lunedì 7 luglio 2008

ANCHE NOI COME GESU'!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Se prendiamo in mano il Vangelo secondo san Matteo, troveremo prima del brano Mt 9,32-38, la guarigione di due ciechi. Leggendo il nostro testo, troveremo un muto che viene guarito. Tutte e due i brani fanno parte del compimento della profezia messianica, annunciata da Isaia (Is 29,19; 35,5-6; 61,1), e confermata nella risposta data a Giovanni Battista che si preoccupa della situazione e delle azioni di Gesù (Mt 11,1-5). Non diamo una risposta diagnostica alla situazione del muto, perché qui non importa, infatti la Bibbia conosce la relazione che esiste tra guarigione e salvezza, e conosce le influenze negative che hanno le persone malate, ma quanto fa Gesù per lui che è stato anche allontanato dalla comunità. Gesù si avvicina al malato e concede ai malati, ai solitari, agli isolati, il calore di un aiuto umano e fa loro sentire così un po’ della presenza salvatrice di Dio. Quest'atteggiamento di Gesù è raccomandato da quanti sono ispirati da Lui.
"Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità".
In queste parole troviamo il senso del Regno di Dio; è la vittoria di Cristo sul male, in ogni sua manifestazione da parte del demonio. Tutto mira a ridare libertà e dignità all'uomo da ciò che l'affligge nell'anima e nel corpo.
Il mutismo ha le sue evidenti conseguenze fisiche in chi ne è afflitto, ma nel cuore dell'uomo incide in maniera profonda perché privo di un mezzo indispensabile per comunicare con i propri simili e con lo stesso Dio.
Ecco perché ci viene detto che siamo esseri dialogici, in quanto il Padre celeste ci ha creato così e la preghiera è il mezzo, il vincolo che ci ricongiunge a Dio.
Ma non a tutti è dato di capirlo come ai farisei non comprendono e non vogliono comprendere l' "opera" di Cristo e cercano di insinuare nella folla l'idea che egli scacci i demoni "Per opera del principe dei demoni". Che vi siano poi degli uomini che vogliono paralizzare l’opera di salvezza di Dio fa parte del corso delle cose; non è sicuramente per caso che essi si trovano menzionati, in san Matteo, poco prima del passo in cui Gesù manda gli apostoli. Ma Gesù ha tutt'altro in mente. Anzi continua a guardare il cuore della gente e li trova sfiniti, stanchi, senza pastore. Anche qui Gesù trova una sua soluzione e desidera che si estenda ovunque: "Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe". Il campo, la vigna, il regno, la chiesa richiedono il nostro indispensabile contributo personale di energie da spendere senza riserva, ma alla fine sappiamo che prima di essere un nostro compito, è opera di Dio stesso, che feconda e fa germogliare i semi.
Preghiamo quest'oggi per la propria vocazione e per la vocazione degli altri.

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