giovedì 18 dicembre 2008

"NON TEMERE!"

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


In questi giorni la Parola del Signore ci sta inserendo nei fatti della natività del Signore sotto i vari aspetti. Oggi osserviamo i fatti che hanno preparato la nascita del precursore di Gesù Cristo (vedi Lc 1,5-25).
Questo episodio, insieme con tutti gli altri che dettano il clima dei Vangeli dell'infanzia, ci indica il metodo dell'azione di Dio (già abbiamo visto come Dio agisce nella vita di Giuseppe). Gli uomini fanno i loro programmi e spesso si accaniscono su strade e progetti di impossibile realizzazione; così la loro vita si consuma nella delusione. Dio interviene nella storia umana non semplicemente per adempiere un desiderio umano, ma per realizzare la sua promessa in modo nuovo e ben superiore ad ogni misura umana.
Anche in questo episodio troviamo il primo messaggio dell'angelo di Dio a Zaccaria è: "Non temere!". Quale paura di Dio portiamo? Sembra che ancora oggi ci sia una certa paura, eppure fino ad oggi il messaggio continua ad essere valido "Non temere!". Subito l'angelo aggiunge: "La tua preghiera è stata ascoltata!". Nella vita, tutto è frutto della preghiera!
Cosa succede a quest'uomo di Dio, perchè teme Dio? Perché se nella sua vita a sempre pregato, adesso sembra che non gli importi nulla?
Anche se leggiamo le prime pagine del Nuovo Testamento, Zaccaria rappresenta ancora il Vecchio Testamento. Lui crede, ma la sua fede è debole e quindi, incapace di poter accogliere il messaggio divino. Infatti, dopo la visita, rimane muto, incapace di comunicare con le persone. La forza e l'amore del Signore si scontrano spesso con la nostra incredulità e, pur avendo il tesoro del Vangelo, diventiamo come muti, incapaci di parlare e di sperare. Chi non ascolta non riesce neanche a parlare. L'amore di Dio vince anche la nostra incredulità e la nostra sterffità. Elisabetta, nella sua vecchiaia, concepì un figlio. Nessuno è tanto vecchio da non poter vedere e operare cose nuove e belle.
Il modo con cui si era rivelato fino a quel momento il progetto di salvezza, noto a Zaccaria, sembra essere cambiato. Questo sacerdote cominciava a non capire e lo desiderava ma dimentica che il messaggio di salvezza non va spiegato ma accolto... intanto il Signore stava dando inizio ad una nuova fase insieme a Maria.
Zaccaria ed Elisabetta avranno un figlio, non semplicemente secondo la misura del proprio desiderio, ma secondo la grandezza del progetto di Dio. Dio continua ad agire con lo stesso criterio. La nostra vita non si realizza in base alle nostre richieste, ma in base alla volontà di Dio, che sfida la nostra debolezza, la nostra diffidenza o le nostre contestazioni, come avvenne per Zaccaria. Potremmo anche passare attraverso un aspro periodo di prova, come fu per Zaccaria il forzato mutismo. Ma "Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e più grande", come dice il Manzoni.
Al di là dell'evento della nascita del Battista, oggi la Parola ci chiede se vogliamo essere come Zaccaria: incapaci di accogliere Dio nella nostra vita. Ci viene ripetuto "Non temere" di affidarti a Dio. Abbi il coraggio di dar credito alla sua Parola, anche quando devi mettere a tacere una logica troppo stringata, dentro i tuoi calcoli angusti. Non si tratta di deprezzare i doni di Dio, di abdicare alla propria intelligenza, ma più semplicemente di lasciare spazio all'imprevedibilità dello Spirito. Sì, anche oggi Dio è il Signore dell'impossibile. Il nostro credere in semplicità è quanto gli permette di continuare a operare meraviglie nelle nostra vita, oggi.
Preghiamo così: Signore, che i miei desideri giungano a te senza pretesa, disposto a fare la tua volontà anche quando mi presenti un percorso imprevisto. Rendimi certo del tuo amore. In una contraddizione, in un cambiamento di programma, in una delusione, voglio abbandonarmi al Signore, e affrontare con fiducia la nuova situazione.




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