venerdì 6 febbraio 2009

COME PECORE SENZA PASTORE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo arrivati a sabato ed è anche il primo del mese, che per molti è un giorno caro in quanto vivono alcune devozioni particolari. Ma in questo sabato, tutta la liturgia della parola ci fa scoprire in Gesù l'immagine del pastore (vedi Mc 6,30-34).
Il brano evangelico odierno riprende la missione dei discepoli che erano andati ad annunziare la Lieta Notizia e che tornano entusiasti, ci riferisce in un brano parallelo Luca, ma stanchi dalla tensione e dai tanti chilometri percorsi... per raccontare le cose come sono andate.
Tra l'ansia di raccontare e la folla che accorrevano, Gesù mette attenzione e tenerezza all'uomo, alla sua natura che è fatta sì per l’azione ma anche per soste ritempranti tutta la nostra realtà: biologica, psicologica, spirituale! Gesù, propone loro un momento di riposo con lui, un ritiro vero e proprio: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». ma, appena giunti nel luogo prescelto, la folla già li aspetta; Gesù, invece di snervarsi, sente compassione, perché vede la gente come pecore senza pastore e si ferma di nuovo ad insegnare;
La liturgia della domenica (ma anche la preghiera quotidiana) è il riposo del discepolo, il tempo dell'incontro con il Signore, la festa del perdono, il tempo dell'ascolto, la tavola del nutrimento. Al temine della traversata, Marco nota che "Gesù, sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro". Dopo il riposo della liturgia domenicale inizia la nuova settimana, e i discepoli, avendo nel cuore la compassione di Gesù per le folle di questo mondo, riprendono il cammino nelle vie degli uomini.
L'insegnamento è chiaro: se vogliamo evitare i pericoli della popolarità, non dobbiamo lasciarci travolgere dall'entusiasmo viscerale e acritico che fa perdere il senso del limite e dà i fumi alla testa. L'antidoto è la solitudine e la preghiera.
Gesù ha pietà della folla perché è disorganizzata. Non c'è nessuno che si occupi di essa ed è abbandonata a se stessa: non forma un popolo, ma un'accozzaglia di gente. La pietà di Gesù si traduce in insegnamento. Nel vangelo di Marco, quando Gesù si trova con la folla si può stare certi che non perderà l'occasione per istruirla.
Il seguito del vangelo ribadirà, con maggiore forza, questo comportamento costante di Gesù: "La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare" (10,1).
Oggi fermiamoci veramente in silenzio e in solitudine. Riflettiamo sull'insegnamento di Gesù, con vivo desiderio di vivere i nostri giorni serenamente secondo il progetto di Dio che rende bella e facile ogni cosa. Preghiamo così:
Signore, insegnami il riposo in te, con te e con i doni di ciò che è semplice e viene da te. Donami un cuore sempre rinnovato nella volontà di amarti e di servirti nel prossimo.

2 commenti:

Paola ha detto...

E' la serenità e la fede in Lui che ci aiutano ad andare avanti e ad affrontare tutte le difficoltà.
Buon fine settimana fra Vincenzo
Paola

fra Vincenzo ha detto...

Sì cara Paola la fede da cui scaturisce anche la serenità. Ambedue doni del Suo immenso amore.