sabato 9 agosto 2008

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Leggendo l'episodio evangelico, che la liturgia domenicale ci propone, sembrerebbe ovvio concentrare tutta l'attenzione sulla potenza di Gesù che cammina sulle acque e che la sua parola calma la tempesta del mare. Però dietro a tutto questo non sta una potenza ma una debolezza: la mancanza di fede. Sono due gli orientamenti che possiamo cogliere: la preghiera solitaria di Gesù («salì sul monte, solo, a pregare») e la poca fede di Pietro («uomo di poca fede, perché hai dubitato?»).
Per quanto riguarda il primo è una domanda alla base di tutto: quale il mio rapporto con Dio?
Sì, è una domanda da farsi perché la fede è un dono di Dio. Anche Gesù nel suo ritmo incalzante della giornata, ha sempre trovato il tempo per la preghiera.
La scena che notiamo dalla prima lettura è quello di una fede illusoria perché al centro di tutto non c'è Dio ma io. Il profeta Elia deve fare un bel cammino per scorgere Dio e, non lo incontra più in quelle manifestazioni teofaniche, ma in una brezza leggera.
Carissimi/e, la nostra vita e la vita della Chiesa è come una barca nella tempesta. Anche noi, come Elia, come i discepoli, ci sentiamo spaventati, soli, abbandonati alle nostre sofferenze e angosce... la nostra fede vacilla e ci lasciamo avvolgere dalle mille illusioni. E invece, proprio quando Dio sembra assente, è più presente che mai e si rivela a noi nelle forme più silenzione e meno appariscenti.
La barca sballottata dal mare, la paura dei discepoli, le parole di Gesù e il grido di Pietro, tutto questo fa capire che l'episodio vuole essere un simbolo della comunità cristiana alle prese con le difficoltà. Ma nessuna paura: c'è il Signore. L'importante è aver fede e pregare come Pietro: «Signore, salvami!». Si noti il dialogo fra Pietro e Gesù. Pietro cammina sulle acque come Gesù, ma non per potenza propria. La sua possibilità dipende unicamente dalla parola del Signore («vieni!») e la forza sta tutta nella fede. È questa una grande lezione per tutti. Aggrappato a questa fede, il discepolo può ripetere gli stessi miracoli del Signore. Ma se questa fede si incrina («uomo di poca fede, perché hai dubitato?»), allora il discepolo torna ad essere facile preda delle forze del male. Il dubbio, di cui qui si parla, non è il dubbio intellettuale intorno alle verità della fede, ma la mancanza di fiducia di fronte alle difficoltà della vita.
Preghiamo il Signore perché si faccia presente nella nostra vita e ci aiuti a riconoscerlo negli avvenimenti che animano la nostra quotidianità.


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