martedì 30 ottobre 2007

LA VERA GRANDEZZA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!




Quante volte accade che ci si chieda se il Vangelo non è troppo debole per un mondo così forte? Non è troppo semplice per un mondo sempre più complesso?
Per capire, l'evangelista Luca ci propone di metterci in ascolto della parola di Gesù proponendoci due parabole: quella del granello di senapa e quella del lievito nella pasta (vedi Lc 13,18-21). Cosa significano questi due elementi? Immagini di grandezza, di potenza e di gloria ci accompagnano quando pensiamo ai regni umani e ai grandi della terra. Gesù viene ancora una volta a sconvolgere i nostri pensieri dicendoci che il Regno di Dio, infinito nella sua grandezza e in tutte le sue perfezioni e simile a un granellino di senapa gettato nell'orto. Che il regno di Dio prende forma, consistenza dalle cose piccole, semplici. Ossia il mondo di pace e di amore, di giustizia e di misericordia, che Dio vuole realizzare, inizia, appunto, come un seme o come un lievito. L'infinitamente grande diventa infinitamente piccolo!
Domenica abbiamo sentito una lezione di umiltà. Ancora una volta Gesù ci dice chiaramente che se volgiamo far parte di quel Regno di redenti e di salvati da Cristo dobbiamo sprofondarci negli abissi dell'umiltà vera, diventare come bambini, puri e semplici come colombe. Ci stupisce che poi questa ci venga indicata come la via certa per conseguire la vera grandezza agli occhi del Signore. Quel piccolo seme, quasi invisibile, diventerà un albero fecondo. È la grandezza che s'identifica con la santità. Ma per tanti questo discorso resterà duro. Sembra che la virtù dell'umiltà oggi sia quasi improponibile anche perché, tra l'altro, viene spesso confusa con la debolezza o la pusillanimità.
La seconda immagine del Regno è il lievito nella massa. Qui il linguaggio di Cristo diventa estremamente impegnativo per noi perché il lievito siamo noi, piccola porzione di eletti in una massa che attende di fermentare nel bene sotto gli impulsi convincenti del buon esempio. Per far questo non possiamo e non dobbiamo far affidamento nelle nostre forze, che risulterebbero inevitabilmente inefficaci, ma solo nella grazia divina che ci fortifica e feconda. Tanti hanno iniziato per primo a cambiare la storia del mondo e noi? Forse abbiamo paura di questa responsabilità?
Durante la nostra preghiera, soffermiamoci di più ad ascoltare la voce del Signore. Chiediamogli di essere come Lui desidera: seme e lievito per annunciare il Vangelo "senza mezze misure", ma integro.

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