sabato 25 febbraio 2017

VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

In queste ultime domeniche, abbiamo ascoltato, anche se non in una maniera completa, il grande discorso della montagna (manca ancora il cap. 7, che possiamo leggere personalmente).
Questo grande discorso, iniziato con la bella pagina delle beatitudini, ha esplicitato nelle seguenti pagine una grande proposta di sano umanesimo e grande sapienza indirizzata ad ogni discepolo.
In questi giorni che precedono la quaresima (inizio il prossimo 1 marzo), siamo presi facilmente da ciò che è il carnevale e non solo, dimenticando il regno di Dio. Dimenticando che ogni giorno viene dalla bontà di Dio.
Questa domenica siamo invitati a guardarci attorno, senza affannarci. Facilmente siamo presi dall'ansia, come se chiamati a proteggerci da noi stessi, dove la psiche ci può condurre in situazioni pericolose. C'è bisogno di mettersi comodi, di respirare, per riequilibrare un nuovo assetto di vita.
C'è bisogno di fare delle scelte piene di fiducia in Dio, fino a non preoccuparsi per l'avvenire, perché "là dove è il tuo cuore, lì vi è il tuo tesoro" (Mt 6,21). 
La ricchezza di cui si parla non è quella di concupiscenza, egocentrica, che ci fa vivere da "idropici" e fa gola ai ladri, ma quella allocentrica, disinteressata, dove rientra tutto e tutti.
La vera ricchezza, continua Gesù, è Dio. Alza gli occhi al cielo e contempla perché il tutto sia sospeso in Dio. 
E' l'infanzia dello Spirito che dobbiamo vivere. Essa è "la confidenza e l'abbandono. La confidenza è la perfezione della virtù della speranza e imita l'atteggiamento dei piccoli che hanno fiducia nei loro genitori. Teresa trasferisce la confidenza che ella aveva nella mamma prima, nel padre e nelle sorelle dopo, alla sua relazione con Dio Padre" (A. Amato).
Cerchiamo allora di saper vivere, amando!. Gesù non vuole altro.

Buona Domenica nel Signore!

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sabato 4 febbraio 2017

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Siamo ancora dentro il grande discorso della Montagna, che abbiamo iniziato ad ascoltare domenica scorsa con il brano delle beatitudini.
Questa domenica Gesù, dopo averci detto di essere felici, ci dice che oltre ad essere tali bisogna essere sale e luce per tutti coloro che incontriamo nella vita di ogni giorno.
Come è al suo solito, Gesù prende spunto da quanto lo circonda. Questa volta usa due elementi essenziali alla nostra vita ordinaria: il sale e la luce.
Essere sale, vuol dire dare sapore ma anche preservare ciò che nella nostra vita vale e deve perdurare e sopratutto il sale è risposta a coloro che corrompono la vita, che seguono una moda sbagliata o malata. Sì, malata, perché sale e luce è sinonimo di sanità. 
Ora, questa sanità la attingiamo nel vangelo perché il vangelo è sale e luce alla nostra vita cristiana.
Vivere il vangelo è dare sapore a quanto crediamo. Vivere il vangelo è illuminare o gettare un raggio di luce su quanti necessitano dell'amore del Signore e far nascere un fiore su un cuore di pietra.
Essere sale e luce è la sorpresa di Dio per quanti desiderano incontrarlo. Impegniamoci in questo!

Buona Domenica nel Signore!

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