sabato 9 dicembre 2017

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

«Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri»

In questa seconda domenica di Avvento, dopo aver accolto e celebrato Maria, ancora un personaggio entra in scena: Giovanni il Battista. Egli viene presentato come voce, precursore di Cristo Parola eterna del Padre.
L'evangelista Marco, prima di citarlo, ci riporta indietro, agli inizi della storia salvifica, facendo ricapitolare tutto in "Gesù, Cristo, Figlio di Dio". Infatti, quello che inizia a fare Marco non è altro che raccontare la storia di Gesù. Perché? Perché se questa entra nella nostra storia, nella nostra vita, nel nostro quotidiano, ecco che il deserto fiorisce, inizia un nuova pagina della propria esistenza, comincia una nuova vita. È un saper guardare il tutto con occhi nuovi, perché Lui è sempre pronto a ricominciare nuovamente con ciascuno di noi.
Ecco qui le profezie che troviamo nell'Antico Testamento che cominciano ad attualizzarsi: "voce di... preparate...". È la voce che grida nel deserto della nostra esistenza, dove tutto tace perché la vita è morta. 
In questo deserto, c'è qualcuno che ascolta? C'è qualcuno che vuole aprire gli occhi sulla realtà del mondo? C'è qualcuno che vuole ricominciare da capo? Ricominciare con Dio?
Giovanni, voce che grida nel deserto, ci viene in aiuto richiamando a denunciare il proprio peccato e facendosi "battezzare" per mezzo della semplice acqua. Piccoli semplici gesti per riprendere la strada con Dio. Piccoli gesti che devono scuotere le nostre coscienze per incontrare Gesù, colui che battezza in Spirito Santo e fuoco, per essere sostenuti dal segno sacramentale, su nuove vie, con il Signore.
Il tempo di avvento ci prepara a quest'incontro non per cantare merry christmas oppure jingle bells (nella maniera tradizionale o rock), ma per iniziare una nuova storia d'amore con Lui ("voce di... preparate..."), datore di ogni bene, dolce attesa e speranza per tutti, per la gioia del nostro cuore.
Giovanni Battista ha capito tutto ciò, ed ha trovato il suo posto nel cuore di Dio. E noi?

Buona Domenica nel Signore a tutti voi!


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immagine, fonte: http://la-domenica.it/ii-domenica-di-avvento-2017/


giovedì 7 dicembre 2017

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

 «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Celebriamo oggi una grande festa tra le feste mariane: il giorno in cui Maria fu concepita dai suoi genitori, Gioacchino e Anna, senza peccato, cioè senza la macchia della colpa originale.
I Padri della Chiesa del II secolo, come san Giustino († 163) e sant'Ireneo († c. 200), riconoscono la beata Vergine Maria come la nuova Eva, cioè la Donna nuova intimamente associata al Cristo, il nuovo Adamo (cfr. 1 Cor 15,45), nell'opera della salvezza.
La Parola di Dio ascoltata ci invita anzitutto a liberarci da ogni nostra preoccupazione, da ogni nostro peso, dal nostro peccato perché anche noi possiamo essere, con Maria, uomini e donne nuovi.
Siamo ancora all'inizio dell'Avvento (prima settimana) e già la Liturgia ci fa "gustare" questo personaggio particolare.
Già posta in quest'itinerario fin dall'inizio, la Vergine Maria ci viene in aiuto per capire meglio come vivere questo tempo di attesa, prendendo spunto dalla sua stessa vita. È particolare quanto leggiamo nel vangelo di Luca. Penso che lo sia stato veramente particolare per Maria, una ragazza adolescente di 14 anni.
Oggi, è ancora una volta presentata come l'Immacolata Concezione, cioé la tutta pura: il suo cuore, la sua mente, il suo corpo sono tutti di Dio, Ella è tutta di Dio!
La pagina evangelica la conosciamo tutti, la preghiamo o meditiamo nel primo mistero gaudioso: l’Annunciazione, quando l'Arcangelo Gabriele chiama Maria "piena di Grazia" e le annuncia la nascita del Redentore nel suo grembo Verginale, dopo aver dato il suo assenso a Dio che l'ha scelta dall'eternità ad essere la Madre del suo Figlio. 
Portiamo alla mente alcune battute dell'evangelista. Maria riceve il "Vangelo", cioè la buona notizia dell'evento inaudito che l'amore di Dio sta per compiere, realizzando così l'antica profezia (Is 7,14-17). Per questo la prima parola che Dio rivolge a Maria è un invito alla gioia: "Rallegrati!". Una parola che non fa altro che esultare. 
A questo invito segue un nome nuovo che Dio dà a Maria e definisce per sempre la sua identità: "piena di grazia" e non di grazie, come capita dire. 
Maria è stata ricolmata di ogni grazia e favore da parte di Dio, amata da Lui in modo superlativo e fuori misura, trasformata dal suo amore gratuito e resa accetta a Lui, immensamente piacevole, piena di Dio, fino a traboccarlo. L'altra espressione usata dall'Arcangelo è: "Il Signore è con te". Il Dio infinitamente buono e potente le assicura la sua vicinanza, la sua presenza intima. Questa prossimità di Dio a Maria, quest'amore di Dio a Maria a quando risale? Non l'avvolge soltanto nel momento in cui essa riceve l'annuncio dell'Angelo, ma molto prima: nell'istante del suo concepimento Dio si dona a lei e l'abbraccia con una tenerezza infinita. Anzi, prima ancora, perché da sempre Dio l'aveva pensata, sognata, scelta e preparata come un autentico capolavoro della sua sapienza e del suo amore. E Dio non ha ancora finito di stupirsi per quello che ha operato in Maria. 
A tutto questo Maria dice "sì", cioè dice accolgo tutto con responsabilità. Vivrò tutto con responsabilità. Metterò lo stesso amore che tu, mio Dio, hai dato a me.
Tutti in qualche maniera viviamo "il sesto mese". È il mese della fragilità umana, dell'umanità imperfetta e fragile. Non è ancora sette, ma in questa cifra vi è racchiusa la vocazione di Maria e nella vocazione di Maria vi è anche la nostra. 
Non è facile accogliere. Non lo è stato per Maria adolescente, figuriamoci per noi oggi con il nostro modo di essere, di fare, di avere. Maria si fida di Dio nonostante non abbia capito. A san Paolo Gesù stesso dirà: ti basta la mia grazia (2Cor 12,9). Maria capii subito quanto le bastava e accoglie la grazia. Accoglie l'essenziale: accoglie Dio.
La novità della fede in Maria è comprendere che una cosa sola ha realmente valore: la volontà e il progetto di Dio nella propria vita, e la prontezza di viverla: “Eccomi… avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1,38). 
Questo è un “sì” che si prolunga nel tempo, senza pentimenti e oscillazioni, ma solamente amando.
Chiediamo alla Vergine Maria di essere uomini e donne nuovi capaci di mettere fiducia in Dio per essere dono d’amore, per ripetere ogni giorno il proprio "sì", per essere anche noi, come Maria, un’immagine divina in questa nostra società.

Buona Festa dell'Immacolata a tutti voi!



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immagine, fonte: http://la-domenica.it/immacolata-concezione-2017/