sabato 5 novembre 2016

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Siamo arrivati alle ultime domeniche del ciclo liturgico C e la liturgia, per tradizione, ci invita a riflettere sulle realtà ultime della vita e della vita cristiana.
In queste domeniche si sta rinnovando l'interrogativo che l'uomo porta dentro da sempre: "chi sono?", "da dove vengo?", "dove vado?". 
Farsi delle domande è lecito se sono seguitate anche da risposte senza fuorviare il pensiero, così come fecero i sadducei, una casta nobile di stirpe sacerdotale, che non credevano nella risurrezione ma sempre pronti ad andare contro Gesù.
Il brano di questa domenica raccoglie una storia inventata da loro per mettere in ridicolo Gesù davanti a tutti.
Purtroppo, come nei sadducei, anche in noi ancora oggi cerchiamo di ridicolizzare la religione, come se Dio non esistesse. Infatti, negare la risurrezione è negare l'esistenza di Dio.
Questa domenica Gesù ci dimostra il contrario. In Lui, il Risorto, ognuno di noi, ogni credente può abbandonarsi fiduciosamente. Siamo ancora nel mese di novembre. Mese in cui ricordiamo i nostri cari defunti. Ricordarli vuol dire rimanere uniti a loro che hanno fatto quel passaggio dalla morte alla vita (e non viceversa), perché il Dio in cui crediamo è il Dio dei viventi e non dei morti (così come si afferma nel Vangelo e nella prima Lettura).
Lasciamoci allora incontrare da Gesù, per sperimentare la bellezza del Dio vivente fin da adesso e poterlo gridare a tutti: Sì, io ci credo!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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