domenica 5 aprile 2009

LUNEDI' DELLA SETTIMANA SANTA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Con la domenica delle Palme è iniziata la Settimana Santa. Sono giorni preziosi, come è preziosa quella libbra di olio profumato di vero nardo, simboleggiato nel vangelo odierno (vedi Gv 12,1-11), che Maria cosparge sui piedi di Gesù o come quel vasetto di alabastro di nardo genuino (Mc 14,3) che abbiamo ascoltato durante la proclamazione del Passio.
Il nardo è prezioso non solo per il suo valore commerciale: 300 denari, non poca cosa, ma preziosa soprattutto per il suo valore simbolico. Per l'evangelista Giovanni, tutto quello che succede durante questi “ultimi” giorni ha un valore simbolico e oltrepassa le apparenze. In quell'olio profumato, noi cogliamo il mistero di una vita donata quale è quella di Gesù, una vita profumata. Nel gesto di quell'olio profumato cosparso, Maria anticipa il rito della sepoltura, anticipa l'olio con cui il suo corpo verrà cosparso dopo la morte. E' un gesto pieno di tenerezza, di amicizia, di calda accoglienza.
Gesù ha voluto trascorrere in casa di amici i suoi ultimi giorni. Anche Cristo, vero Dio e vero uomo, si stanca, e ha bisogno di riposarsi insieme agli amici, quelli veri, che lo accolgono e lo amano. A Gerusalemme Gesù era stato osannato come il Re d'Israele, il Figlio di Davide; ora Egli stesso cerca una dimensione più intima, cerca delle persone che lo amino non per ciò che rappresenta, ma per ciò che è. Lazzaro, Marta e Maria, non solo vedono in Lui il Messia, ma anche un amico. Gesù cerca questa confidenza, questo calore umano, prima di affrontare il sacrificio della croce e Maria desidera dimostrargli tutta l'amicizia, la limpidezza sul suo amore. Giuda, però, non capisce il gesto di Maria e pensa subito al denaro: il pretesto dei poveri nasconde l'avidità di questo discepolo che ormai già trama il tradimento. L'inganno del denaro lo porterà a tradire il Maestro per trenta monete. Gesù risponde a questo suo atteggiamento esortando tutti, ancora oggi, a dare il giusto spazio alla preghiera, alla meditazione, senza lasciarsi prendere solo dalle attività, anche quando queste sono al servizio del prossimo.
Gesù col vangelo odierno ci ricorda che è da Lui che occorre attingere l'amore necessario a vivere la nostra vita come un servizio.
Non possiamo essere come quei giudei che, dal canto loro, continuano a pensare al modo di uccidere Gesù. Quante persone si comportano come Giuda! Vedono il bene che fanno gli altri, però non vogliono riconoscerlo: si impegnano a scoprire intenzioni distorte, a criticare, a mormorare, a esprimere giudizi temerari. C'è un bisogno di ritornare nella casa dell'amicizia dove sgorgano queste domande per la nostra vita: chi siamo noi? "Lazzaro", cioè capaci di accogliere Gesù e rendergli culto? O "Giuda", cioè, benché siamo suoi discepoli, lo accompagniamo ma solo per perseguire scopi diversi dai suoi? Oppure "i Giudei", cioè riteniamo troppo scomodo Gesù, che avanza richieste esigenti e totali e, quindi, preferiamo toglierlo di mezzo?
Preghiamo così: O Dio, creatore e salvatore nostro, che ci hai dato tutti i doni del tuo amore, ascolta la nostra voce. con il sacrificio del tuo Figlio Gesù, ti offriamo ciò che siamo, in semplicità e letizia, perchè il profumo della tua lode si spanda nell'universo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

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