martedì 5 gennaio 2010

EPIFANIA DEL SIGNORE

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Nel tempo del Natale del Signore, la Chiesa celebra il mistero dell'apparizione o manifestazione a tutti i popoli del verbo di Dio, fatto uomo: dapprima ai giudei, rappresentanti dagli umili pastori, poi a tutta l'umanità, di cui i Magi sono la primizia.
Una stella ha guidato i Magi fino a Betlemme perché là scoprissero “il re dei Giudei che è nato” e lo adorassero.
Una domanda sorge spontanea: a noi chi ci guida? C’è in tutti, credo, anche se inconsciamente, la ricerca di Chi davvero sia capace di dare ragione alla nostra vita: una ragione non superficiale, ma che vada oltre il tempo, oltre l'orizzonte.
Forse, sognando sognando, abbiamo smarrito ciò che per noi sembrava "stella polare", che ci avrebbe riempito la vita e ci siamo immersi in un sentimentalismo. per non dire che anche un niente ci fa perdere quei desideri, sogni e forza interiore.
Nel nostro orizzonte, c'è una strada che si apre ma forse non ci accorgiamo, come del resto non abbiamo abbastanza tenuto in considerazione che il nostro cuore non può essere sazio di "cose", di "sogni" umani, che sono polvere al vento. E adesso passo dopo passo scopriamo che le cose che credevamo potevano renderci felici era solo illusione, perché ci sta QUALCUNO a riempire il nostro cuore.
In quest'ottica si mossero i magi da un paese lontano. Ma, attenzione!!! il viaggio dei Magi non è una fiaba così come è stato sempre concepito: è una pagina autentica del Vangelo e oggi l’abbiamo appena riascoltata (o la stiamo riascoltando) dalle parole dell’evangelista Matteo.
Penso che in questa pagina ognuno potrebbe trovare un invito per la vita. Anzitutto vi sta un invito secondo il profeta Isaia: “Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua Luce, la Gloria del Signore brilla su di te. Poiché ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli, ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare a te” (Is 60, 1-6).
Se vogliamo metterci in cammino dobbiamo destarci dal nostro torpore che ci riempie di sicurezza. Il viaggio dei magi parte e si conclude da una gioia dei palazzi alla gioia di una mangiatoia, dalle stelle alla stalla, trovando chi era il Bene supremo, Dio.
La domanda che possiamo farci è: abbiamo amore per la ricerca di Dio, proviamo la passione dei Magi, che intuiscono che li attende "Qualcosa o Qualcuno", per cui vale la pena spendere la vita, fare un lungo viaggio, senza farsi ingannare dalla città degli uomini, fino a trovare il grande Amico che ci salva?
Mettiamoci allora in cammino come i Magi. Quando uno comincia a sentirne il bisogno, Dio sa come fare apparire, anche per noi, "la stella che ci guida", costi quello che costi. E trovare alla fine Dio è, come per i Magi, provare "una grandissima gioia" una gioia da testimoniare.

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