lunedì 1 ottobre 2007

DIVENTARE COME I BAMBINI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

L'Ordine Carmelitano (sia antica osservanza che scalzi) è in festa per ricordare una giovane santa: Santa Teresa di Gesù Bambino, una santa che a tutti ha insegnato e continua a farlo, la piccola via che è quella semplicità.
La Liturgia proprone la scelta del brano evangelico. Faremo una piccola riflessione su Mt 18, 1-4.
"Chi è il più grande nel regno dei cieli?". E' una domanda che forse qualche volta, magari con altre parole, l'abbiamom ripetuta anche noi. Come al solito Gesù non risponde direttamente, ma compie anzitutto un gesto simbolico, che è già di per sé una risposta sconvolgente alle nostre prospettive. L'ordine delle grandezze è invertito, perché il bambino accolto si rivela essere Gesù in persona: "Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me" (v.5).
Cosa significa essere piccoli? Parliamo di conversione del cuore che parte dall'umiltà, dall'atteggiamento umile verso Dio (v. 3)
Quando ci scopriamo poveri e piccoli davanti a Dio, allora capiamo che la domanda posta all'inizio dai discepoli non ha più senso. "Chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli" (v.4). Il punto di arrivo di ogni vera conversione è il diventare come i bambini. Ciò non significa ritornare nell'infanzia o, peggio, nell'infantilismo, ma è un ritornare a mettersi davanti a Dio con tanta semplicità, come quella di un bambino di fronte al padre.
Questa è una esigenza della vita del cristiano e la santa di cui oggi festeggiamo la sua nascita al cielo, non ha fatto altro che parlare di questo durante la sua vita, in un periodo forte e problematico del cammino della Chiesa, e oggi con i suoi scritti e con le sue "visite" alle comunità cristiane continua farlo.
In cosa consiste questa piccolezza? E' una umiltà attiva, che ha in Dio la sua origine e che deve essere la base di ogni cristiano, di ogni comunità cristiana; è un cammino coraggioso che conduce verso il Calvario. Umiliarsi, diventare piccoli non è un ideale ascetico di timido nascondimento o di rassegnata sottomissione, ma un concreto servizio di Dio e del prossimo. Anche Gesù ha seguito questa linea. Egli non si è identificato con il grande e se Lui non l'ha fatto, perché dobbiamo farlo noi? Piccolo è colui che non conta, colui che serve. La base di misura dei cristiani non è la grandezza o la potenza, ma l'umiltà (v.4). Essa è un atteggiamento interiore che si manifesta all'esterno ed è il segreto per la buona riuscita di ogni rapporto comunitario. Colui che è piccolo è un vero discepolo di Cristo ed è un vero membro della comunità, perché non pone ostacoli all'accoglienza e alla costruzione del regno di Dio.
Preghiamo oggi santa Teresa perché ci aiuti a vivere questa piccolezza perché il nostro desiderio è continuare a stare con gesù anche nell'altra vita.
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2 commenti:

solopoesie ha detto...

FRA' VINCENZO
FRA' POCHE ORE E I LMIO ONOMASTICO( ANGELA) SE VIENE NEL MIO BLOG LE OFFRO UN PO' DI SPUMANTE E QUALCHE PASTICCINO?
L'ASPETTO? ......GRAZIE LINA

fra Vincenzo ha detto...

Ciao carissima, adesso prima che mi dedico per preparare delle riflessioni, passo da te per vedere il tuo blog ed accettare quanto mi offri.