sabato 16 luglio 2016

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Continuiamo il nostro cammino verso Gerusalemme. Lo vogliamo fare tra "carità e preghiera" (lo collocazione del brano evangelico), perché possiamo cogliere l'essenziale per la nostra vita, per il nostro essere discepoli di Gesù.
Il Vangelo ci immette nella nostra situazione civile e religiosa, ovunque sia. Infatti, Gesù entra in un villaggio. E' il nostro villaggio, la nostra città. Qui facciamo gli onori di casa per un personaggio importante come Gesù. 
Bello!!! Ma è tutto? Non proprio. 
Sembra che con la presenza di Gesù in questo villaggio, si voglia precisare qualcosa di particolare. 
Tutti accorriamo per un personaggio particolare e tutti ci affrettiamo per rendere il soggiorno il più piacevole possibile. Solo che dimentichiamo che il personaggio che passa dal nostro villaggio e che accogliamo nella nostra casa è Gesù, è Dio. Solo ciò che è visibile col cuore riesce a capire cosa sta succedendo, riesce a fermarsi per ascoltare la Sua Parola. Capisce che il vero ospite non è il pellegrino ma l'ospitante.
Il brano evangelico di Marta e Maria, dell'azione e della contemplazione, non sono due modelli per due aspetti particolari della Chiesa. Sbagliato. Sono l'unico modello su cui il discepolo di Cristo deve fondare la sua vita, il suo servizio. Anzi,il servizio che renderà sarà tale solo se si parte dal suo stare ai piedi di Gesù. Diversamente, saremo una Marta tutta in agitazione e daremo ordini a Dio per agire secondo i nostri schemi.
Il fermarsi e riflettere,deve essere un modo per purificarsi dalle scorie della vita e guardare verso Gerusalemme e non verso Gerico. E' un andare dietro a Gesù e non al tran tran della vita, dove facilmente incapperemo nei briganti. 
La nostra vita di discepolato, di servizio è fatta tra carità e preghiera. E' un amore silenzioso a cui ci si educa stando ad ascoltare Gesù.
Chiediamo il dono dello Spirito Santo perché ci guidi alla Verità tutta intera per vivere da veri discepoli di Cristo il primato dell'amore.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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Video a cura di Gaetano Lastilla
immagine, fonte: www.chiesacattolica.it


sabato 9 luglio 2016

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

E' la domenica del buon samaritano. Chissà quante volte abbiamo ascoltato questa parabola. Forse mille e mille occasioni abbiamo avuto per scoprire in essa il volto misericordioso di Dio e il dramma dell'uomo.
C'è una domanda di partenza che pensa già alla meta: "cosa devo fare per ereditare la vita eterna?". Cosa lodevole. Ma il punto principale di partenza sono io, io col mio modo di vivere senza amore, senza misericordia.
Gesù va verso Gerusalemme. Io verso dove? La parabola ci dice che un uomo, scendeva da Gerusalemme a Gerico. In pratica andava dalla parte opposta di Gesù. Il suo orientamento non è l'amore, ma tutto ciò che è contrario. 
Andare contro l'amore, non amare, significa andare verso la morte. L'uomo infatti incappa in coloro che lo spogliano del suo vivere, lasciandolo tra la vita e la morte.
Ma non è solo quell'uomo ad andare nella parte opposta, verso la morte. Anche un sacerdote e un levita vanno contro la morte, si attaccano alle loro sicurezze, alla tradizione, e reagiscono dicendo che "tanto non c'è nulla da fare". Questi nonostante il loro credere in Dio, il loro svolgere un servizio religioso, non hanno viscere materne, di compassione, di misericordia.
Ci vuole il passaggio di uno straniero per far capire come si ama. Ci vuole il passaggio di un samaritano, di uno considerato impuro, per vedere chi è il prossimo nella nostra vita.
Il prossimo non è qualcuno da ricercare, il prossimo sono io ogni qualvolta che mi prendo cura dell'altro, del bisognoso.
"I cristiani sono coloro che sono stati soccorsi da Cristo, buon samaritano, che ha versato sulle loro piaghe il vino della consolazione e l'olio della speranza e si sono visti portare alla locanda che è la Chiesa" (Paolo Curtaz). 
Oggi siamo chiamati ad essere chiesa samaritana, diaconale. Battezzati con viscere misericordiose e non rubricisti o cristiani che sanno dire soltanto "Signore... Signore...".
Siamo chiamati ad imitare Cristo Gesù, il vero buon samaritano, per essere attenti e generosi verso le sofferenze e le miserie dei fratelli (Liturgia, Colletta), per sentirci veri discepoli di Cristo Servo.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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video a cura di Gaetano Lastilla