domenica 26 luglio 2009

Lunedì della XVII settimana del Tempo Ordinario

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Nel brano evangelico di oggi, giorno in cui i Carmelitani ricordano il beato Tito Brandsma, Gesù parla in parabole usando immagini della vita comune: il granello di senapa ed il lievito (vedi Mt 13,31-35). Egli non ama un linguaggio colto; il suo insegnamento passa attraverso immagini semplici e comprensibili.
Andiamo con la mente in quei luoghi e pensiamo come mai Gesù usa proprio questa parabola. Forse per la gente pensare ad un regno debole non era facile da concepirsi. Eppure nel pensiero di Dio si presenta diversamente. Gesù dice che il granello di senapa è ritenuto il più piccolo di tutti i semi. Ma, una volta cresciuto, riesce a raggiungere l'altezza di due/tre metri e può accogliere tra i suoi rami anche gli uccelli. Così avviene per l'opera del Vangelo: all'inizio si presenta modesta, insignificante, debole, come la più minuta delle sementi.
Infatti, cosa c'è di più debole del Vangelo? Il messaggio stesso che può essere disatteso, dimenticato, allontanato. Ma se viene accolto nel nostro cuore e fatto crescere, poco alla volta si allarga e sarà ben visibile a tutti gli altri
Questo lo capiamo meglio nella parabola del lievito (successiva a questa), ove l'evangelista fa notare la sproporzione tra l'umiltà dell'inizio e la grandezza della fine. Nell'annunzio del vangelo succede la stessa ed identica cosa.
Come al solito il Vangelo ci riporta nella nostra realtà, dove oggi più che mai siamo attratti da mille cose, forse interessanti ma superflue. E' il rischio dell'apparenza in cui andiamo sempre incontro. Gesù è attento alle cose più piccole ed insignificanti e da esse trae degli insegnamenti profondi. Oggi, ci vuole dire che la libertà dell'uomo e la sua dignità così spesso proclamata si perde in una schiavitù che alla fine banalizza la vita stessa. Davanti a Dio conta essere davvero lievito.
Così è anche per la comunità dei credenti: essa è piccola e debole, ma se si lascia guidare dallo Spirito del Signore diventa una pianta che accoglie tanti e un lievito che fermenta la vita degli uomini.
Invochiamo lo Spirito Santo perché ci dia questa forza generatrice.

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