giovedì 6 marzo 2008

APPROFONDIAMO IL DESIDERIO DI LUCE E DI GIOIA CHE VIENE DA GESU'

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Nel Vangelo di oggi (vedi Gv 5,31-47), Gesù parla di una testimonianza da rendere ricordando il Battista. In questo brano Giovanni Battista viene identificato come la fiaccola ardente e luminosa, immagine che ci ricorda il canto del Salmista: "lampada ai miei passi è la tua parola" (Sal 119). Da queste parole ricaviamo la verità su Giovanni Battista che è stato luce per il mondo nella misura in cui si è fatto eco vivente della Parola di Dio, "voce" di uno che grida nel deserto. Ma ci portiamo dietro un problema. Gesù lo riassume tutto in quel "solo per un momento", dietro al quale, come cassa di risonanza, c'è l'amplificazione del peccato di idolatria del popolo di Israele (cf. la prima lettura Es 32,7-14), compiuto per infedeltà. Non siamo fatti solo per un momento di gioia, ma per una gioia eterna, una felicità che non passa, che rimane profonda e inalterabile lungo la vita di ogni giorno.
Quale la condizione per vivere questo non a parole ma nei fatti? Voler rimanere nella sua luce, perché molto più di Giovanni Battista abbiamo nel Signore Gesù, Verbo incarnato di Dio.
Forse ci si può rimproverare di non aver ricevuto Gesù e i suoi messaggeri, mentre riceviamo qualunque passante che arriva con la sua teoria (teoria a volte strana) perché è interessante, alla moda, esotica, o perché lo scetticismo che essa comporta si presta all’edificazione della nostra gloria...?
A volte semplicemente ci vergogniamo di credere e di cercare di incontrare Dio nell’antico cristianesimo.
Preghiamo per il dono della fede, della speranza e della carità, per vedere in Gesù il Figlio di Dio e per essere a nostra volta trasformati in figli di Dio, divinizzati nell’unione con il Figlio Unigenito.

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