venerdì 23 luglio 2010

23 Luglio Santa Brigida, Patrona di Europa

Un caro saluto a te che leggi quanto scrivo!


In questo clima di feste religiose, in un clima di vacanze in un clima in cui la nostra Europa è nello sfacelo, la Chiesa ci vuole ricordare la sua Patrona: Santa Brigida. Il Vangelo odierno, ma del resto ogni pagina del Vangelo, è provocante. Oggi in particolare vuole sottolineare l'importanza di restare legati a Cristo (vedi Gv 15,1-8). Il "rimanere" in Gesù, è un tema particolarmente caro all'apostolo Giovanni. Nella sua prima lettera afferma: "Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui". E nella parabola della vite i tralci i termini "rimanere" e "dimorare" ne sono il cuore. L'immagine della vigna, nel suo simbolismo religioso, era molto nota ai discepoli di Gesù.
Uno degli ornamenti più vistosi del tempio eretto a Gerusalemme da Erode e che Gesù frequentò era appunto una vite d'oro con grappoli alti come un uomo. Ma soprattutto nelle Scritture il tema della vigna era tra i più significativi per esprimere il rapporto tra Dio e il suo popolo. Isaia, nel mirabile "canto della Vigna" descrive la delusione di Dio nei confronti di Israele, sua vigna, che aveva curato, piantato, vangato, difeso, ma dalla quale non ha avuto altro che frutti amari. Geremia rimprovera il popolo d'lsraele: "Io ti avevo piantata come vite feconda e tutta genuina. Come mai sei diventata una vite aspra, selvatica e bastarda?" (2, 21).
"Io sono la vera vite". Per comprendere appieno queste parole è necessario collocarle nel contesto dell'ultima cena, quando Gesù le pronunciò.
In quella cena Gesù si definì il buon pastore e subito dopo affermò di essere "la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo". Gesù si identifica con la vite, specificando che è la "vera" vite; ovviamente per distinguersi dalla "falsa".
Ma non è una vite isolata. Gesù aggiunge: "io sono la vite e voi i tralci". I discepoli sono legati al Maestro e sono parte integrante della vite: non c'è vite senza tralci, e viceversa. Potremmo dire che il legame dei discepoli con Gesù è appunto come quello della vite con i tralci, essenziale e forte. E' un legame che va ben oltre i nostri alti e bassi psicologici le nostre buone o cattive condizioni. L'antico segno biblico della vigna riappare qui in tutta la sua forza. Con Gesù nasce una vigna più larga e più estesa della precedente e soprattutto percorsa da una nuova linfa', l'agape, l'amore stesso di Dio. La forza di questo amore è dirompente: permette di produrre molto frutto. Dice Gesù: "In questo è glorificato il padre mio: che portiate molto frutto".
Il Vangelo prosegue: "Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto". Sì, proprio quelli che "portano frutto", conoscono anche il momento della potatura. Sono quei tagli che di tempo in tempo, appunto come accade nella vita naturale, è necessario operare perché possiamo essere "senza macchia" (Ef 5, 27).
Che Santa Brigida ci aiuti a vivere legati a Cristo secondo la Parola che conduce alla salvezza.

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