martedì 24 giugno 2008

IL CRISTIANO SI RICONOSCE DALLE SUE OPERE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

La Parola di Dio è sempre attuale insieme agli avvertimenti che ritroviamo questo mercoledì (vedi Mt 7,15-20). Ma c'è qualcuno che ascolta?
Facciamo veramente una grossa fatica ad ascoltare. Oggi mi sembra un "arrampicarsi sugli specchi". Non siamo soddisfatti e andiamo non solo in chiesa, ma in particolare da maghi, cartomanti, etc. Ma anche in chiave strettamente religiosa abbiamo le fuorvianze, legandoci a sette o cose simili.
C'è infatti, nella cultura attuale, un proliferare di proposte pseudospirituali, spesso all'insegna del magico e dell'equivoco.
Come discernere il vero dal falso? Gesù suggerisce come criterio di discernimento l'osservazione dei frutti. Quante volte nella nostra vita osserviamo i frutti, sia quelli che compriamo e sia quando si trovano ancora sulle bancarelle. Il frutto spesso si presenta bello fuori ma cattivo dentro.
Quello che vuole dirci Gesù dice è la conformità al Vangelo e alla retta tradizione della Chiesa. S. Ignazio di Antiochia diceva: "L'albero si riconosce dal suo frutto: così chi professa di appartenere a Cristo si riconosce dalle sue opere. E' meglio essere cristiano senza dirlo, che dirlo senza esserlo".
Il frutto è varietà di colore, pace profonda del cuore, è la verità sempre strettamente saldata alla carità: una verità che si dissocia da tutto ciò che è subdolo, equivoco. Tutto ciò che è contrario alla carità, il suo albero è cattivo.
Quando ci fermiamo per meditare, pregare cerchiamo di guardare nel silenzio del cuore chi seguiamo, chi ascoltiamo. La libertà arriva a noi se si segue Cristo Gesù. Preghiamo così: "Gesù, sei tu la mia libertà. Se vivo unito a Te, albero di vita, porterò io stesso frutti di libertà e di amore autentico".

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