sabato 2 gennaio 2010

II domenica di Natale anno C

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


Siamo alla II domenica di Natale e la Liturgia ci fa ancora riflettere sul mistero dell'incarnazione, ciò significa che il Natale di Gesù continua ad interrogarci.
E' il messaggio fondamentale del Natale, quello che ci ricorda che il Verbo di Dio "... venne ad abitare in mezzo a noi..."; il Figlio di Dio, uno col Padre da sempre e per sempre, entra nel tempo e scende nel mondo, facendosi uomo tra gli uomini.
"Cristo Gesù - scrive Paolo nella Lettera ai Filippesi - pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso..." (Fil 2,6-9); questo è il più bel canto per il dramma del Dio che si incarna, che entra nella storia dell'uomo, che la condivide, la illumina e la risana.
Dio pianta la sua tenda là dove la nostra fede così dubbiosa e perennemente incerta, la nostra ragione così debole eppure orgogliosa, la nostra testimonianza così intermittente.
Piantare questa tenda è sinonimo di un itinerario da percorrere dove ognuno di noi accoglie un nuovo sapere su Dio e sull'uomo destinato a raggiungere ogni uomo e tutto l'uomo.
L'evangelista Giovanni nel prologo del suo Vangelo traccia per la comunità cristiana la mappa di questo itinerario di luce, Parola, vita, sapienza che attraversa il faticoso cammino dell'umanità nel darsi un senso e per mezzo della testimonianza del Battista individua in Gesù la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Questa luce - Gesù - splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. Natale è questo: non un andare a Messa perché è di precetto (non fraintendetemi), ma un convertirsi e pentirsi. L’umanità non ha rivolto una grande accoglienza alla prima venuta di Dio. Festeggiare oggi è solo consumismo e idolatria e si continua a farlo quasi come se si imbastisse una festa in ritardo. Natale è dramma: Dio viene e l’uomo non c’è. Pochi si accorgono e questi pochi sono solo quelli che vivono nella solitudine, nella sofferenza, nella povertà. Basta guardare lo scenario di un presepe allestito e chi troviamo: Maria e il suo amatissimo sposo, i pastori, i magi, Simeone e Anna la profetessa. Fine dell’elenco.
Carissimi amici, siamo ancora nel buio accendiamo questa luce che illumina la nostra quotidianità... ricordate: le tenebre non vincono!

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