiamo ravvederci e svegliarci dal torpore e dal delirio di onnipotenza che falsa la nostra prospettiva sulla vita.
Ciò che il Signore chiede a noi discepoli è l'autenticità della ricerca, il sapere che non esistono posti privilegiati, che la vigilanza è l'unica dimensione che ci fa seguire le orme del Signore. Niente posti in prima fila, ma ricerca umile e autentica.
Cari amici, Dio ci ama e ci prende sul serio, ci scuote tutte quelle volte che è necessario, ci invita, ora e sempre a diventare veramente discepoli secondo il suo cuore.

PREGA CON IL VANGELO (da LA DOMENICA, periodico religioso n. 3-2007)

Signore, noi spesso ci domandiamo: come potremmo salvarci? Ci rispondi indicando la porta stretta. Tu sei la misura e noi cerchiamo di uniformarci a te con i nostri pensieri, desideri, sentimenti, per essere da te riconosciuti ed accolti. Questo non è un passaggio facile; ci consola però la certezza che non è riservato a pochi, ma è accessibile a quanti si impegnano a seguire te, che sei la vera via, Sarà quella la strada che ci permette di entrare nella tua casa e sedere al banchetto della cena eterna. -Madì Drello-


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