sabato 10 maggio 2008

IL DONO DELLO SPIRITO SANTO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Siamo arrivati alla domenica di Pentecoste. Una celebrazione che è nata come la festa del raccolto. Ma con Gesù si cambiò celebrando la festa come un dono, per la precisione: il dono dello Spirito Santo.
La Parola di Dio di questa domenica ci fa saggiare la forza dello Spirito Santo su tre dimensioni, come tre sono le letture che ascolteremo.
Il racconto degli Atti (vedi At 2,1-11) ci dice che dove c’è lo Spirito si crea un legame tra la capacità di parlare la lingua dell’altro e quella di annunciare le grandi opere di Dio “li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”. Non solo la capacità dell’annuncio di fede, e neanche, da sola, la capacità di comunicare con l’altro, il lontano, lo straniero che possiede un’altra lingua. Ma un annuncio che va insieme alla capacità di farsi vicino all’altro. Nella seconda lettura tratta dalla lettera di Paolo ai cristiani di Corinto (vedi 1Cor 12,3-7.12-13), si può riconoscere l’invisibile presenza dello Spirito. Gli occhi di chi è abitato dallo Spirito sono capaci di uno sguardo che tiene insieme il rispetto per la varietà dei carismi, dei ministeri, delle caratteristiche plurali delle persone e delle situazioni, in parole povere viene qui viene definito lo Spirito Santo come il collante, che raccoglie tutti in unità.
Un terzo segno della presenza dello Spirito Santo è quello del Vangelo (vedi Gv 20,19-23), quando ci racconta della capacità di Gesù di partecipare le sue cose agli altri. Infatti Gesù non fa altro che dare se stesso fino alla morte di croce ed è dall'alto della croce che “diede lo Spirito” (Gv 19,30).
Per Gesù donare lo Spirito è anche donare tutto ciò che gli appartiene, facendo entrare nel senso della sua vita gli altri, aprendo quel senso, che è ciò che di più personale, specifico esiste in lui come in ogni persona. Il dono dello Spirito, in Gesù, diventa così dono di ciò che di più personale e proprio egli ha ed è, ad altre persone.
Lasciamoci allora invadere dalla presenza dello Spirito Santo. Nella preghiera coltiviamo lo spazio interiore perché lo Spirito Santo faccia la sua parte nella nostra vita e ci conduca per le vie di Dio.



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