lunedì 1 febbraio 2010

2 febbraio PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

Un caro saluto a te chel quanto scrivo!


Celebriamo oggi la presentazione del Signore e la purificazione della Madonna, detta comunemente della Candelora.
La Presentazione del Signore è la festa di Cristo « luce delle genti » e dell'incontro del Messia con il suo popolo nel Tempio di Gerusalemme (vedi Lc 2,22-40).
Il vangelo ci riporta a riflettere su vari aspetti della persona di Cristo Gesù. Luca qui ama riportare l'incontro tra Gesù e due persone di Dio: Simeone ed Anna. Essi riconoscono, in un neonato, il Messia, perché resi capaci dallo Spirito Santo di aprire il cuore all'imprevedibile. L'evangelista Luca mostra come si compiono le antiche profezie attraverso il ripetersi dell'espressione «per adempiere la Legge». La purificazione di cui si parla non è solo la purificazione rituale dopo la nascita, ma è la purificazione di tutto il popolo: noi diciamo di Maria sua madre, ma in realtà è di tutto un popolo.
Il vangelo inizia parlando di osservanza della legge. L'evangelista Luca da un valore positivo alla osservanza della Legge. Essa era la norma spirituale, sociale, politica, religiosa. Israele esisteva come popolo solo per il suo legame con la Parola di Dio.
Noi cristiani siamo così legati alla Parola di Dio? Ci rapportiamo con la Parola di Dio? La storia del popolo di Israele è storia di come il popolo si è rapportato con la Legge, e come ha vissuto la fedeltà alle prescrizioni del suo Dio. Noi a che punto siamo di questo cammino?
Simbolo di tutto questo è il vecchio Simeone. Le sue parole indicano che l'attesa si è compiuta: in un bambino, in quel Bambino è possibile un vero, autentico legame tra Dio e l'uomo, non mediato dai sacrifici, ma incarnato da una persona viva, Dio e uomo nello stesso tempo. Da questo nuovo rapporto dipende una nuova fraternità che si estende a tutti i popoli: «saranno svelati i pensieri segreti di molti cuori». Cioè, sarà svelata l'autentica adesione alla volontà di Dio, nel profondo della coscienza, e non solo nell'esteriorità dell'adempimento formale.
Oggi con questa celebrazione e con la Parola che ascoltiamo ognuno di noi riceverà attraverso una candela, ma sopratutto dall'ascolto della Parola di Dio, una parola che suona dura e inaspettata: «una spada ti trafiggerà l'anima». Sì sono le parole che ha ricevuto Maria. Anche per lei si rinnova questo messaggio. Ma come sappiamo, la spada è immagine tradizionale per indicare la Parola di Dio. Dobbiamo, insieme a Maria, lasciarci interrogare da questa Parola. La Parola interpella tutta la vita, e richiede un coinvolgimento integrale, fino alla croce.
La celebrazione inoltre ricorda anche quel giorno che siamo stati presentati al Signore. Rito che ancora oggi ripetiamo.
Che cosa può significare oggi "presentare il proprio bambino al Signore"? Significa riconoscere che i figli sono un dono di Dio, che appartengono a Lui, prima ancora che al papà e alla mamma. Presentare i figli al Signore, educarli alla fede, significa accettare che nella libertà delle loro scelte crescano fedeli al Signore o anche che attraversino periodi di crisi.
Oggi ricordiamo anche la giornata della vita consacrata. Preghiamo non solo per i nostri figli ma anche per i religiosi e le religiose che hanno offerto la loro vita al Signore perchè rimangano sempre fedeli in questa loro offerta di se stessi.

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