sabato 7 giugno 2008

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

In questa domenica la liturgia ci invita a scoprire ancora di più e a riconoscere con gratitudine l'infinita misericordia che Dio continua ad elargire a ciascuno di noi.
Nel brano evangelico di questa domenica troviamo una chiamata (vedi Mt 9,9-13). Già questa parola per tanti significa diventare frate, suora, prete. Invece no. Perché tutti siamo chiamati dal Signore a qualcosa di particolare. E' vero nel brano del Vangelo troviamo un uomo, un pubblicano, chiamato da Gesù a seguirlo nelle sue vie misteriose. Ma in questo episodio del Vangelo, se mettete un po' di attenzione, la vera chiamata è alla conversione, alla misericordia: una chiamata degna di tutti e per tutti a qualsiasi età.
Riprendendo Osea, Gesù dice: "Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti". Questo significa che il rapporto tra Dio è l'uomo è storia d'amore: la storia della salvezza è storia d'amore. Se il nostro amore per Dio "è come una nube del mattino, come la rugiada che all'alba svanisce", il Suo amore per noi è come la pioggia d'autunno e di primavera: regolare, lenta, tenera, penetra lentamente la terra e la feconda. Noi amiamo Dio dandogli qualcosa di noi: sacrifici e olocausti; Egli invece ci dà se stesso, tutto se stesso. Ecco perché ci viene detto "misericordia e non sacrifici". Nessuno di noi può più dire: io non faccio male a nessuno, non rubo, non critico, non calunnio, anzi prego, vado a messa... "affrettiamoci a conoscere il Signore" (vedi Os 6,3-6), Egli non conta ciò che non facciamo per essere buoni, ma ciò che facciamo per essere AMORE, ciò per cui ci ha creati!
Preghiamo silenziosamente lasciandoci fecondare dall'amore fedele di Dio e meditiamo queste parole di raccomandazione di Isacco di Ninive: Fratello, ti raccomando questo: che in te il peso della compassione faccia pendere la bilancia fino a che tu senta nel tuo cuore la stessa compassione che Dio ha per il mondo.






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