domenica 5 ottobre 2008

FAMMI DIVENTARE AMORE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


La Parola ci porta un fatto di cronaca, una cronaca che raccoglie un mettere in inganno Gesù ma che si capovolge in una chiamata alla vita (vedi Lc 10,25-37).
È tra le pagine più conosciute del Vangelo. Essa riassume bene la situazione di questo nostro mondo e assieme traccia chiaramente qual è la vocazione della comunità cristiana e di ogni singolo discepolo. Quell'uomo mezzo morto lasciato ai margini della strada rappresenta la nostra povertà e miseria, quei poveri allontanati e abbandonati ai margini della vita, cose che facciamo tutt'oggi.
Il Vangelo ci insegna a vedere quell'uomo mezzo morto, abbandonato da tutti, come fratello del Signore e nostro amico. Ci insegna a guardare con amore. Il comandamento dell'amore è il cardine dell'Antico e del Nuovo Testamento. Definisce la verità dell'uomo nella sua relazione con Dio, con gli altri e con se stesso (Dt 6,4 ss; Lv 19,18). La morte prodotta dal peccato è l'incapacità di amare. L'uomo è creato per amore ed è fatto per amare; se non ama è fallito. Tutto il mondo non vale un atto di amore. "E' più prezioso per il Signore e per l'anima, e di maggior profitto per la Chiesa, un briciolo di amore puro che tutte le altre opere insieme, anche se sembra che l'anima non faccia niente" (San Giovanni della Croce).
Il problema fondamentale dell'uomo è la vita eterna. Ma ciò che conduce alla vita eterna non è il semplice sapere qual è il comandamento più grande, ma il metterlo in pratica: "Fa' questo e vivrai", "Va' e anche tu fa' lo stesso". L'interrogativo messo in bocca al dottore della legge è una domanda di "orientamento" e orientarsi, nell'esperienza di ogni battezzato, è "girarsi verso oriente", a est, là dove sorge il sole. Ma Gesù fa compiere al suo interlocutore uno scarto, spostando la domanda dal "che fare" al "cosa leggere nella Scrittura". Infatti, è nella Scrittura, nella Parola, che si trova la luce di orientamento di cui ogni uomo ha bisogno per crescere e essere guidato nel desiderio di avere una vita piena. E' Gesù stesso, dunque, che orienta il cammino di ricerca come cammino "in profondo", come introduzione alla vita interiore, nell'ascolto orante della Parola. E' solo in questo luogo interiore e profondo che la vita dell'uomo può schiudersi al compimento di tutta la Legge, l'amore: perché l'amore non è realtà da conquistare con l'affannarsi del nostro fare, ma dono da ricevere, da "ereditare" come figli nel Figlio.
Preghiamo così: Signore, dammi uella forza per orientare il mio cammino nell'incontro "notturno" con te. Che la tua Parola sia luce ai miei passi e che mi trasformi in amore. Amen.

1 commento:

pasquale ha detto...

CIAO FRA VINCENZO, COME VEDI TI VENGO A TROVARE ED A LEGGERTI, FORSE PER TROVARE QUEL PO DI SPIRITUALITA'CHE IN QUESTO MONDO MATERIALE SI E'UN PO'PERSO,AMO SAN FRANCESCO PRINCIPALMENTE PERCHE'SI PONEVA E SI PONE DA ESEMPIO LUI NON GIUDICAVA MA OPERAVA PER QUESTO CI HA LASCIATO L'ESEMPIO PIU'FULGIDO DI AMORE E SACRIFICIO,PACE E BENE!