sabato 8 agosto 2009

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


"Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno". Così cantiamo al Vangelo... così viene proclamato alla fine del vangelo. E' la domenica del pane vivo.
In queste domeniche, come stiamo vedendo, abbiamo un Vangelo continuativo che parla di Gesù pane di vita e nel Vangelo odierno, Gesù è impegnato a fare capire alla gente la sua vera identità e la sua precisa missione nel mondo. Egli è pane della vita, egli è l’atteso messia, egli è il salvatore, egli è colui che il popolo attende, egli, nonostante che sia il figlio del carpentiere, è il Figlio di Dio venuto nella storia dell’umanità perché questa umanità si riscattasse dalla sua condizione di peccato.
Nel vangelo come del resto, anche nella prima lettura abbiamo un mormorio: l'incredulità. Abbiamo spesso dentro e fuori di noi il mormorare, una pretesa di aggrapparci alle sicurezze terrene (anche se in certi casi necessitiamo veramente), ma dimentichiamo che siamo battezzati, e in quanto battezzati, siamo stati fatti per la vita eterna: ed è quella che dobbiamo cercare.
La realtà è che tutto inizia e che tutto finisce perché tutto evolve. Noi vorremmo che le cose non avessero mai fine: il divertimento non dovrebbe finire mai; i momenti di serenità dovrebbero durare in eterno; la gioia dell’amore dovrebbe durare notti e giorni senza fine; la vita dovrebbe non finire mai. E, invece, no, tutto finisce e tutto passa.
Ed è necessario che sia così che tutto passi, che tutto divenga, che tutto fluisca, che tutto abbia il suo corso.
I figli crescono e se ne vanno; ci si invecchia e non si è più guardati per il nostro fascino; gli amori si concludono e ciò che prima avremmo giurato “eterno” adesso non lo è più, quello che prima avremmo giurato di non diventare, adesso, invece, lo siamo diventati. Intanto continuiamo mentre continuiamo a mormorare: “Questa proprio no! Questa cosa non mi doveva succedere! Questa Dio non me la doveva mandare!”... il proseguo dei giorni, della vita, va avanti.
In questo proseguo della vita, Gesù continua a dirci che Lui è il pane della vita eterna,. Egli non sta ad ascoltare le mormorazioni. Gesù pone la fede, il credere in Lui trasparenza del Padre, trascrizione del Suo volto d’amore, come fondamento della vita eterna. Ma quello che di interessante dice è il verbo che troviamo nella dichiarazione di Gesù: “Chi crede ha la vita eterna”. Attenzione! Gesù non dice "avrà" ma "ha" la vita eterna. Non si parla di futuro, ma di presente! Quindi non pensiamo alla vita eterna ad una specie di liquidazione celeste che conquistiamo a punti di santità e che ci verrà consegnata dopo la morte.
E’ la fede che fa eterna la vita già ora, adesso, perché la riempie dell’eternità stessa di Dio, del Suo amore che è l’unica forza immortale. Un amore da accogliere, a cui arrendersi. Un amore che nutre con il Pane della vita, che è la vita stessa di Dio in noi. Assimilati a Lui. Nutriti da quell’unico amore che non chiede nulla se non di essere accolto, di trovare un varco, una fessura, per donarsi e portare vita nuova.

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