mercoledì 10 dicembre 2008

CHI E' IL PIU' GRANDE NEL REGNO DEI CIELI?

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Nel vangelo di oggi (vedi Mt 11,11-15), Gesù, dà un'opinione su Giovanni Battista. Paragonato con le persone del Vecchio Testamento, non c'è nessuno più grande di Giovanni. Giovanni è il più grande di tutti i profeti! Ma paragonato con il Nuovo Testamento, Giovanni è inferiore a tutti. Il più piccolo nel Regno è più grande di Giovanni! Come capire questa qualificazione apparentemente contraddittoria che Gesù fa di Giovanni?
In questo giudizio di Gesù sul Battista, la sua grandezza non consiste soprattutto nell'austerità della sua vita e nella fortezza del suo carattere, ma nell'aver preparato la via davanti al Cristo. Israele si aspettava che il profeta Elia ritornasse prima della venuta del Figlio dell’uomo, per preparargli il cammino. Giovanni Battista è inserito nella linea di continuità con i profeti dell'Antico Testamento, i quali hanno preparato la via a Gesù. In questo senso è il più grande: perché in lui l'attesa d'Israele trova il suo compimento. Ma c'è qualcosa di nuovo che spezza il modo di pensare. Questa rottura si chiama Regno dei cieli ove vi entra solo il più piccolo. Il più piccolo è visto come colui che si fa vicino agli uomini in Gesù; in questo senso il più piccolo nel regno dei cieli, cioè il discepolo di Gesù, è più grande di lui. Questa piccolezza ardeva fortemente in santa Teresa di Lisieux, a tal punto che non era mai soddisfatta. Si passa così dalla realtà umana (lo stato di figlio nato da donna) alla realtà divina (lo stato di figlio del Padre) che solo i piccoli possono comprendere.
L'interpretazione cristiana del Battista identifica Giovanni con l'atteso Elia quale precursore del Messia (Ml 3,23-24; Sir 48,10). Il rifiuto del Battista da parte degli scribi e dei farisei è intimamente legato col rifiuto di Gesù da parte degli stessi (Mt 11,19). Chi rifiuta il Messia, rifiuta anche colui che l'ha preceduto. Il destino del Messia è anche il destino del suo precursore (Mt 17,12).
Questa parte del discorso si conclude con un grido di risveglio invitando all'ascolto, per far capire che il Battista è quell'attesa biblico-giudaica del ritorno di Elia, quale precursore immediato del Messia.
Preghiamo con le stesse parole che la liturgia ci offre: Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo perché prepari le vie del tuo unico Figlio, e per il mistero della sua venuta possa servirti con la santità della vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

2 commenti:

solopoesie ha detto...

FRA VINCENZO
SONO QU^ PER AUGURARLE UNA FELICE GIORNATA!! ANCHE SE PIOVE!!!

LINA

solopoesie ha detto...

Fra
Vincenzo grazie del commento che mi ha lasciato ,
Anche da lei piove vero?
Putroppo L'inverno non è una stagione che si preferisce ma.....
persino una stagione ostile, ruvida e cupa come l’inverno può diventare occasione di pensieri luminosi:
trovarsi sotto alberi bianchi e splendenti di neve, in un viale ai confini del tempo, e immergere lo sguardo nell’accecante candore circostante,
è un’incantevole fantasia.

Che ci fa comprendere una verità antica quanto il mondo,
ma forse troppo spesso dimenticata:
nulla è mai come appare, e ciò che sembra brutto può nascondere segreti d’infinita bellezza.
Proprio come l’inverno.

GRAZIE DELLA VISITA ..

A PRESTO E BUONA SERATA

LINA