giovedì 10 luglio 2008

Nulla anteporre all'amore di Cristo (San Benedetto)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Vivere uniti a Cristo è il segreto di una vita feconda e felice. Oggi ricordiamo san Benedetto da Norcia, un uomo innestato nella vera vite del vangelo e che ha dato frutti che ancor oggi fanno sentire la loro fragranza in tutto l'Occidente.
Il Vangelo di questa festa liturgica (vedi Gv 15,1-8). Questa parola è il cuore di una vera vita cristiana. San Benedetto, l'ha vissuta a fondo, proponendola anche ai suoi seguaci.
In questo brano, ciò che va sottolineato della parola di Gesù è la correlazione del "rimanere" e il "portare frutto". "Rimanere" Non è un "rimanere" qualunque e comunque, significa curare quella dimensione contemplativa che opera unificazione e pace dentro e fuori di me. È un "rimanere in Gesù", un apprendere a dimorare alla sua Presenza, per portare frutto, cioé vivere in una dimensione attiva, testimoniare il vangelo con la vita di tutti i giorni. Il fruttificare, infatti, viene da questo mio mettere radici nella Parola di Gesù, ogni giorno, direi ogni ora. Nel senso che tutto nella giornata: in quello che penso, decido, parlo e opero, io ho da lasciarmi vivificare e plasmare dalla Parola, soprattutto da quella che ho meditato e pregato al mattino.
Però non teniamoci, come al solito, distanti pensando: “Sono i discepoli ad essere coinvolti, o, tutt’al più, i santi come Benedetto, che Dio ha chiamato a realizzare una grande opera”. Il Testo sacro, il Vangelo non è solo un libro di storia, ma tutto rimanda a ciascuno di noi, alla nostra storia di oggi. Tutti, come quanti ci hanno preceduto, siamo implicati nella storia. Quante volte abbiamo rifiutato l'invito di entrare in questa storia di Dio e nostra: eppure la redenzione ha luogo qui e ora, oggi. Non è in teoria, ma nell’istante stesso che Gesù ama, agisce e parla. Ciò che importa è che io alzi gli occhi per vedere cosa accade. A cosa serve, se qualcuno mi perdona in teoria ma non nel suo cuore, né ora? La pratica di Gesù ci mostra una cosa: egli è andato incontro a tutti. Il suo invito valeva per tutti. Non debbo, dunque avere paura. Non sono tenuto a diventare prima un uomo a posto, posso venire quale sono. E, per una comunità, ciò significa semplicemente poter esistere anche con le proprie debolezze.
Preghiamo perché il Signore ci fortifichi nella fede: Signore, Tu non pretendi che io sia un albero forte. L'albero forte, la vite feconda sei Tu! Mi chiedi solo di essere un tralcio che rimane in te nell'ascolto della Parola perché Tu possa rimanere in me con le tue energie d'amore. Per esse purificami sempre, perché io fruttifichi nel tuo Spirito amore e pace per quanti avvicino.

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