mercoledì 20 gennaio 2010

Giovedì 21 Gennaio Sant'Agnese

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Oggi la Liturgia ci fa celebrare Sant'Agnese, una donna capace di testimoniare con la propria vita l'amore per Gesù.
Il vangelo di oggi va riletto alla luce di quanto abbiamo ascoltato fino ad oggi: Gesù si è confrontato con le autorità religiose del suo tempo che hanno ordito disegni di morte nei suoi confronti (vedi Mc 3,7-12).
La pericope evangelica inizia presentando Gesù come un trascinatore di folle, soprattutto di quella massa di gente povera e delusa dai comportamenti e dagli insegnamenti di quei maestri, i quali imponevano agli altri pesanti fardelli che loro non osavano neanche toccare.
Marco ci descrive l’accalcarsi della gente così incontenibile che il Signore prende lì per lì il provvedimento di salire sulla barca “perché non lo schiacciassero”Ma perché accorrono? Per interesse o per fede?
Marco ci fa capire che l'entusiasmo della folla è suscitato dall'azione guaritrice di Gesù, non dalla fede. La fede non è solo sapere chi è Gesù. Anche i demoni lo sanno, meglio e prima di noi. Come scrive s. Giacomo: "Credono, ma tremano" (2,19). Credere è prima di tutto fare esperienza di Gesù che mi ha amato e ha dato se stesso per me (cfr Gal 2,20). Una fede ideologica, che tutto conosce, ma non fa esperienza dell'amore di Dio, è un anticipo dell'inferno. E' la pena del dannato che conosce il bene, ma non lo possiede.
La gente viene anche dall’Idumea, dalla Transgiordania, dalle parti di Tiro e di Sidone. È un’umanità variegata; ci sono anche i pagani. Tutti sono uniti attorno a Lui, centro palpitante d’amore e di potenza divina.
Il Signore però non desidera la pubblicità da parte di nessuno (tanto meno da parte dei demoni!). Raggiunge tutti solo attraverso la debolezza di chi, conoscendolo veramente, lo annuncia come amore crocifisso, povero, umiliato e umile. La propaganda va esattamente nella direzione opposta e si serve proprio di quei mezzi che il Signore ha denunciato e rifiutato come tentazioni.
Tutti coloro che si accostano a Gesù con cuore sincero scoprono il Lui il vero sanatore e salvatore; indipendentemente dalla provenienza e dalla regione geografica, così come lo descrive l'autore della Lettera agli Ebrei: “Tale era il sommo sacerdote che ci occorreva: “santo, innocente, senza macchia”.
Gesù è capace di aprire il cuore e la mente di tutti. Le guarigioni e i miracoli che leggiamo nel brano di oggi respirano di questa aria universale proprio perché Gesù è interessato a tutti gli uomini e le donne; a tutti ed ad ognuno di essi si rivolge. Il prendere una barca, simbolo della Chiesa ed allontanarsi dalla sponde non significa distacco dal genere umano, anzi, indica, in modo chiaro, la volontà da parte di Gesù di abbracciare tutti.
Carissimi amici, nei momenti nei quali Gesù ci sembra distante, sappiamo che Egli non ci è estraneo ma ci vuole tutti immersi nel suo grande abbraccio di amore.
Nella preghiera personale, chiediamo al Signore di donarci la capacità di cercarlo nel quotidiano, di trovarlo nelle persone che soffrono e in particolare in un abbandono fiducioso.


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