giovedì 11 dicembre 2008

NON TROVIAMO SCUSE DAVANTI ALLA PAROLA DI DIO!

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il Vangelo anche se è di migliaia di anni fa, ripercorre la storia e legge ancora i fatti di oggi (vedi Mt 11,16-19). Forse nessuno di voi che mi sta leggendo ha mai criticato un leader, qualcuno che governa (almeno faccia a faccia), un saggio, sappiate che a questi, a prescindere di come sia la critica, non piace che siano chiamati in giudizio. E' quanto accadeva ai tempi di Gesù e si rinnova tutt'oggi, sia nella società che nella chiesa. E guai a chi non risponde alle loro concezioni, o a chi non rientra nelle loro categorie già stabilite, come Gesù! Infatti, Giovanni Battista, vide, criticò, e non fu accettato. Dicevano: "E' posseduto dal demonio!" Gesù vide, criticò e non fu accettato. Dicevano: "E' fuori di sè!", "Pazzo!" (Mc 3,21), "E' posseduto dal demonio!" (Mc 3,22), "É un samaritano!" (Gv 8,48), "Non è da Dio!" (Gv 9,16). Ma in realtà è a loro stessi che nuocciono nella loro ostinazione. E di ostinazione oggi c'è ne tanta... in tutti i campi tanto da fare confusione e quello che incalza di più è l'ateismo.Gesù si lamenta per la mancanza di coerenza della sua gente. Loro inventavano sempre qualche pretesto per non accettare il messaggio di Dio che Gesù annunciava. Di fatto, è relativamente facile trovare argomenti e pretesti per rifiutare coloro che pensano in modo diverso dal nostro. Gesù reagisce e rende pubblica la loro incoerenza. Il Vangelo di oggi ci dice che è giunto il momento di disporre il cuore ad accogliere il Signore. Accoglienza non significa, rimandare. Rimandare è una tentazione frequente: è sempre una nuova scusa per evitare di accogliere l'esortazione che ci viene dal Vangelo e ritornare al Signore con tutto il cuore. Usando le stesse parole del Vangelo: "Abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto", quante volte, purtroppo, si deve dire anche per noi. Purtroppo ognuno tira l'acqua al suo mulino. Oggi per noi, come fu per Giovanni Battista e per la gente del suo tempo, giunge il momento della scelta, ossia decidere se seguire Gesù o se continuare ad andare dietro a noi stessi. Si tratta di una scelta che non è rinviabile per nessuno - non ci sono scuse - e che l'imminenza del Natale ci pone con una urgenza ancora maggiore. Anzi c'è da aggiungere una cosa: a noi che abbiamo ricevuto molti più doni e molte più parole e segni di quanti ne ebbero gli abitanti di Tiro e Sidone, verrà chiesto conto di quel che ne abbiamo fatto del Vangelo che ci è stato consegnato (anche questo mio scrivere e che voi leggete è una consegna).
Fermiamoci davanti a questa Parola di vita. Chiediamo a Gesù di rivelarci il senso del suo esserci Redentore e salvezza, ogni momento. Invochiamo da Lui chiarezza interiore e maturità spirituale per non bamboleggiare criticando a destra e a sinistra nel perpetuo scontento e nella dispersione delle mie intime energie, ma andiamo incontro a Lui con le lampade accese.

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