venerdì 2 maggio 2008

CHI E' GESU' PER ME?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Celebriamo la festa dei santi Filippo e Giacomo , e osservando il Vangelo, c'è una domanda che salta fuori come punto di incontro tra fede e vita, come mezzo per capire a cosa siamo chiamati. La domanda è: "Da tanto tempo sono con voi e non mi avete conosciuto?" (vedi Gv 14,6-14).
Nell'osservare questa domanda, mi viene spontaneo dire che è normale per Filippo, a nome dei discepoli, chiedere: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Il motivo è semplice. Il cuore dell'uomo, è sempre un cuore in ricerca, che chiede, che vuole vedere, sentire, esprimere e sarà sempre così. Ma dobbiamo volgere questo cuore verso Colui che ci dona quella saggezza necessaria per camminare e vivere la spiritualità del cammino in continua ricerca e sempre più vicino al Signore Gesù.
Anche i santi Filippo e Giacomo hanno vissuto questa spiritualità, che, nel ricordarli, ci permettono di tornare alle radici della fede, di fissare lo sguardo sulla concretezza della fede; queste persone che sono esistiti avevano un volto, un tono di voce, un carattere, una famiglia, dei sogni, delle paure, così come ciascuno di noi.
Gesù stesso ci dice, in pratica, che nonostante possa accadere davanti ai nostri occhi o al nostro cuore, non dobbiamo pensare a un Dio lontano, ma sempre vicino al cuore di tutti. Chi vuole sapere come e chi è Dio Padre, basta che guardi Gesù. Lui lo ha rivelato nelle parole e nei gesti della sua vita! "Il Padre è in me ed io sono nel Padre!".
Attraverso la sua obbedienza, Gesù si è identificato totalmente con il Padre. Lui faceva ogni momento ciò che il Padre gli mostrava di fare (Gv 5,30; 8,28-29.38). Per questo, in Gesù tutto è rivelazione del Padre! Ed i segni o le opere sono le opere del Padre! Come dice la gente: "Il figlio è il volto del padre!" Per questo in Gesù e per Gesù, Dio sta in mezzo a noi.
Sia la nostra preghiera allora non un atto pretenzioso, ma quella ricerca del volto del Signore, perché "Dio è Amore. Chi volesse definirlo sarebbe come un cieco che vuole contare i granelli della sabbia del mare" (Giovanni Climaco).
Preghiamo sempre così: Mostrami il tuo volto, Signore!

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