domenica 12 ottobre 2008

OLTREPASSARE DIO E IL SUO MISTERO

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il vangelo di oggi ci presenta un’accusa molto forte di Gesù contro i farisei e gli scribi(vedi Lc 11,29-32) . Volevano che Gesù desse loro un segno, perché non credevano nei segni e nei miracoli che stava realizzando. Quest'accusa di Gesù continua nei vangeli dei prossimi giorni.
Gli scribi e i farisei, dice Matteo, cercano un segno da Gesù. Vogliono che lui realizzi per loro un miracolo per rendersi conto se era il mandato da Dio, come loro lo immaginavano. In pratica andavano in cerca di un Messia che rispondesse ai loro criteri. a Gesù non si sottomette a tale richiesta. C'è un atteggiamento che Gesù assume dietro queste richieste, atteggiameno che è descritto meglio dall'evangelista Marco: "trasse un profondo respiro" (Mc 8,12). Gesù osserva una profonda cecità e non da nessun segno a chi non vuole aprire gli occhi del cuore per una giusta conversione. Ciò che Gesù denuncia della sua generazione è una fede del tutto superficiale. Sono folle quelli che lo seguono, ma la maggior parte di quella gente fatica a convertire il cuore, a cambiare la mentalità e la vita. Ciò che gioca molto (e non certo solo all'epoca di Gesù) è la smania di avere immediate sicurezze. Si cerca un segno. Magari appariscente, spettacolare. Gesù smentisse questo modo di riportarsi a Dio, al suo Mistero. Vuole una fede autentica e robusta. Il segno c'è. E' lui stesso nel segno di Giona: “Poiché come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione”. Il segno è la risurrezione di Gesù. Questo è il segno che, nel futuro, sarà dato agli scribi ed ai farisei. Gesù, da loro condannato a morte e ad una morte di croce, sarà risorto da Dio e continuerà a risorgere in molti modi in coloro che credono in lui. Il segnale che converte non sono i miracoli, ma la testimonianza di vita!
Entriamo silenziosamente nel mistero di Dio. Cogliamo la nostra debolezza, invochiamone la guarigione. Preghiamo così: Gesù, mio adorato Crocifisso e Risorto, consenti anche a me, come a Tommaso, di toccare le tue piaghe e il Tuo costato trafitto. Concedi anche a me, come a Maria Maddalena, di aprire gli occhi del cuore sulla Tua realtà di Risorto. Che io sia rafforzato dall'entrare, con fede, nel Tuo Mistero pasquale: l'unica segno che conta!


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