sabato 13 gennaio 2018

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Che cosa cercate?

Siamo ancora "nello stesso luogo", così come ci dice il Vangelo. Infatti, se ricordiamo, domenica scorsa eravamo con il Battista al Giordano per assistere al Battesimo di Gesù. Siamo ancora lì, in quel medesimo luogo e viene spontaneo dirsi che cosa ci stiamo a fare qui? cosa cerchiamo? Una domanda che si ripeterà sempre, fin quando daremo una giusta risposta. Il luogo non cambierà. Ci siamo affezionati, ma non cambierà la domanda: che cercate?
Per dare una risposta, l'evangelista Giovanni ci da delle indicazioni, tra queste ne sottolineiamo una: lo sguardo. 
Il Battista sta concretizzando la sua anima nello sguardo. Non è semplice. Infatti, è difficile anche tra due persone guardarsi negli occhi. Però, "Lo sguardo è il certificato di esistenza di chi guarda, non di chi è guardato" (Oliviero Toscani). 
Il Battista è colui che nella sua esistenza sa guardare oltre, guarda l'Agnello di Dio ed è capace di saperlo indicare agli altri. Tra il Battista e Gesù c'è una profonda relazione, un profondo sguardo; si guardano dentro. Si cercano. Si amano.
I discepoli a questo sguardo profondo,a questo tipo di rapporto non sono ancora pronti. Devono essere capaci di sapersi leggere dentro, aiutati dal Verbo. Per questo sgorga per loro la domanda iniziale: "che cercate?". La risposta è lapidaria perché per loro c'è stato l'annuncio, ma per avere quello sguardo interiore, devono dimorare in Lui. Hanno bisogno di stare con Lui.
Oggi la stessa cosa è si ripete per ciascuno di noi. Dimorare in Lui, non è una questione di numero di preghiere o di S.Messe,ma vivere questa interiorità che ci relaziona con l'Amore e ci fa vivere d'amore. Dimorare in Lui significa essere innestati a questo albero vitale per essere un'anima sola.
Ci dia il Signore la capacità di cercarlo sempre e di vivere con Lui questo profondità dello sguardo.

Buona Domenica nel Signore.


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venerdì 5 gennaio 2018

EPIFANIA DEL SIGNORE (ANNO B)

Celebriamo l'Epifania del Signore cioè la sua manifestazione a tutti. Già il giorno di Natale è una manifestazione di Dio, come pure la celebrazione di domenica prossima.
L'Epifania quindi non è la festa della befana, del carbone, dei cioccolatini o qualsivoglia di regali, ma è la festa dei cuori rinnovati, dei cuori che hanno incontrato il Signore.
L'Epifania è il giorno in cui ci muoviamo verso Cristo, per fare con Lui un cammino particolare. 
Quest'invito, questa festa è per tutti, perché l'Epifania è per tutti. Infatti, il Vangelo è per tutti e non riservato ad una cerchia di persone se no non sarebbe Vangelo. Non ci sarebbe la Lieta Notizia, una novità per il mondo, ma solo un mondo fiscale che stabilisce se sei dentro o fuori.
L'universalità del Vangelo è identificato con la presenza dei Magi, persone pagane venute da lontano per adorare Gesù!
La Manifestazione del Signore o la sua Epifania, è una festa straordinaria che annuncia ancora una volta che quel Bimbo di Betlemme non è un tesoro privato di Israele - popolo della promessa - ma è per tutti i popoli della terra, così come ripeteremo durante il Salmo responsoriale della Messa. 
Ma finisce tutto qui? No! Non si tratta di un proverbio che si mette in atto: "con l'epifania tutte le feste vanno via". Qui inizia la festa, perché inizia il cammino che parte da un incontro rinnovato, un incontro che si fa desiderio di incontrarlo, perché Lui è per tutti e non basta essere vicini per incontrarlo. 
Nel Vangelo descritto da Matteo, notiamo la differenza che usa l'evangelista nel cammino della fede tra luce ed ombra, tra i Magi ed Erode. Abbiamo la luce che i Magi accolgono e seguono e le tenebre in cui rimane immerso l’ansioso ed orgoglioso Erode insieme agli scribi e ai farisei.
Anche oggi abbiamo un Erode. Ognuno di noi, può essere Erode! Non basta essere nati in una nazione culturalmente cristiana, “fare delle pratiche religiose” o corsi teologici per essere cristiani. Non basta recitare rosari o preghiere varie, appendere immagine sacre in tutti gli angoli delle nostre case e nemmeno andare a Messa tutte le domeniche, per dirci uomini e donne di fede. 
Una cosa è fare i cristiani, altra è essere cristiani! 
L’accoglienza di Gesù nella nostra vita esige un sì, una partenza, un desiderio, una ricerca, un annuncio.
Come i Magi, alziamo lo sguardo a Cristo nostra stella. Scopriamone il Volto. Usciamo dagli schemi personali o tradizionali puntando lo sguardo oltre l'orizzonte. 
Come i Magi, entriamo in casa cioè in quel mistero del Bambino insieme a Maria e Giuseppe per contemplarne la piccolezza da vivere e non uccidere.
Dio ha un sogno... non facciamo l'Erode di turno che col disprezzo distrugge i sogni del cuore. 
Lasciamoci riempire il cuore di quella gioia che solo Dio sa donare e che nessuno può distruggere!

Buona Epifania del Signore a tutti voi!


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