venerdì 14 agosto 2009

15 Agosto: FESTA DELL'ASSUNZIONE DI MARIA

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Oggi diciamo buonferragosto. E facciamo bene. Ma ferragosto, è il tempo in cui tutti in ferie, tutti al mare: è la sagra della corporeità! Peccato che questa sagra non abbia un risvolto "delle cose di lassù", ma solo quella di un corpo sano, abbronzato, efficiente..., e poi tutto finisce al cimitero. Che materialismo è mai quello che va predicando il mondo, se poi non ci sa garantire quella risurrezione della carne che scavalca malattia e morte e ci ricrea vivi e giovani per l'eternità?
Celebriamo invece la festa dell'Assunzione della beata vergine Maria. Oggi appunto celebriamo in lei la primizia e la promessa anche per noi di resurrezione della carne, del corpo cioè assunto, nell'istante della morte, a partecipare in pienezza della glorificazione di tutto l'uomo credente nella comunione piena con Dio.
Il vangelo del giorno ci ricorda l'incontro di Maria con la parente Elisabetta ove la Madre di Dio innalza al Signore il suo inno di ringraziamento. Il Magnificat ha molti ricordi dell'Antico testamento e segue da vicino il cantico di Anna (1Sam 2,1-10). Luca certamente usa qui un salmo dei "poveri di Jhavé", il resto del popolo fedele che rimase umilmente aperto a Dio (Sof 2,3; 3,11-13).
Nella persona di tutti i poveri che aspettano la salvezza, Maria riconosce e si rallegra con la grandezza di Dio (1,46-47; Ab 3,18).Perché ha visto l'umiliazione del suo popolo povero e venne per liberarlo dagli occhi di tutti (1,48; 1Sam 1,11). Difatti, la maggior gloria e testimonianza della santità e della misericordia di Dio è aver assunto lui stesso la situazione dei poveri, per liberarli, dando efficacia alla loro lotta (1,49-50; Dt 10,21; Sal 103,17). Il Magnificat testimonia la gioia dei poveri che aspettano e confidano nell'azione di Dio. Ma lo stesso Dio aspetta che i poveri imparino con lui per diventare suoi strumenti nella realizzazione della giustizia che libera.
Tagore diceva: " La storia dell'umanità aspetta, con pazienza, il trionfo dell'uomo umiliato".
Celebriamo, allora, con gioia la Vergine Maria. Ella è "l'icona", cioè l'immagine che riassume tutto il progetto e il nostro destino di uomini; lei è come l'alba di una nuova umanità; in lei leggiamo il primo e più riuscito umanesimo. Sentiamo la gioia e il dovere di annunciarlo a tutti gli uomini.
Ma al tempo stesso lei è madre, che in cielo è andata a prepararci un posto. Ed è là con la sua intercessione a darci una mano a che tutti lo raggiungano. Pensare la Vergine Maria assunta è fonte di grande forza, speranza e fiducia per tutti noi.
Rivolgiamoci a lei con piena fiducia e audacia, sicuri di ottenere davvero tutto quello che ci è necessario alla salvezza eterna.


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