venerdì 18 dicembre 2009

Feria propria del 19 Dicembre

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Il Vangelo di oggi ci parla della visita dell'angelo Gabriele a Zaccaria (vedi Lc 1,5-25). Il Vangelo di domani ci parlerà della visita dello stesso angelo Gabriele a Maria (Lc 1,26-38).
Luca pone le due visite una accanto all'altra, in modo che noi leggendo i due testi con attenzione, percepiamo le piccole e significative differenze tra l'una e l'altra visita, tra il Vecchio ed il Nuovo Testamento.
Luca, quindi, apre il vangelo premurandosi di raccogliere informazioni sulla nascita di Giovanni Battista. La storia di Giovanni Battista inizia nel tempio mentre si prega solennemente. L'inizio della buona notizia viene dal cielo, portata da un angelo. Egli appare alla destra dell'altare: la parte destra è di buon augurio, promette salvezza (cfr. Mt 25,33-34).
Zaccaria ed Elisabetta non avevano figli, e per di più erano ormai vecchi. Non aspettavano altro che la conclusione della loro vita. Questi anziani sono santi perché sono giusti davanti a Dio. Osservano tutti i comandamenti della legge del Signore. Santità equivale a obbedienza a Dio.
In essi possiamo vedere la vita di tanti anziani e anziane, rasseganti a passare gli ultimi anni della vita in modo più o meno triste. Ma Dio interviene con la sua Parola. Quando Dio si rivolge a una persona, inizia a parlare con un incoraggiamento: "Non temere!". Dio vuole incoraggiare l'uomo, metterlo a suo agio, non spaventarlo o opprimerlo.
La forza e l'amore del Signore si scontrano spesso con la nostra incredulità e, pur avendo il tesoro del Vangelo, diventiamo come muti, incapaci di parlare e di sperare. Chi non ascolta non riesce neanche a parlare. L'amore di Dio vince anche la nostra incredulità e la nostra sterilità. Elisabetta, nella sua vecchiaia, concepì un figlio. Nessuno è tanto vecchio da non poter vedere e operare cose nuove e belle.
Per l'evangelista il silenzio di Zaccaria e il nascondimento di Elisabetta servono a celare il disegno di Dio fino all'annuncio dell'angelo Gabriele a Maria: il concepimento di Giovanni è un segreto che spetta a Dio svelare. Quel diventar muto è "correzione terapeutica" da parte di Dio.
Invochiamo lo Spirito Santo su di noi. Esaminiamo il nostro cammino di fede e sottolineiamo la nostra sterilità da presentare a Dio.

O Radice di Iesse, che t'innalzi come segno per i popoli: vieni a liberarci, non tardare.

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