sabato 22 settembre 2018

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

DI COSA ANDATE DISCUTENDO LUNGO LA VIA?


Anche questa domenica continua il discorso di Gesù sulla sua passione e morte con la "variante" della risurrezione. Variante, perché lo dimentichiamo; variante perché non vogliamo che Gesù muoia, che stia con noi, che avanzi per primo nelle nostre battaglie. Allora Gesù interviene dicendo: di cosa discutete lungo la via?
Una bella domanda. Ce la facciamo mai? In realtà non è una domanda in auge, ci piace fare altro tipo di domanda, magari egoistica e che esce da un credo religioso, una domanda utile alla nostra vita spirituale. Parliamo più facilmente (e malamente) degli altri che di Gesù. Facciamo fatica a mettere al centro della nostra strada Gesù! Ascoltare la sua Parola rientra in un secondo posto.
Forse è il caso di cominciare a partire anche da quest'altra domanda: quanto di umano e quanto di Divino ci sta in me? Ci scopriremo tutti sullo stesso piano e sulla stessa barca che è la chiesa. 
Scoprirsi tale dovrebbe aiutarci a fare un passo indietro per lasciare che Dio agisca nella nostra via. 
All'inizio di questa via ci stava la domanda: chi è Cristo Gesù per me? Forse ce ne siamo dimenticati. Questa domenica Gesù la ripiglia con un'altra domanda: di cosa discutete lungo la via?
Certamente Lui vorrebbe che parlassimo di lui e dell'opera di Dio e non di tante ciance e stupidaggini varie. Lo vogliamo anche noi?
Il brano evangelico termina con l'esempio della semplicità posta nel bambino. Si parte da questo: dalla semplicità. 
Lungo la via bando alle ciance. Certo può capitare. Ma siamo obbligati percorrere la via andando verso l'essenziale. 
Chiediamo allora il dono della semplicità, perché possiamo mettere al centro della nostra vita Cristo Gesù e la sua Parola e di saperlo imitare nel servirlo con amore!

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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sabato 15 settembre 2018

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

IL VERO MESSIA
È UN SERVO SOFFERENTE


In questi giorni abbiamo celebrato l'esaltazione della santa Croce e la Beata Vergine Maria addolorata. Credo due celebrazioni che anticipano e spiegano molto bene la liturgia di questa XXIV domenica Per Annum.
Nella nostra vita amiamo molto il chiacchierare. Sembra che chi non parla sia una persona fuori da un contesto sociale. Il contesto sociale, purtroppo, sta crescendo male e ognuno copia il comportamento dell'altro fatto di vocio e pregiudizi.
Anche al tempo di Gesù era così. Su di lui correvano voci e pregiudizi (e giudizi). Ci stava pure chi ne parlava bene e chi lo calunniava o lo odiava. In pratica ognuno dava una propria identità a Gesù. 
Il Vangelo di oggi trova un Gesù che "indaga": "la gente, chi dice che io sia?". E i discepoli si lanciano a raccogliere il sentire comune. A Gesù interessa proprio questo? Non pensiamolo nemmeno. Infatti usa un'escamotage per dire ai discepoli: "voi chi dite che io sia?". Cioè "io chi sono per te?". Domanda di sempre che ancora oggi, come abbiamo anticipato, non siamo in grado di rispondere (il vangelo registra un grande silenzio in merito) o tentiamo di dare risposta secondo il proprio sentire. 
Nel pensare a chi è Gesù vogliamo e continuiamo a rifiutare il suo essere "follia" e "scandalo". La logica di Gesù però non è la nostra. Forse ci può aiutare a capire questa logica quando siamo rifiutati, quando siamo traditi e pugnalati alle spalle, etc. allora possiamo sollevare lo sguardo alla logica di Gesù, quella logica che si chiama amore e che dall'alto della Croce, dove la Sacra Scrittura dice "pende il maledetto" (cfr. Dt 21,23; Gal 3,13) possiamo trovare una risposta da dare a Gesù e alla nostra vita.
Ecco perché la sola, la vera identità di Gesù è quella proclamata da Pietro: “Tu sei il Cristo”. Perché il suo amore, il suo essere servo non è una passeggiata. Chi professa la fede in Lui con lui deve salire il Golgota e insieme a Lui deve lasciarsi crocifiggere. 
Vivere il cristianesimo non significa essere dei farfalloni, non significa dare risposte perché possediamo la risposta di Gesù, ma professare con la propria vita che Gesù è il Cristo sofferente. Chiediamoci allora: come la viviamo?

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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