sabato 19 agosto 2017

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Fede e preghiera: è quanto incontreremo tra le pagine della Liturgia della Parola di questa XX domenica del tempo ordinario.
Chissà quante volte abbiamo sentito che i due aspetti della vita cristiana camminano insieme, mano nella mano. Diversamente, tante altre volte ci dimentichiamo di questo aspetto e ci areniamo in qualche angolo della nostra esistenza.
Questa fede, non dimentichiamolo, va celebrata, alimentata con la preghiera.
La donna cananea, una pagana, una non credente in Dio ci da' un modello di fede alimentata dalla preghiera.
Anzitutto esce dalla sua terra, dalla sua vita e va incontro a Gesù. Senza dimenticare che Gesù è il primo che va incontro all'altro. Nell'incontro, la donna, chiede perdono della sua vita perché Egli guarisca sua figlia, posseduta dal demonio. 
Gesù ha un comportamento strano: tace, non reagisce a questa fede, a questa preghiera e l'Evangelista ci dice per il fatto che era cananea e che Gesù era solo per Israele, popolo di Dio.  
I cananei erano acerrimi nemici di Israele. Gesù era venuto per il popolo di Dio e lei non ne faceva parte e tanto meno non era una sua discepola. I cananei erano considerati al pari dei cani e da tali venivano trattati. Anche alla donna Gesù ha dato della cagna.
Eppure il cuore di mamma, non ne vuole sapere di questioni politiche, sociali e religiose. Sa che Gesù può usare misericordia e si fida del suo istinto materno attraverso la sua fede.
Qui inizia una nuova svolta che aiuterà anche i discepoli nel futuro. La svolta è questa: nel regno di Dio non esistono figli e figliastri. Uomini o cani ma solamente quella fame da saziare, quell'amore da donare, quella misericordia da usare.
Qui è la semplice fede che conta perché è in grado di superare e toccare il cuore di Dio. Non si limita a un sapere teologia. Non fa parte di un ceto religioso, ma solo del cuore di Dio. Ecco perché Gesù dice: avvenga come desideri.
Gesù non da' le briciole ma tutto il pane. Egli sazia l'affamato, ascolta il grido del sofferente e guarisce.
Sarà la Chiesa di domani, dove tutti siederemo a mensa e Gesù stesso passerà a servirci, a saziarci.

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!

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immagine, fonte: http://www.la-domenica.it/

domenica 23 luglio 2017

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno A)

Con la calura estiva una passeggiata per i campi con Gesù, per capire meglio cosa vuol dirci non guasta mica la nostra quotidianità, anzi tutt'altro.
Il suo messaggio è rivolto alle folle; è rivolto ai discepoli; è rivolto a tutti. Tutti a prendere visione su "il Regno dei cieli è simile...". Ecco, questa passeggiata è fatta con delle parabole, delle similitudini o paragoni.
Questa passeggiata è un gettare lo sguardo in un orizzonte che spesso mettiamo da parte: noi stessi. Sì, che valore diamo alla nostra vita?
Gesù guarda spesso la nostra vita. E' amante della vita. E' la vita. Egli la guarda speranzoso, misericordioso, pazientemente...
E' una crescita che spesso si scontra con il male e da inesperti mandiamo in tilt tutta la vita, pensando di seguire il bene e invece seguiamo il male.
Dio ha messo un seme nel giardino del nostro cuore. Guardiamolo crescere, coltiviamo la bellezza, coltiviamo la bontà. Sta dentro di noi, non è lontano. Noi testardi (ecco il ripetersi delle parabole) vogliamo eliminare alla radice tutto: male e bene. Dio oggi ci insegna ad avere pazienza, misericordia, speranza, e soprattutto guardare coi suoi occhi la spiga di grano. Essa vale più della zizzania, più della graminacea. Il bene è più importante del male, la luce conta più del buio.
Questa è la preoccupazione del cristiano: far valere il bene perché tutto risplenda nella luce.

Buona domenica a tutti voi!

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immagine: www.ladomenica.it