giovedì 4 novembre 2010

Venerdì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il vangelo di oggi presenta una parabola che riguarda l'amministrazione dei beni e che troviamo solamente nel vangelo di Luca. E' chiamata La parabola dell'amministratore disonesto (vedi Lc 16,1-8).
La parabola dell'amministratore infedele ci insegna che anche i beni materiali vanno gestiti per quel che sono. Sono sempre doni di Dio! La "disonestà"consiste nell'appropriarcene indebitamente, usandoli senza tener conto della volontà del "Padrone", che li ha posti nelle nostre mani perché li condividessimo. La bramosia smodata, l'utilizzo egoistico finiscono con l'inquinare lo stesso dono, rendendolo a sua volta "disonesto".
La chiamata al rendiconto è la morte. La presa di coscienza della propria morte porta a vivere il presente come momento di conversione. Si tratta di capire che cosa fare alla luce del rendiconto finale. L'amministratore ladro fa dipendere la sua vita da ciò che ha, quello fedele e saggio da ciò che dà. La morte ci fa passare dall'amministrazione dei beni di Dio alla partecipazione alla sua vita. Il paradiso è la casa dove abitano i debitori ai quali abbiamo condonato. La misericordia donata in terra ci verrà ricambiata in cielo, secondo l'insegnamento ricevuto nelle pagine precedenti del vangelo: "Amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro" (Lc 6,35-36).
Riscattiamo l'ingiusta ricchezza regalandola ai bisognosi e conquistiamoci così la loro benevolenza e amicizia "perché ci accolgano nelle dimore eterne" (v.9).
Oggi, l'Ordine Carmelitano ricorda una grande santa: la beata Francesca D'Amboise che con il suo esempio diede uno stile di vita, condividendo i suoi beni per avere in eredità il grande e sommo bene: DIO!

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