domenica 16 dicembre 2007

GESU': DONO PER TUTTI NOI

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Dal 17 al 23 dicembre, vengono cantate nei Vespri alcune antifone particolari. Cominciano tutte con l’esclamazione di ammirazione: “O” (da qui il loro nome popolare di “grandi antifone O”). Si tratta di invocazioni ardenti rivolte dalla Chiesa al suo Salvatore. Dom Geranger diceva che queste antifone contengono tutto il midollo della liturgia dell’Avvento. Queste grandi antifone cantano di volta in volta i diversi aspetti messianici del Salvatore Gesù.
Il Vangelo ci presenta la genealogia di Gesù (vedi Mt 1,1-17). Guardiamo con attenzione, mentre leggiamo. Questa genealogia parte da Abramo e si conclude bruscamente con Giuseppe. Di ogni personaggio, infatti, si dice che "è stato generato" e che, a sua volta, "generò", mentre per Giuseppe il discorso viene convogliato verso Maria: Giuseppe è lo sposo di Maria. È lui l'anello che ricollega Gesù a Davide, ma Gesù non è da lui generato. Giuseppe lo riceve da Maria. Maria, infatti, è la via che Dio ha scelto per attuare il suo disegno, l'arca santificata dallo Spirito in cui Egli ha preso dimora, ma Colui che la "abita" non viene da lei. Di suo ella ha messo la disponibilità, il "sì" che l'ha resa madre, ma Gesù resta dono per lei, per Giuseppe, per ogni uomo. Dono di Dio che continuamente si ripropone a ciascuno di noi!
Sì, quella genealogia continua a snodarsi lungo i secoli, includendo nuovi nomi, anche il mio, il tuo. "Il Verbo si fa carne nel nostro essere usandoci. Noi siamo per lui, affinché egli si sviluppi in noi. Egli non può vivere che di noi, di questo dono della nostra propria vita" (Augustin Guillerand).
L'avvento di oggi è come l'avvento di ieri: santi e peccatori che si intrecciano, ma tutti uguali davanti a Dio. Infatti la venuta di Gesù non è per una èlite di privilegiati amici di Dio. È il "figlio dell'uomo", di ogni uomo che, come Giuseppe e come Maria sappia dire il suo "sì", spalancando il cuore all'accoglienza umile, impegnata, fiduciosa. Questo perché l'avvento è di ogni persona che è capace di attendere e nell'attesa, è sospesa a quel "sì" che oggi può fiorire solo sulle nostre labbra.
Chiediamoci allora se sappiamo accogliere la silenziosa provocazione di Giuseppe e di Maria ? O cerco di esorcizzarla, circondandoli di un alone di grandiosità che mi esonera dall'imitarli? Preghiamo così: Signore, Figlio di Dio e figlio dell'uomo, che hai scelto di coinvolgerci nel tuo progetto di salvezza, rendimi docile e disponibile per quanto vorrai operare in me e attraverso di me. Donami il coraggio di pronunciare quel "sì" che tu attendi per renderti presente là dove sono chiamato a vivere e ad operare.

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