sabato 24 giugno 2017

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

In questa calura estiva, ci si ferma attorno al Vangelo per ascoltare un discorso particolare di Gesù. L'evangelista Matteo sottolinea più volte la paura. Sembra, allora, che Gesù richiami l'attenzione al tipo di paura da assumere.
Abitualmente la paura fa parte della vita. Oggi più che mai, ascoltando quanto succede attorno a noi, aumenta la paura. Ricordiamo che dal 2015 ad oggi in Europa abbiamo avuto circa 13 attentati terroristici.
Certo, dopo aver ascoltato una pagina evangelica simile, e pensando cosa succede attorno a noi fino ai nostri giorni, facciamo fatica a non aver paura. Per non parlare dell'aspetto economico che invade non solo le tasche ma anche le coscienze fino a spingere i deboli al suicido o a cancellarsi dall'anagrafe italiana per andare a vivere all'estero.
Come accennavo, Gesù però dice di non aver paura degli uomini ma di Dio. Di non aver paura di quelli che uccidono il corpo e che non possono salvare l'anima.
A questo punto è bene chiedersi: perché sono cristiano? Il cristiano è colui che nonostante le paure terrene, vive di Dio. In ogni circostanza mette Dio al centro della sua esistenza.
Mi capita di benedire anniversari di matrimoni. Coppie con cinquant'anni di vita insieme che non hanno paura di dire che hanno vissuto tra alti e bassi, ma sempre aggrappati a Cristo Gesù insieme a Maria sua madre.
Il cristiano, inoltre è colui che continua a rendere testimonianza di un amore assoluto di Dio. Troverà le mille difficoltà, persecuzioni, derisioni, così come l'hanno incontrata i vari profeti (cfr. I Lettura), ma colmi di una grande forza. Questa forza evangelizzatrice scaturisce dalla Croce. Infatti, in quella Croce troverà quelle persecuzioni che oggi starà vivendo in prima persona. In quella Croce troverà l'amore del Padre manifestato in Cristo morto e risorto.
Solo nell'amore misericordioso potrà trovare rifugio, conforto, e forza per continuare a testimoniare il grande amore per Dio nonostante tutto. Sarà tra coloro che un giorno si sentirà dire: vieni, benedetto dal Padre mio, ricevi in eredità il regno preparato per te...(Mt 25,34).

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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domenica 4 giugno 2017

DOMENICA DI PENTECOSTE (Anno A)

Siamo arrivati a questo cinquantesimo giorno - Pentecoste - Il Signore Gesù ci ha accompagnato, con i segni della croce e della risurrezione, fino a questa grande effusione dello Spirito.
Il suo Spirito è presente e sarà sempre presente nella nostra vita. E' lo Spirito di Dio, lo stesso Dio che si è incarnato, che ha vissuto tra noi (che continua a farlo) e che, fin dall'inizio, ha deciso di essere l'Emmanuele, il Dio con noi, fino alla fine del tempo.
Oggi, con questa grande effusione dello Spirito Santo, siamo chiamati a una grande responsabilità: ricominciare un nuovo cammino, al cui centro sta la missione di portare a tutti il perdono riconciliante. Non paura di starsene chiusi nei propri rosari o preghiere devozionali. Utili anche quelle, ci mancherebbe. Il cristiano, inondato dello Spirito, è l'uomo che va oltre, sostenuto dalla preghiera personale e comunitaria. 
Lo Spirito di Cristo ci conduce per via ispirandoci "gli stessi sentimenti che erano in Cristo Gesù", per offrirci nella nostra ferialità, la stessa capacità di operare il bene. Non siamo cristiani per fermarci in un "alabarè", ma per testimoniare Dio carità.
Usciamo allora dai nostri cenacoli, che ancora oggi ci lasciano lontani dalle scelte della vita (o li mascherano), rinchiusi in quella paura del rischio perché non crediamo nella potenza della Vita.
Facciamo in modo che circoli dentro e fuori di noi una nuova fiducia in Dio carità e la sua azione in mezzo a noi. Lo Spirito ci fa annunciatori di tutto questo, ricordandoci che Gesù è venuto per amore, per gli ultimi.
Questo è il messaggio della Pentecoste!

Buona Domenica di Pentecoste a tutti voi!

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