martedì 29 gennaio 2008

CHI HA ORECCHI ASCOLTI!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La Parola messa a nostra disposizione è all'insegna dell'ascolto (vedi Mc 4,1-20). L’evangelista Marco inizia col dire che Gesù “si mise ad insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca…” (v. 1)
Marco ambienta questo episodio del Vangelo sul riva del lago di Tiberiade. Ma anche se ci troviamo lungo il lago o “mare”, la parabola trae spunto dalla vita dei campi. Infatti, abbiamo un seminatore e del seme che cade su tipologie di terreni.
Forse, nel sentire il modo di semina ci può sembrare strano. Ma la parabola descrive il tipo di semina come avveniva in Palestina, ossia prima che il terreno venisse arato.
In questa ambientazione locale vi è l’imperativo dell’ascolto. La collocazione che l'evangelista Marco fa di questo imperativo: 'ASCOLTATE' è importantissimo. Lo pone come porta d'ingresso alle parabole del seminatore che è lui stesso e del seme che è la sua Parola. E ci provoca con interrogativo forte: "Se non comprendete questa parabola come potete capire tutte le altre?" (v.13). Ecco, per contattare il mistero del Regno di Dio e viverne, bisogna anzitutto coltivare un atteggiamento di ascolto. Per la Bibbia infatti, l’ascolto trova la sua pienezza nell’obbedienza alla Parola: «Ora dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi» (Dt 4,1).
La parola di Dio ci invita a dare “carne” alla Parola ascoltata perché qualifica la nostra vita di credenti fino a farci arrivare alla pienezza di «un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia» (Mt 7,24).
Tale impegno deve plasmare la vita del discepolo e, quindi, esige fedeltà e costanza: «Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza» (Lc 8,15).
Questa fedeltà e costanza alla Parola è via alla felicità: «beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28); una via che ci introduce nella famiglia di Gesù: «Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc 8,21). Anche il papa Benedetto XVI invita a questa familiarità, “ad acquistare dimestichezza con la Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia come una bussola che indica la strada da seguire”
Se no, stai nel vento delle opinioni, della mentalità tutta esteriorizzata di questa società che, a buon diritto, è stata chiamata da molti: 'la società del non-ascolto'. Indubbiamente si fanno mille e una cosa. E anche buone. Però quando la corsa al 'fare' compromette l' "ascoltare" si finisce per essere asserviti alle mode, all'istintualità che tende a porre al centro dell'agire l'ego e non Dio e il servizio dei fratelli. L'ascolto è, oggi, da riprendere con decisione nelle mie giornate, se non voglio lasciar perdere quella 'dimensione contemplativa' della vita che mi connota come uomo anzitutto, e poi come credente.

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