martedì 21 luglio 2009

22 luglio: Santa Maria Maddalena

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Oggi, la liturgia ci presenta nella scena del "giorno dopo il sabato", tratteggiata nel vangelo di Giovanni, Maria Maddalena (vedi Gv 20,1.11-18). Ella si reca al sepolcro per rimanere presso la tomba di Gesù, come una persona che non vuole separarsi da colui che ama intensamente neppure dopo la morte.
L'evangelista annota che la Maddalena andò al sepolcro "mentre era ancora buio". E' un'annotazione che troviamo in contrasto con quella di Mc che dice "era di buon mattino". Forse si può pensare che ancora non era giorno, il sole non si era levato. Però possiamo cogliere un valore spirituale, un modo simbolico per indicare il buio con le tenebre provocate dall'assenza di Gesù (cfr. Mc 15.33; Mt 27.45; Lc 23.44): spaventoso simbolo di ciò che avvenne e continua ad avvenire spiritualmente dovunque l'incredulità, cieca e orgogliosa di sé, ha di fatto escluso Cristo dalla vita moderna, specialmente dalla vita pubblica, e con la fede in Cristo ha scosso anche la fede in Dio.
Nel brano evangelico, Maria maddalena è triste. «La tristezza di Maria per la perdita del Signore, anche solo del suo corpo morto – scrive monsignor Vincenzo Paglia –, è uno schiaffo alla nostra freddezza e alla nostra dimenticanza di Gesù anche da vivo». Però il Cristo alla tristezza della donna si fa consolazione viene come Cristo-luce che illumina il mondo e sarà contemplato per prima da Maria Maddalena. Ma tutto sembra procedere a rilento come spesso accade nei ritmi della vita. La ricerca parte da lontano, nell’incertezza delle tenebre che ancora non cedono il passo alla luce. «Donna, perché piangi?», le chiedono gli angeli presso il sepolcro, e un misterioso giardiniere le ripete la stessa domanda aggiungendo: «Chi cerchi?».
Il dolore abbozza una risposta, una risposta piena di aiuto. Lo sguardo è su quella pietra ribaltata che è il simbolo di quella ricerca non solo esteriore ma sopratutto interiore.
In questa pietra ribaltata abbiamo un insegnamento: a non guardare al passato ma proiettarsi verso il futuro. Solo quando Maria smette di guardare al passato, di pensare secondo i criteri di prima, finisce la sua ricerca, può avvenire l’incontro. Solo quando Gesù pronuncia il suo nome avviene il riconoscimento, si placa la tensione della ricerca e si accende il movimento della missione: «Andò subito ad annunziare ai discepoli».
Cosa significa questo per noi? Che chi cerca un Gesù rinchiuso nel passato, ingessato dentro esperienze magari belle ma ormai devitalizzate, seppellito dalla coltre opaca dell’abitudine, non avrà la possibilità di vivere alcun incontro salvifico. Solo facendoci attenti all’oggi e mettendo da parte molte attese anche legittime ma troppo piccole e parziali, potremo fare spazio all’inaudita novità della risurrezione.
L'incontro di Gesù con la Maddalena e l'annuncio fatto dalla donna ai fratelli contengono un grande messaggio per il discepolo di ogni tempo: il Signore è vivo e ognuno deve cercarlo in un cammino di fede, sicuro che se farà la sua parte, il Signore non tarderà a venirgli incontro e a farsi conoscere.
Preghiamo così: O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora, ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua (dal Sal 62).

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