domenica 9 dicembre 2007

ALZATI E CAMMINA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Il Vangelo ci presenta Gesù che "sedeva insegnando" (vedi Lc 5,17-26). Alla gente piaceva ascoltarlo. Qual'era il tema dell'insegnamento di Gesù? Parlava sempre di Dio, di suo Padre, ma ne parlava in un modo nuovo, attraente, diverso dagli scribi e dai farisei (Mc 1,22.27).
Un paralitico è trasportato da quattro uomini. La sicurezza e la naturalezza con le quali Gesù concede al paralitico il perdono dei suoi peccati porta gli osservatori a chiedersi chi è.
In quel tempo, la gente credeva che i difetti fisici (paralisi, etc.) fossero un castigo di Dio per qualche peccato commesso. Per questo, i paralitici e molti altri disabili fisici si sentivano rifiutati ed esclusi da Dio! Gesù insegnava il contrario. La fede così grande del paralitico era un segno evidente del fatto che coloro che lo aiutavano erano accolti da Dio. Per questo Gesù dichiara: I tuoi peccati ti sono rimessi! Ossia: "Dio non ti rifiuta!". Ecco perché appare loro come un impostore che ha l’audacia di pretendere di detenere l’autorità divina. L'affermazione di Gesù non coincideva con l'idea che i dottori avevano di Dio.
Gesù non risponde alla loro domanda lanciandosi in spiegazioni teoriche, ma agendo, cioè guarendo il paralitico. Ecco come Gesù offre al paralitico ed alle persone che lo osservano - come a noi oggi - la possibilità di capire la sua importanza: egli libera dalle sue sofferenze, dalla sua solitudine e dal suo handicap chi crede in lui. Lo fa uscire dall’ombra e dalle tenebre della sua esistenza per condurlo alla luce. Gesù gli fa dono della salute, di un coraggio nuovo e della comunità degli uomini. Grazie a lui, egli diventa un uomo nuovo.
Un tempo, come oggi, chi si rimette a Gesù con fiducia, e lo segue, sente sbocciare in sé delle possibilità insospettate - malgrado le deviazioni e gli abusi di questo mondo - sente che il regno di Dio arriva.
Oggi, fermiamoci a capire, confrontiamoci con la Parola. Mettiamoci nella posizione di coloro che aiutano il paralitico: siamo capaci di aiutare un malato, salirlo sul tetto e fare ciò che hanno fatto i quattro? Teniamo tanta fede? Qual è l'immagine di Dio che abbiamo in noi e che si irradia negli altri? Quella dei dottori o quella di Gesù? Dio di compassione o di minaccia? Chiediamo allo Spirito Santo il vigore necessario perché si sblocchi ogni nostra paralisi interiore e si possa camminare incontro al Signore con la forza stessa che ci viene da Lui. Preghiamo così: Vieni, Spirito del Signore, libera in me energie d'amore e desideri d'infinito perché, guarito nelle mie infermità, possa camminare speditamente lungo le vie della vita.

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