giovedì 18 ottobre 2007

ANCHE TU SULLA STRADA DELL'EVANGELIZZAZIONE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!
Questa mattina ricordiamo un Evangelizzatore: san Luca, autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli.
In questo giorno in cui ricordiamo la sua nascita al cielo, siamo chiamati ad in missione per annunziare e sanare.
Il Vangelo di oggi (vedi Lc 10, 1-9), infatti, non fa altro che parlare di questo mandato ai settantadue discepoli. Attenzione, non parliamo dei Dodici, cioé degli Apostoli coloro che saranno per i secoli la colonna della Chiesa, ma dei discepoli, di noi che non siamo classe separata, ma unico corpo formato da diversa membra. Questo significa che le differenze non sono mica tante, perché l'obbiettivo è uno: amore per Dio e amore per il prossimo. Ecco perché li mandò a due a due, commenta san Gregorio Magno.
Questo brano di vangelo ci vuole ricordare che anche i discepoli sono stati incaricati e inviati dal Signore ad annunciare il regno di Dio. Il numero settantadue ricorda i popoli della "tavola delle nazioni" nel libro della Genesi; capitolo 10, in pratica tutti gli uomini della terra. I missionari di Cristo vanno a due a due per dare maggior credito alla loro predicazione, perché nella testimonianza di due o tre c'è la garanzia di ogni verità (cfr. Dt 17,6; 19,15).
Oggi più che mai rispetto all'estensione del campo e del raccolto che si annuncia, il numero degli operai del vangelo è sempre esiguo. Per questo in tante Diocesi, vengono istituite (da tempo) le Unità Pastorali perché la Parola di Dio possa arrivare con più forza a tutti. Certo questo significa dei cambiamenti, abolimenti di campanilismo, ma non certo amore per Dio e amore per il prossimo.
Il Vangelo ci invita ad andare con urgenza e andare tutti. I verbi sono imperativi: "pregate" e "andate" (v.3). La missione degli inviati non è facile, come non è stata facile per Gesù.
I messaggeri del vangelo sono per definizione portatori di buone notizie (cfr Is 52,7-9). Gesù li paragona agli agnelli, simbolo di mansuetudine, che devono andare in mezzo ai lupi, cioè in mezzo agli uomini violenti e assassini. Il loro compito è quello di portare a tutti, casa per casa, la benedizione e la pace. Gesù manda i suoi discepoli come il Padre ha mandato lui (cfr. Gv 20,21).
L'inizio di questo brano di vangelo ci invita a grandi cose: "La messe è molta" (v.2), cioè tutta l'umanità attende da noi il gioioso annuncio che Dio è Padre e vuole che tutti gli uomini siano salvati. Chi conosce il cuore del Padre è sollecito verso tutti i fratelli.
Oggi possiamo pregare ringraziando Dio per quante volte ha sparso i tesori di sapienza in mezzo a noi e continua ancora a farlo: Chiederemo, per l'intercessione di San Luca, un cuore capace di accettare pienamente l' "altro" che mi sta accanto o che lavora con me o che è con me sulla strada dell'evangelizzazione perché insieme possiamo portare il frutto dello Spirito: la pace, la gioia, la benevolenza.

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