domenica 15 novembre 2009

Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!

Il vangelo di oggi, in cui ricordiamo S. Margherita di Scozia, presenta un chiaro esempio di evangelizzazione (vedi Lc 18.35-43). Gesù è in cammino ed è ormai vicino a Gerico, l'ultima città prima di Gerusalemme. Sulla strada vi è un cieco che chiede l'elemosina. Costui, sentendo molto rumore, domanda cosa stia accadendo. Gli "annunciano" che sta passando Gesù di Nazareth.
"Passa Gesù Nazareno": all'umanità cieca siamo chiamati, noi che abbiamo trovato in Gesù, la luce del cuore, ad annunciare questa straordinaria buona notizia. Passa Gesù Nazareno, quando meno te lo aspetti, quando proprio non ci pensi, quando pensi che il buio sia la tua condizione normale, irrompe il Signore, si ferma, ti guarisce.
Una cosa che subito notiamo è che quel cieco ha necessità che qualcuno gli parli di Gesù perché da solo non vede: ha bisogno di un tramite. E' una delle migliori definizioni del cristiano: colui che avverte gli altri del passaggio del Rabbì. Infatti, non siamo noi a dare la luce, né siamo noi a salvare: il Signore salva, lui dona luce, lui ci ha salvati. E non prendiamocela con chi è nelle tenebre, non importa l'origine della cecità, smettiamola di pensare che se uno è nei guai – in fondo – se l'è andata a cercare.
Se abbiamo avuto la straordinaria opportunità di essere illuminati è per grazia, mai per merito. Aiutiamo, semplicemente (senza nessun tornaconto), i fratelli che sono nel buio della disperazione, diciamo loro: "Passa Gesù Nazareno", passa nella vita di ogni uomo, passa senza condizioni, passa nella totale ed assoluta libertà. Stiamo vigili, carissimi, perché davvero il Signore passa nelle nostre vite. Che non ci trovi mai distratti od occupati a fare altro! Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci comunichi Gesù, ci parli di lui, perché noi, ripiegati nel nostro mondo, siamo come ciechi. Ebbene, quel cieco, ascoltando l'annuncio della vicinanza di Gesù, comprese che era diverso dagli altri passanti. Quanti ne aveva sentiti passare accanto, magari lasciare anche un'offerta e poi continuare per la loro strada! Quel giorno comprese che Gesù poteva guarirlo. Per questo immediatamente si mise a pregare. Era una preghiera semplice e di un grande insegnamento perché vera, perché partiva dal bisogno primario: la vista. Gesù ascolta quella preghiera e il dialogo che si intreccia tra Gesù e il cieco si conclude con la guarigione. Quel cieco non solo vede Gesù con gli occhi, lo vede soprattutto con il cuore: Appena viene esaudito, la sua preghiera d'intercessione diventa preghiera di lode che coinvolge tutto il popolo. Infatti, si mette a seguirlo.
Preghiamo sull'esempio del cieco: Tu hai spalancato il nostro cuore e noi ti lodiamo, Signore, sei passato nelle nostre vite e chi hai illuminati. Ancora oggi ti affidiamo la giornata e ti diciamo: Signore, figlio di Davide, abbi pietà di noi!

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